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lunedì, luglio 15

Schifo. Tanto schifo.

Quasi quasi avevo voglia di scrivere un post indignato, tremila parole su quanto mi vergogni di essere Italiana in questo momento, in questi giorni; su quanto mi venga da vomitare se solo provo a ricordare che abbiamo persone così nel nostro Parlamento; su quanta rabbia io provi al pensiero che molti Italiani, probabilmente, saranno d'accordo con quell'avanzo di feccia.
Ma no, perché l'indignazione, il vomito e la rabbia mi hanno stremato e sono stufa di vergognarmi di questo paese. Voglio essere orgogliosa di dire di essere Italiana, e non nascondermi. Cosa che al momento non posso fare e bastano tre parole per spiegarne il motivo: Calderoli/orango/Kyenge. Ah già, e una quarta, che voglio gridare: SCHIFO.

Giulia

mercoledì, giugno 19

Le confessioni di una Grammar Nazi

Attenzione: questo post è permeato da una densa ironia; si sconsiglia la lettura ai deboli di cuore e a chi non sa stare al gioco.

Avete presente quelle simpatiche personcine che ad ogni vostro dimenticanza, ad ogni vostro uso errato di una parola, ad ogni scorrettezza grammaticale nel vostro discorso sono prodighe di (non richiesti) consigli per migliorare le vostre colpe? Ecco, io faccio parte di quella schiera. Mi piace pensare di star offrendo al mondo l'opportunità di imparare cosa significa parlare correttamente, mi piace pensare di essere una crocerossina della grammatica, pronta a guarire qualsiasi ferita inflitta dai briganti della lingua, mi piace pensare di star svolgendo la mia missione caritatevolmente, alla maniera di Santa Teresa: come lei, io aiuto i poveri congiuntivi in difficoltà con le mie mani generose d'affetto; come lei, curo le scorrettezze della lingua con pazienza e dedizione; come lei, sopporto le pene dell'Inferno (sì, quello immaginato da Dante!) senza lamentele in luoghi dimenticati dal Dio della Grammatica. E come lei, non mi aspetto nemmeno un grazie dalle persone che ho salvato nel mio percorso. Figurarsi, perché se aspettassi di ricevere un ringraziamento per la nobile causa che sto perorando potrei campare fino a mille anni e non riceverne nemmeno uno. Sono cosciente di ciò, tuttavia non capisco come mai! Svolgo un servizio pubblico gratuitamente e senza chiedere nulla in cambio, acculturando le genti e predicando l'uso del congiuntivo alle masse; ma le masse non sembrano apprezzare e le genti mi guardano con malcelato schifo quasi fossero un sol uomo.
A coloro che dicono "avrei" invece di "avessi", a chi usa latinismi in modo improprio, alle persone che non si curano di quanto sia aberrante un indicativo al posto di un congiuntivo, a chi pensa che "gli" equivalga ad "a lei", agli stolti che utilizzano "paroloni" senza saperne il significato ma solo perché suonano bene io dico: non temete amici miei, ho una buona notizia per voi: l'Ignoranza è notoriamente una "brutta bestia", è una malattia spesso trasmessa per via genetica, ma è curabile con un po' di pazienza, un dizionario e un buon vecchio manuale di grammatica. 

A presto!
Giulia

P.s.: questo post è dedicato a Luna Pizzafichiezighini, sperando che non si offenda se la considero una compagna Grammar Nazi :)

martedì, giugno 4

Momenti di terrore

Ho appena scoperto che nella mia edizione della Commedia (Oscar Mondadori, 2005) al verso 122 del XXVII canto del Purgatorio, pagina 814, c'è un obbrobrioso "sù" (dio anche solo scriverlo mi fa male). Voglio andare a casa della Chiavacci Leonardi, suonare alla porta, dirle "Ciao, Anna Maria!" e schiaffeggiarla. Queste cose non si fanno, eddai!

sabato, maggio 18

Cosmesi eco-bio: i miei prodotti quotidiani


Eccoci qui di nuovo a parlare dei cosmetici eco-bio!Per chi si fosse perso il post precedente, nel quale parlo di INCI e altre stregonerie varie, ecco qui il link. Oggi vi parlerò di quali prodotti sto usando al momento e delle mie considerazioni personali:
  1. Per il viso della linea Vivi Verde della Coop uso lo struccante occhi idratante, il gel detergente rinfrescante, il tonico rinfrescante, la crema viso idratante protettiva (ovvero per pelli normali/miste) e il balsamo labbra idratante protettivo e mi trovo benissimo.
  2. Accanto a questi prodotti per la cura del viso uso spesso anche (soprattutto la sera prima di andare a dormire) alcune gocce di olio di Argan sulla pelle del viso umida: successo assicurato. L'olio di Argan ha anche un uso localizzato, ovvero si può utilizzare (sempre con parsimonia, ne basta pochissimo) sulle rughe o sulle cicatrici da acne.
  3. Per detergere, in alternativa al detergente della ViviVerde, uso il viso il sapone di Aleppo, molto indicato per le pelli sensibili e/o acneiche con il quale si può anche fare una maschera purificante: basta strofinare il sapone sulla pelle bagnata in modo che si formi uno strato abbastanza grosso e lasciare asciugare. Una volta risciacquato il viso sentirete che pelle fantastica!
  4. Per i miei capelli utilizzo il Ghassoul, argilla saponifera usata dalle donne marocchine per la pulizia del corpo e dei capelli, che mi dà il mio parrucchiere (sì, il mio parrucchiere è fantastico!). Lui l'ha acquistato direttamente in Marocco ed è miscelato con alcune erbe, tra le quali la salvia e la menta; se lui non riuscisse più a darmi il Ghassoul lo acquisterei online o nei negozi biologici (ho sentito dire che è ottimo quello della Tea Natura). Il Ghassoul lascia i capelli puliti, dona volume e rinforza lo stelo del capello, quasi come l'henné. Sconsigliatissimo, però, a chi ha la chioma colorata chimicamente: trasforma i capelli non naturali in nidi di paglia! Vi ho avvisati ;)
  5. Come "balsamo" uso l'aceto di mele miscelato con un pochina di acqua demineralizzata, quella per stirare insomma. Rende i capelli lucidissimi e morbidi e li districa come nessun balsamo potrebbe, proprio perché l'aceto è acido e il capello ha un ph acido di natura; anche per questo motivo lo metto sui capelli dopo il Ghassoul: l'argilla in teoria è basica, quindi apre il capello, mentre l'aceto lo richiude (non chiedetemi spiegazioni più tecniche di così perché davvero non saprei che dirvi). Se siete preoccupati per la puzza di aceto, non c'è da temere! Una volta risciacquato e una volta asciugata la chioma non sentirete alcun odore, parola di lupetto.
  6. Come impacco pre-lavaggio capelli uso l'olio di Argan: lo distribuisco bene specialmente sulle punte dei capelli, stando attenta a non esagerare e non ungere troppo specialmente il cuoio capelluto, dal momento che il mio è un po' grasso. Una volta lavati avrete dei capelli morbidi e setosi!
  7. Per quanto riguarda il trucco invece sto usando tutto l'ambaradan preso da Jade Minerals: fondotinta, blush, bronzer, correttore verde (per eliminare rossori vari) e giallo (per eliminare discromie viola come le occhiaie) e cipria a 20 spf. Mi sto trovando davvero bene, penso soprattutto perché avendo una pelle mista/grassa il trucco minerale (che notoriamente è in polvere) è perfetto. E per il resto il mascara Occhioni e i rossetti Dessert à Levres, tutto della Neve Cosmetics, sono già tra i prodotti che prenderò prima possibile.

Se avete delle domande sui prodotti che uso o sulla cosmesi eco-bio sarò felice di rispondervi (nei limiti della mia ignoranza in materia ovviamente) e se avete delle storie sull'uso di prodotti naturali per la pelle condividete pure con noi la vostra esperienza! A presto!
Giulia

domenica, maggio 12

Cosmesi eco-bio

Qualche tempo fa avevo girato un video per il mio blog in Inglese nel quale elencavo tutti i prodotti che uso quotidianamente (o quasi) per la cura della pelle, senza dimenticare il make-up. Bene, qualche giorno dopo quel video ho avuto un momento di ciò che chiamo EEE, ovvero epifania estremamente elevata, ho controllato l'inci di tutti i prodotti da me più usati, mi sono dichiarata stufa marcia di tutte le schifezze in essi contenute e ho buttato tutto in un atto liberatorio che ha segnato la mia svolta alla cosmesi eco-bio. 
Ho pensato quindi che la mia esperienza potesse essere d'aiuto a chi come me aveva voglia di cominciare a usare cosmetici naturali ma che non sapeva da come iniziare.

Innanzitutto bisogna sapere cos'è l'INCI: sigla di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients (tradotto: Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici), non è altro che la lista degli ingredienti che compongono i vostri fondotinta/crema viso/gel detergente/qualsiasi altra cosa vi spalmiate. Nell'inci gli ingredienti non sono messi a caso ma ordinati secondo un principio molto semplice, ovvero collocando gli ingredienti che sono presenti in maggiore percentuale all'inzio e quelli con minore percentuale alla fine. Ora, se come me siete curiosi di natura, andrete subito a leggere l'inci dei vostri prodotti preferiti e cadrete nello sconforto più totale: eccerto, perché quella lista degli ingredienti è scritta in un misto di latino e inglese incomprensibile ai più. Meno male che esiste uno strumento molto utile per noi comuni mortali (AKA chi non ha studiato chimica/biologia/materie scientifiche/quelle robe là), ovvero il biodizionario, che, nonostante ci offra una visione un pochino soggettiva (per esempio è vegan-oriented, cosa che non a tutti interessa), può essere la prima bussola per orientarci in un mare vastissimo del quale non riusciamo a vedere la fine. Questo utile sito, creato da Fabrizio Zago, chimico industriale orientato verso l'industria dei detergenti e dei cosmetici, classifica gli ingredienti che potete trovare nei vostri cosmetici con un metodo grafico molto semplice e a prova di allocco:  dopo aver digitato il nome dell'ingrediente preso di pari passo dalla confezione della vostra crema e cliccato invio potete subito capire a colpo d'occhio se l'ingrediente è dannoso per la vostra salute e per l'ambiente (sì perché si parla di biologico ma anche di ecologico) osservando, nel risultato, il colore ad esso associato. Copio qui la legenda dal biodizionario per maggiore chiarezza: 
DUE PUNTI VERDI: vai che vai bene
UN PUNTO VERDE: accettabile
UN PUNTO GIALLO: ci potrebbero essere dei problemi ma, tutto sommato si può chiudere un occhio soprattutto se il componente è alla fine degli ingredienti
UN PUNTO ROSSO: qualche problema, se ne sconsiglia l'uso a meno che sia il solo componente in rosso o che sia presente in misura minore (cioè elencato alla fine della lista INCI)
DUE PUNTI ROSSI: inaccettabile

Rossi all'ennesima potenza sono tutti i siliconi e i petrolati, ingredienti che io evito come la peste anche se sono collocati nelle ultime posizioni dell'inci; chi si vorrebbe spalmare della plastica/della paraffina in faccia? Io non di sicuro: creano comedoni (ovvero i tanto detestati punti neri) e peggiorano la situazione della vostra pelle, dando una sensazione illusoria di idratazione mentre invece stanno solo ricoprendo la pelle con un sottile e alquanto dannoso domo pak. I siliconi sono molto facili da distinguere: quando leggete un ingrediente che finisce con -one, -silanoil o con -ane ci sono delle serie probabilità che sia un silicone (esempio: dimethicone, ciclopentasiloxane ecc.) mentre i petrolati sono la vasellina, il mineral oil, petrolatum, paraffinum liquidum ecc.
Altri siti utili oltre al biodizionario che mi sento di consigliare caldamente sono due forum, ovvero Sai Cosa Ti Spalmi e L'angolo di Lola, dove ragazze esperte dannoopinioni su prodotti, recensiscono inci (la cosa più utile per chi come me all'inizio non conosceva il biodizionario: su Sai Cosa Ti Spalmi basta cercare il nome di un prodotto e, se presente negli archivi, verrà visualizzata la lista degli ingredienti con accanto i "semafori" tipici del biodzionario: grandioso, dato che si può capire a colpo d'occhio cosa contiene la vostra crema, per esempio). Un altro punto di riferimento è il blog Carlitadolce: la proprietaria, una tecnica di laboratorio che pubblica su Youtube i suoi video sulla cosmesi eco-bio e sullo spignattamento (ovvero la creazione a casa fai da te di tutti i cosmetici), posta ricette (e ricette-repliche, ovvero come farsi a casa i prodotti della marca XY) di maschere di capelli, tonici viso, creme e quant'altro per gradi di difficoltà, dal facile (leggi: qualcosa che persino io saprei fare con le quattro cose che ho in cucina) al difficile (per spignattatrici esperte), oltre che inserire numerose informazioni generali sulla cosmesi eco-bio. Interessante, a questo proposito, il suo post sugli ingredienti dannosi nei cosmetici.
Riguardo alla cura dei capelli un forum utile è Capelli di Fata, dove ho scoperto metodi alternativi, ecobio e fantastici per lavarmi i capelli (cosiddetti no-poo, gioco di parole tra shampoo e poo, che significa "cacca" in inglese).

Ora forse vi starete chiedendo: diciamo che voglio "fare la svolta", dire basta alle schifezze e passare alla cosmesi eco-bio, ma quanto costa e soprattutto dove trovo tutto ciò che mi serve?
Sorprendentemente mi sono accorta che non è vero che i prodotti eco-bio costano più dei prodotti cosiddetti normali, anzi. Se dovessi consigliarvi delle linee/dei negozi online, sicuramente al primo posto metterei la linea ViviVerde della Coop: potete trovarla alla Coop (ovviamente), costa meno dei prodotti delle marche più famose da supermercato e tutti i prodotti hanno un inci perfetto
Per quanto riguarda gli shop online, invece:
  1. http://www.saicosatispalmi.com/ è il negozio gestito dalle "cape" del forum Sai Cosa Ti Spalmi e, oltre a vendere la propria linea di prodotti (inci fantastico!) come il gel di Aloe J'Aloè vendono anche altre marche eco-bio sia di cura della pelle sia di cosmetici.
  2. http://www.jademinerals.com/ sito irlandese (non preoccupatevi c'è anche la possibilità di selezionare la lingua Italiana) di trucco minerale, il più sano che possa mai esistere per la vostra pelle. Se dovete mettervi qualcosa in faccia è meglio che sia minerale! Offrono molti sconti (yum!) e la spedizione gratuita e veloce in tutt'Europa, datemi un amen! Oltre ai prodotti classici per viso come fondotinta, cipria, bronzer e blush troverete anche un'ampia selezione di ombretti minerali e di pennelli/accessori per il trucco. Senza contare che in ogni pacchetto di prodotti acquistati inseriranno un'indecente quantità di samples, campioncini, che in realtà campioncini non sono perché sono confezioni vere full size di ombretti/fondotinta/bronzer/quant'altro: per esempio con il mio ultimo ordine ho ricevuto un bronzer e un ombretto full size in omaggio. Il servizio clienti è davvero molto veloce nel rispondere e ho trovato la manager, Katja, deliziosa. I prezzi poi sono molto competitivi, 11 euro per un fondotinta non sono praticamente nulla (e io ho pagato il mio 5 euro perché in saldo, yay!), costano meno dei prodotti scadenti da supermercato. La cosa migliore? Essendo puri non andranno mai a male, per cui potete metterli nel cassetto e utilizzarli anche tra dieci anni senza che siano scaduti! Datemi un amen!!
  3. http://www.nevecosmetics.it/it/ sito italiano che offre make up di tutti i tipi, dal fondotinta ai rossetti, cruelty free e dall'inci perfetto, il tutto offerto in un packaging molto accattivante.

Per oggi non voglio seccarvi più di così, ma restate sintonizzati che la prossima settimana pubblicherò la lista di ciò che sto utilizzando al momento con le mie impressioni!
A presto!
Giulia

domenica, aprile 21

Lacrime politiche

Oggi e domani (ovvero il 21 e 22 aprile 2013) i friulani sono stati chiamati a fare il loro dovere per eleggere il nuovo presidente della regione e queste sono le prime votazioni dopo il patatrac delle elezioni di febbraio e il casinone venuto fuori dalla scelta del presidente nei giorni scorso (ma che ve lo dico a fare? Non vivete mica sotto una pietra, e da febbraio in poi non si è parlato di altro).
Flashback molesto, ora: guardate la vecchia me (più giovane di sette anni, una freschissima diciottenne, idealista, straripante di fiducia) entrare nella saletta del teatro della mia cittadina, tutta emozionata e senza avere nemmeno ricevuto la tessera elettorale, per votare alle primarie del PD (che all'epoca non si chiamava così, penso che fosse L'Ulivo). Osservate la mia gioia a fior di labbra, la trepidazione impaziente nel fare la fila e il tremore delle mani nell'impugnare la matita dovuto all'eccitazione di partecipare attivamente alla politica del mio Paese per la prima volta. Non ricordo chi ho scelto, non ricordo nemmeno i candidati, ma non scorderò cosa ho sentito in quel momento, perché ho provato quelle emozioni, anche se forse in maniera leggermente ridotta, ogni volta che sono andata a votare; e ogni volta, uscita dalla cabina di legno coperta da un corto telo bruno, non ho potuto trattenere un sorriso per la soddisfazione di aver fatto il mio dovere, di aver partecipato, e per la piena consapevolezza di appartenere ad una nobile democrazia.
Questa volta non è andata così. Questa volta ho avuto quasi voglia di restare a casa, o di lasciare la scheda bianca. Questa volta ero così scoraggiata e delusa dai recenti sconvolgimenti politici che sono andata a votare con la morte nel cuore. Sorriso forzato nell'entrare nel mio seggio, "Buongiorno" d'obbligo, apatia nel prendere la scheda e la matita. Protetta dalla grezza tendina scura mi sono concessa più tempo del solito prima di tracciare finalmente la mia croce. Altro sorriso, altro "Buongiorno" e, uscita dalla scuola elementare che ospita da sempre i seggi, non ho potuto trattenere le lacrime. 
Non erano lacrime di felicità, questo ve lo posso assicurare. Neanche l'ombra della soddisfazione provata in precedenza, nulla di tutto ciò. Solo una grande delusione e la sensazione che la democrazia si stia rompendo. Piangevo per la mia Italia, perché amo il mio paese ed odio vederlo ridotto così.

Giulia




mercoledì, febbraio 13

Sanremo 2013: primo giorno (post infinito)

Allora! Avete visto il Festival ieri? Io ho costretto Mor a guardarlo assieme, anche perché non potevo non farvi un resoconto di questo Festival nato sotto una stella rossa :D Mi aspettavo tanta carne al fuoco, vestiti splendidi o improbabili, canzoni mediocri o bellissime (ma soprattutto mediocri) e soprattutto materiale scottante per future polemiche e non sono stata affatto delusa. Partiamo però con ordine (e aspettatevi un post bello lungo):

Luciana Litizzetto e Fabio Fazio, innanzitutto. Sono una coppia ormai collaudata e li ho sempre amati, specialmente la Lucianina: la sua incantevole sgraziatezza, la sua irriverente personalità e i suoi inesistenti peli sulla lingua (quasi fosse affetta da una sindrome che le fa dire tutto ciò che pensa) riescono sempre a strapparmi un sorriso o una risata e ieri sono riusciti nell'ardua impresa di sdrammatizzare momenti che potevano risultare pateticamente solenni. Fabio Fazio ha sempre mantenuto un aplomb invidiabile (anche durante le grida a Crozza dal pubblico, di cui parlerò dopo) e ha dimostrato di non prendersi sul serio con una riuscita  e divertente imitazione di Vespa. Sono davvero rimasta soddisfatta di entrambi, e diciamocelo, dopo il festival del 2012 e lo squallore della farfalla di Belen Rodriguez (più i basso di così davvero non si poteva scendere) è stato refreshing vedere sul palco dell'Ariston una coppia ironica e auto-ironica che potesse risollevare il nome del Festival.

Festival Rosso? 
Non contiamoci balle, ragazzi. Dal momento in cui è stato annunciato che Luciana e Fabio avrebbero condotto Sanremo l'opinione generale si è spezzata in due: chi (come me) ha tirato un sospiro di sollievo e ha gridato al miracolo e chi ha puntato il dito sbraitando che così sarebbe diventato un Festival "di sinistra". E...non so quanto non avessero ragione. La puntata di ieri è stata sicuramente alternativa rispetto ai Festival precedenti, in un'inversione di tendenza che (secondo me) ci voleva. 
Elenchiamo ora i punti salienti che daranno un'occasione d'oro ai contestatori per dire "l'avevo detto, io!":
     1. Fazio e la Litizzetto alla conduzione, ovviamente: da sempre attivi su Rai Tre (rinomato covo di comunisthi!) e portatori sani di ideologie sinistroidi e -orrore!- progressiste.
       2. La presenza di Maurizio Crozza; Crozza, da che mondo è mondo, sa fare due cose: cantare canzoni e fare satira politica (aspettate, forse si riducono ad una, dato che le sue canzoni sono sempre di satira; ma vabbè). E ovviamente sul palco dell'Ariston ha fatto ciò che sapeva fare. Nessuna sorpresa, giusto? Eppure, eppure...nonostante a me piaccia Crozza di base, non appena è sceso dalla famosa gradinata "travestito" da Berlusconi cantando ho storto il naso. E un bel po'. Perché diciamocelo, non avevo davvero voglia di sentire parlare di politica. Sarà che sto facendo il pieno in questi giorni per via delle elezioni, sarà che ho sempre considerato il Festival un po' leggero e spensierato, ma davvero non mi è piaciuto. E non è piaciuto nemmeno al pubblico, perché quando ha finito di cantare ha ricevuto una mitragliata di grida tipo "vai a casa" (e anche più pesanti), tanto che per alcuni secondi, forse minuti, è stato visibilmente ferito e incerto se continuare o no il suo intervento. E questo, carissimi, mi ha mandato in bestia. Perché il pubblico non può comportarsi così in una situazione del genere. Ragazzi, state assistendo al Festival di Sanremo, probabilmente l'evento televisivo più importante della tivù italiana, e vi comportate come se foste allo spettacolino del circo di quartiere? Che figura infame e degradante. E non solo per le singole persone che hanno gridato (che sopportino l'onta pubblica per gli anni a venire) ma per l'Italia tutta! Ricordiamoci che è trasmesso in Eurovisione. Non c'è altro da dire. Secondo me comunque è stato l'ordine che hanno sbagliato; se iniziava con il discorso parlato (che cominciava con un parallelismo tra Sanremo e le elezioni, dato che entrambi "bloccano tutto") e poi continuava con le sue canzoni satiriche sarebbe stato meglio in my humble opinion, perché l'impatto sarebbe stato meno duro e quindi meglio assimilabile dal pubblico.
       3. L'intermezzo di Stefano e Federico, la coppia di innamorati che domani si sposerà a New York. Avevano pubblicato un video su youtube (ecco il link per chi volesse dare un'occhiata, è più lungo rispetto al loro intervento al Festival, per il quale sono stati fatti dei tagli...e non casuali purtroppo; se volete fare il confronto, ecco lo spezzone tratto dalla puntata di ieri sera) raccontando la loro storia d'amore, come si sono incontrati fino al desiderio di sposarsi, ma non in Italia, perché le leggi del loro paese non glielo permettono. Senza pronunciare parola, quasi accennando alla difficoltà di far sentire e valere la propria voce dai politici e uomini di potere, hanno affidato le loro parole a dei cartelli che man mano alzavano e che disegnavano la loro storia semplicemente, senza fronzoli. E semplice e commovente sono i due aggettivi che mi vengono in mente per descriverli: vestiti con abiti normali, non abbigliati da gran sera, perché l'amore non ha bisogno di apparire più bello con degli orpelli. Commovente perché è una storia dolce e tenera durata undici anni. Aggiungerei anche "ingiusto" ai due aggettivi sopra elencati. Perché è ingiusto che due persone che si amano non possano suggellare il loro amore nella loro terra.
       4. La questione dell'iter che gli immigrati devono fare per ottenere la cittadinanza italiana, introdotta da Angelo Ogbonna (che sembra faccia parte della Nazionale di calcio Italiana).
       5. Il coro dell'Armata Russa che canta con Toto Cotugno L'Italiano. Quando ascoltavo la canzone e cercavo di capire che coro fosse (esercito? guardia di finanza? carabinieri?) non mi sarebbe mai venuto in mente che avrebbero usato il coro dell'Armata Russa. Russa, capite? Per cantare L'Italiano! Solo io ci vedo un accenno (solo un poco eh!) di rosso qui? Non ho nulla contro il coro dell'Armata Russa, sono stati estremamente bravi, ma come on. Non potevate prendere un coro Italiano? Non so se sono io maliziosa, se penso troppo a ciò che i detrattori e i polemici potrebbero dire, ma davvero, il coro dell'Armata Russa. Che canta quello che ha cantato.  Vi prego confermatemi che non sono pazza, che non solo io ci ho visto un'inondazione comunistha. Perché se non sono pazza/maliziosa/entrambe allora davvero gli autori hanno messo 'sta cosa sul piatto d'argento ai criticoni, aspettando che qualcuno gridi ai comunisthi e alla cospirazione rossa.

Detto questo, passiamo a qualcosa di più frivolo, ovvero i vestiti e le canzoni.
Prima di cominciare, mi faccio una domanda: chi sono io per giudicare gli abiti? Nessuno, infatti mi baso su opinioni puramente personali: i vestiti della Litizzetto per esempio a me sono piaciuti, abbastanza castigati se non fosse stato per la lunghezza mini (che comunque non perdeva di chicness dato che ha sempre portato delle calze nere ultra coprenti). Se parliamo delle cantanti invece ci sono stati due casi in cui avrei voluto gridare all'ORRORE: Maria Nazionale peggiore di tutte (sia come stile che come canzoni: orribili entrambe secondo me). Cosa fai con quel rigurgito degli anni '80 appicicato addosso? Orrore la manica lunga a mo' di puffed sleeve con i bottoni foderati e orrore la lunghezza: né lungo né corto, perfetto per sembrare super impacciata e per tagliarle le gambe. La seconda che mi ha colpito negativamente per l'abito scelto è stata Simona Molinari: canzone bellina (adoro la sua voce un po' retrò) ma per favore, scegliti meglio i vestiti; è entrata in scena con abito inguinale interamente incrostato di gemme e paillettes rosso e bianco, e ha coronato il tutto con delle scarpe da mozzare il fiato, che se non fossero state abbinate a quell'obbrobrio sarebbero state pure carucce, perché diciamocelo, siamo a Sanremo e le statement shoes ci stanno secondo me. 
E ora che ho fatto (male) la Carlà de noartri passiamo alle canzoni. Tra mediocri canzonette d'amore e scontati pezzi al pianoforte i migliori del primo giorno secondo me sono stati i Marta Sui Tubi, gruppo indie che ha letteralmente lasciato il segno, non solo per il commento da gentleman del chitarrista a Lucianina ("sei una gran gnocca" :D) e, ancora prima, le graffianti e divertenti note della Litizzetto stessa sul look della band ("è carnevale!") e del maestro d'orchestra in giacca bianca ("poi dopo fa anche i gelati"), ma soprattutto per le canzoni che hanno portato. Migliore delle due, per me, Dispari, che purtroppo non è stata votata dal pubblico: potrebbe sembrare "strana" all'inizio all'orecchio abituato a canzoni "tipiche" del Festival al ma dopo il primo minuto di canzone, vi assicuro, vorreste risentirla tutta ancora e ancora e ancora, soprattutto il travolgente e velocissimo ritornello. Se vincesse l'altra canzone che hanno presentato, Vorrei, nonostante fosse migliore Dispari, sarebbe l'ideale ciliegina sulla torta di questo festival "alternativo" che finalmente esce dagli schemi e lo fa guardando alla modernità.

Pssst! Dato che ero tutta "impizzata" ho pensato bene di fare un video dove faccio sostanzialmente una sintesi di quanto detto sopra. Quindi ve lo beccate :D

Voi avete guardato la prima puntata ieri? Opinioni? :)

giovedì, novembre 1

Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti

...beh, in realtà no. Vedete, facendo la promoter/hostess all'Ikea da più di un anno ne incontro di gente e purtroppo devo dire che molti di loro non sono per nulla gentili. A volte però capita di trovare quei clienti dei quali ti ricorderai almeno per un pochino, che lasciano una piccola impronta nel tuo cuore. Oggi, per esempio, una cliente che ho aiutato a fare la carta Ikea Family mi ha regalato un Bacetto prima di andarsene per la sua strada. Ho mangiato il cioccolatino con il suo viso ancora fresco nella mia mente e prima di gettare la carta ho dato un'occhiata al bigliettino che c'era dentro. Diceva: "Avrai un minuto di fortuna per ogni sorriso che regalerai". E ho sorriso nel leggerlo, e non era sicuramente la prima volta che lo facevo durante la giornata. 
A volte un piccolo gesto può rallegrare la giornata di qualcuno; a volte è bene mettere da parte tutti i pensieri negativi e confidare nella gentilezza degli sconosciuti.

domenica, settembre 2

The Help, il libro

Vi avevamo già parlato del film qui, ora vorrei parlarvi del libro, che sto leggendo in questo momento.
La storia è la stessa- una ragazza bianca e un paio di cameriere di colore scrivono assieme un libro per denunciare il razzismo nello stato del Mississippi-, ma ovviamente ci sono delle differenze tra il romanzo e la trasposizione cinematografica. La versione su grande schermo evidenziava certo tutta la bruttezza della discriminazione della gente di colore, ma secondo me non è riuscita a rendere come questa discriminazione fosse profondamente radicata nel tessuto sociale e culturale di quel tempo in quel luogo. Sto parlando di azioni e modi di pensare ritenuti "normalissimi" all'epoca e che ora fanno impallidire/rabbrividire (me, almeno).
In particolare vorrei citare un estratto da pagina 111 (edizione italiana edita da Mondadori, traduzione di Adriana Colombo e Paola Frezza Pavese), contenuto in un capitolo la cui voce narrante è quella di Aibileen, donna di servizio:

Mi diverto sempre a vedere come i piccolini credono a tutto quello che gli dici. Tate Forrest, un bambino che guardavo tanto tempo fa, la settimana scorsa mi ha fermato vicino al Jitney e mi ha abbracciato forte, tutto felice di vedermi. Ora è grande. Io avevo premura di tornare da Miss Leefolt, ma lui si è messo a ridere e ricordare. Quando era piccolo (...) gli ho detto di non bere il caffè altrimenti sarebbe diventato nero. Dice che non ha mai bevuto una tazza di caffè in vita sua, e adesso ha ventun anni. Fa sempre piacere vedere i ragazzi che sono venuti su bene.

Questo fa davvero riflettere, no? E devo dire che sono contenta di non vivere in un mondo così (per quanto, diciamocelo, i vestiti in quell'epoca erano davvero i migliori!!). Ce n'è ancora di strada da fare, ma almeno non siamo più a quei livelli, nella maggior parte dei casi.

Giulia


lunedì, agosto 13

The Artist


The Artist è un film che mi ha affascinato da subito: in bianco e nero, quasi totalmente muto, ambientato nei ruggenti anni '20, è naturale che mi attraesse come una calamita. Tuttavia non siamo riusciti a vederlo al cinema per una cosa o per l'altra (troppo impegnati, troppo stanchi, troppi film belli in uscita) e avevo pensato di averlo perso per sempre (o almeno, fino a quando Sky si sarebbe deciso a mandarlo in onda); il Premio Sergio Amidei, che si svolge a Gorizia ogni anno ed è un festival del cinema internazionale, ci è giunto in aiuto proiettando il film gratuitamente nella stupenda cornice del giardino di Villa Coronini. Ovvio che non potevamo farci scappare anche questa occasione!

La "sala" era affollata, l'età media era forse 40 anni, la temperatura era perfetta e il tramonto ha decretato l'inizio del film. E tutti siamo rimasti a bocca aperta.
Il film ha ripreso perfettamente l'atmosfera dell'epoca, quel gioioso mutismo che si può ancora oggi assaporare guardando un vecchio film, dandole nuova vita e nuova energia. Tutto il film è stato accompagnato da musiche originali di film dell'epoca, per supplire ai mancanti dialoghi, e le uniche scene in cui la colonna sonora non era presente erano o momenti di grande tensione o le uniche due scene in cui si potevano effettivamente sentire i rumori e le voci dei personaggi, come siamo stati abituati a fare. 
L'effetto di queste due scene, almeno su di me, è stato sconvolgente. Come uno spettatore dell'epoca, attonito di fronte ai primi "talkies", film parlati, sono rimasta incredula nel sentire gli attori prendere vita nelle loro parole e nei loro rumori naturali. E penso che questo sia stato il vero punto di forza del film, se si esclude naturalmente una trama molto ben strutturata, degli attori fantastici e un'intatta sebbene rarefatta atmosfera declinata in tutti i toni del grigio: il fatto di potersi identificare nel pubblico dell'epoca e capire la portata di una tale rivoluzione.
Ovviamente non possiamo che raccomandarvi caldamente il film: guardatelo, apprezzatelo, e rendetevi conto che è pura arte. Punto.

sabato, agosto 4

La cena del 22-vegan!

Come forse sapete noi ci teniamo alle date. Festeggiamo sempre anniversari e altre date importanti (come, per esempio, quella del nostro primo bacio) e spesso, quando riusciamo, cerchiamo di festeggiare anche i mesiversari! Ogni 22 del mese, quindi, si fa un pochino di festa: una serata assieme, un bacio, ma anche un regalino o una cenetta, in ogni caso facciamo quanto possibile per auto-celebrarci :)
Il 22 di luglio Moreno mi ha stupito con una cenetta deliziosa...tutta vegana!
Forse vi ricordate infatti delle intolleranze di Moreno...beh, da quel momento cucinare non è stato più lo stesso, ovviamente, e abbiamo dovuto ripiegare su cucine "alternative" come, appunto, quella vegana.
I vegani, per chi non lo sapesse, sono degli "estremisti" vegetariani: non mangiano nulla derivato dagli animali, e ciò include ovviamente (a parte la carne) le uova e i latticini. Perfetto per Moreno che, sebbene possa mangiare uova o carne, non può toccare il latte e i suoi derivati!
(P.s: L'idea di fondo è stata: se imparo a cucinare togliendo così tanti ingredienti, poi non sentirò nemmeno la mancanza dei pochi che non posso usare!! N.d.M)
D'obbligo è stato l'acquisto di un libricino che finora non ha mai deluso: Simone Salvini, Cucina vegana, edizioni Mondadori. I piatti che vedrete in questo post (e probabilmente anche in molti prossimi) sono proprio tratti da lì.
Voi che ne pensate della cucina vegana e della scelta di vita che essa comporta? Io sono stata vegetariana per diversi anni, ma non sono mai giunta a una scelta così estrema (togliere uova e formaggio per me è estremo, esatto). Nonostante ciò adoro la cucina vegetariana e vegana e ogni tanto mi piace "tornare alle origini", anche se negli anni ho cambiato "idea" e sono diventata onnivora. Moreno, invece, non ha mai rinunciato alla carne...lui è un onnivoro convinto da sempre ;)

Come primo, verdure risottate mantecate con crema di sesamo e yogurt di soia al naturale (lo yogurt di soia solo per la sottoscritta, purtroppo, dato che Moreno è intollerante anche a questo legume). Un primo delizioso, dove il gusto di ogni verdura era esaltato dalla crema di sesamo. Ottimo!
Il secondo: il cuore croccante dell'avocado. Se devo dire la verità, la pietanza che mi è piaciuta di più in tutta la serata è questa. Non solo adoro il sapore e la consistenza dell'avocado, così pastoso e morbido, ma il "cuore", ovvero l'altra metà dell'avocado mescolata a olive, pomodorini secchi, sedano, carota e ricoperto di mandorle tostate, era davvero gustoso. Avrei voluto il bis!
Per finire in bellezza, quindi, il dolce, finta banana di cocco con salsa di vera banana allo zafferano. Quando Moreno mi ha posto il piatto davanti al naso non capivo. Come, tutto qui? Una banana con un po' di salsina gialla? Devo dire che ho avuto una bella sorpresa quando ho tagliato la banana e scoperto che in realtà si trattava di budino al latte di cocco! :) Ingannando i sensi questo dolce ha chiuso la cena in modo perfetto.

Prima di lasciarvi volevo anche inserire qui altre foto della giornata, e in particolare di una camminata che abbiamo fatto con Giulio, il cagnone di Moreno, nella campagna che circonda il nostro paesetto. Il sole bruciava e il caldo si faceva sentire ma è stata una camminata deliziosa e ci siamo divertiti un mondo a vedere Giulio che si tuffava nei campi coltivati (ahi ahi se ci scoprivano i contadini...!!).
A presto!
Giulia

martedì, luglio 24

"Ultima cena" è troppo estremo come titolo?

...beh, forse dopotutto non lo è, considerando che questa è stata l'ultima cena che Moreno ha preparato e che abbiamo assieme gustato che contenesse prodotti a cui Moreno ha scoperto recentemente di essere intollerante.
La cena in questione ci ha lasciati molto sazi e altrettanto soddisfatti, mentre i nostri stomaci dichiaravano la resa incondizionata di fronte a tale quantità e bontà :)
Abbiamo iniziato con un antipasto composto da una burrata ripiena di tonno, olive nere e melanzane su un letto di pomodoro tritato e insalatina verde. Appena l'ho assaggiato solo un pensiero mi è venuto in mente: questo piatto sa di estate. Nulla potrebbe descriverlo meglio che queste tre parole.
  
Il primo è stato, a mio parere, il piatto più riuscito e gustoso della serata: si trattava di una zuppa di basilico con formaggio morbido di capra e bruschette con del pomodoro a dadini per completare il tutto. La zuppa, una delizia freschissima e profumata, stava da dio con le bruschette e ogni volta che si intingeva anche solo un angolo di pane era da leccarsi i baffi. Il formaggio di capra completava il piatto con il suo sapore deciso.

Il contorno/secondo è stata un'insalata con trota salmonata e patate che Moreno ha ripreso da Donna Hay. Devo dire che l'avevamo già provata non molto tempo fa, ma senza l'insalatina, e ho apprezzato entrambe le versioni. Immaginate il gusto pieno della trota salmonata con le patate al forno, un'insalatina leggera e un condimento a base di panna acida che lega il tutto ed esalta ogni sapore...mmmh. Ci credete che ho già l'acquolina in bocca solo a parlarne?
  
Ultimo ma non ultimo, il dessert: un gelato di mela verde e cardamomo ornato da cubetti scintillanti di gelatina di limoncello, una creazione dello Scimmione himself! Temevo di non riuscire a mandare giù anche il dolce dopo un pasto ricco e gustoso come questo, ma ho fatto un piccolo sforzo e oh se ne valeva la pena! Il gelato era davvero leggero e perfetto per concludere in bellezza la nostra cena, soprattutto grazie al gusto aromatico e profumatissimo del cardamomo che si armonizzava perfettamente con la mela verde, esaltandone le qualità. L'aggiunta dei cubetti di gelatina di limoncello, fatti con l'agar agar, aggiungeva quel non so che in più (dato sicuramente dall'alcool ma anche dal gusto del limoncello) che rendeva speciale un gelato già di per sé ottimo.

A presto ragazzi! Abbiamo già le foto della prima cena "importante" senza latte e altro che potesse far male a Moreno quindi restate sintonizzati ;)
Giulia

domenica, giugno 17

Marcia dei borghi

Poco tempo fa abbiamo avuto il piacere di partecipare alla Marcia dei Borghi che ogni anno viene organizzata nella nostra cittadina, un piacevole modo di scoprire luoghi a noi ancora sconosciuti (nonostante crediamo di conoscere il luogo in cui viviamo come le nostre tasche c'è sempre qualche angolo da scovare) e per passare una domenica mattina all'insegna di una piacevole passeggiata e del benessere.
Tra i due percorsi proposti, uno da 13 km e l'altro da 6 km, abbiamo scelto il secondo, volendo fare il percorso con calma e tranquillità. Più che correre e arrivare primi al traguardo, infatti, ci interessava più che altro stare assieme e goderci una bella mattinata passeggiando.
 
 E così, ridendo e scherzando, siamo arrivati alla fine mano nella mano e abbiamo approfittato del rinfresco offerto ai partecipanti, he he :)
Abbiamo già intenzione di iscriverci anche il prossimo anno e, se saremo in forma, impegnarci e fare i 6 km tutti di corsa! Yay!
A presto e buona domenica!

Giulia

martedì, maggio 29

Tremori

Personalmente ho avuto poche esperienze di terremoti, nonostante la nostra zona sia considerata altamente sismica e nonostante il terribile terremoto del 1976, che ha messo in ginocchio il nostro Friuli (Carnia in particolare). Lo conosco tramite i racconti dei miei genitori e dei miei parenti, oltre che per un episodio che risale alla mia infanzia: ricordo chiaramente che ero alle elementari e mentre eravamo in classe abbiamo sentito l'armadio in ferro tremare. Nulla di preoccupante, eh! Aanzi, la maestra non voleva credere che fosse una scossa di terremoto. 
Stamattina però, verso le nove e un minuto, come ho appreso in seguito dai telegiornali, ero a letto (sì, sì, ancora a letto, e allora?!) e ho sentito alcuni tremori, come se mio fratello o chi per lui si fosse intrufolato sotto al mio letto e avesse iniziato a scuotere il mio letto, quasi delicatamente, per farmi uno scherzo. Devo dire che questo pensiero è stato il mio primo, infatti quando ho appoggiato i piedi a terra e non ho sentito nulla ho avuto pure la tentazione di guardare sotto il letto...ma in realtà la strizza ha prevalso. Ero ancora nel dormiveglia quando ho sentito il mio letto dondolare e subito sono stata sicura di una cosa: questo è il terremoto. Con questa consapevolezza, dettata più dall'istinto che dall'esperienza, è arrivata subito un'ondata di paura. Posso solo immaginare cosa ha provato chi davvero si è trovato all'epicentro della scossa. A loro, abitanti di Medolla, vanno i miei pensieri.

Giulia

domenica, maggio 27

Novità da accarezzare

Da due settimane a questa parte casa mia è stata stravolta da un fagottino di dolcezza chiamato Sunny :)
Già da un po' di tempo volevamo prendere un nuovo cane, ma per una cosa o per l'altra (e soprattutto perché volevamo così bene a Olly che non ce l'abbiamo fatta a superare il lutto velocemente) rimandavamo sempre. Però chi ha avuto un fedele compagno al proprio fianco lo sa, la presenza di un peloso amico manca. Quindi quando mia mamma ha trovato su internet un annuncio con delle foto dolcissime di cuccioli e una stupenda mamma abbiamo voluto vederli dal vivo...e poi non abbiamo più potuto sottrarci: abbiamo preso con noi la più piccola e giovane della cucciolata. 
 
 
 
Avevamo dimenticato forse che un cucciolo può essere un po' faticoso da seguire (per esempio solo ora, dopo due settimane, sta veramente imparando a fare i suoi bisogni fuori oppure dato che si sta facendo i dentini cerca di rosicchiare tutto ciò che vede, soprattutto scarpe e ciabatte), ma la dolcezza e l'affetto con cui ci ripaga non sono paragonabili.

Giulia

venerdì, maggio 4

25 anni

Compiere 25 anni di matrimonio il 25 aprile è un evento non da poco! Soprattutto perché a volte ci si chiede come i miei (foto sopra) siano riusciti ad arrivare alle nozze d'argento, hehe (scherzo, scherzo!). Per l'occasione, comunque, hanno deciso di dare una festa invitando tutti i parenti, ma proprio tutti! Considerate che mia mamma ha cinque tra fratelli e sorelle e fate un po' il conto voi. 
Inizialmente il progetto era di "affittare" un posto all'aperto dove i bambini avrebbero potuto giocare e gli adulti avrebbero potuto sentirsi più liberi, ma quel giorno il tempo ha deciso di non essere clemente (ha persino grandinato...!), quindi siamo dovuti stare chiusi in casa, stretti come sardine. Devo ammettere che il momento più bello per me è stato quando la maggior parte della gente se n'era già andata ed erano rimasti solo i genitori di Moreno e i miei cugini da parte di papà, anche perché è stato allora che abbiamo dato ai festeggiati la macchina fotografica che avevamo deciso di regalare loro :) è stato molto bello vedere quanto ne erano felici.


La festa è stata anche il "battesimo" della ragazza di mio fratello, Carolina (potete vedere i due piccioncini nella foto sotto), che non era mai stata vista dalla famiglia. Poverina...trovarsi tutti i parenti assieme dev'essere stato un po' uno shock. Chiacchierando è venuto fuori che anche Moreno ha ricevuto lo stesso trattamento quando stavamo assieme da pochi mesi, in occasione della cresima di mio fratello Andrea, e ci è venuto il sospetto che i miei lo facciano apposta, per traumatizzare il nuovo arrivato :) ma nessuno dei due è scappato a gambe levate quindi le possibilità sono due: o la prova non è tanto difficile o ci amano davvero!

E ora le foto di gruppo di rito: con i suoceri...
...e con la mia famiglia.

Voi invece amate le grandi riunioni di famiglia? Avete famiglie allargate?
Bacioni!

Giulia

giovedì, aprile 26

La fiera! La fiera!


Lo ammettiamo, siamo un po' indietro con i post...pensate che queste foto risalgono a più di un mese fa! Ma come non dare spazio a uno dei nostri giri?! Specie se si risolvono in...mangiate di frittelle!

Quel sabato, poco dopo aver ritirato la nostra adorabile nuova auto, siamo saliti e ci siamo lasciati trasportare da lei. Abbiamo iniziato a guidare senza una meta precisa e ci siamo ritrovati a Udine, dove in centro c'era una fiera con tanto di autoscontri e giostre e stand mangerecci che aspettava solo noi! Fantastico, eh? Le "gite" così sono le più belle, spontanee e divertenti e hanno ricordato ad entrambi i nostri primi appuntamenti: salivamo in macchina e via. Bastava stare assieme, non importava il luogo né il tempo, e non è cambiato nulla dopo più di sei anni. 


A presto con un nuovo post sul 25° anniversario di matrimonio dei miei!

Giulia

P.s.: scusate il post non esattamente loquace ma penso che le immagini possano parlare molto più di me. Bacioni!

domenica, aprile 1

E ora via, andiamo di Corsa!

E così dopo una lunga settimana di andar per concessionari, vedere macchine, confrontare prezzi, caratteristiche e consumi abbiamo finalmente trovato l'auto che fa per noi, una bella Opel Corsa che ci ha colpito da subito per il colore (no, non è bianco, è guacamole, una sorta di verdolino beige molto chic a mio avviso), per gli optional compresi nel prezzo (tra i tanti sono da citare i vetri oscurati e i sedili e il volante in pelle) e per le sue linee slanciate ed eleganti. Naturalmente la volevamo più spaziosa della C2, così finalmente abbiamo cinque porte e un bagagliaio come si deve!
Dopo il primo impatto un po' così così (io non sono riuscita ad ingranare la terza grattando un bel po' e a Moreno si è spenta la macchina mettendo la prima) abbiamo preso confidenza rapidamente e non possiamo non pensare che sia un piacere guidarla. Abbiamo infatti percorso più di 200 km in meno di una settimana, il che per noi è tanto, credeteci, e la destinazione era solamente un pretesto per il viaggio. Abbiamo persino preparato due nuove compilation ad hoc per inaugurare l'auto: una con canzoni nuove e di artisti indie mentre l'altra tutta composta da canzoni sulle macchine (o che parlano di guidare, o di cose successe in macchina).
A presto ragazzi!
Giulia

martedì, marzo 6

Quasi amici



Il film che abbiamo avuto il piacere di vedere domenica sera con i miei "suoceri" è fatto, a ben pensarci, di contrapposizioni. I due protagonisti sono esattamente uno l'opposto dell'altro: uno ricco, l'altro povero; uno con una figlia adottata per problemi di sterilità, l'altro con una famiglia allargatissima; uno che ha ormai perso la voglia di vivere, l'altro che invece la voglia di vivere e l'allegria le trasuda da tutti i pori. 
Driss, un ragazzo di colore il cui unico proposito nella vita è vivere con il sussidio di disoccupazione, viene assunto quasi per sfida e per scherzo da Philippe, paralizzato dal collo in giù, in qualità di suo badante personale. Da ciò nascerà un improbabile ma forte affetto e un rapporto che li cambierà moltissimo, portando entrambi a crescere e a imparare qualcosa di nuovo non solo sul mondo ma anche su loro stessi. 
Da menzionare anche la colonna sonora, perfetta per accompagnare i tratti salienti e non del film, tra cui spicca il tocco magico di Ludovico Einaudi.
Ora, se un film fa sia ridere di gusto che piangere di commozione potete esserne sicuri: è bello. E senza dubbio Quasi amici è un bellissimo film. Andatelo a vedere, mi raccomando, e poi diteci cosa ne pensate!

Giulia

mercoledì, febbraio 15

Inutilità.


"Giornali inutili come l’Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente." (scroscio di applausi)

Se ieri sera avete seguito il Festival di Sanremo avete presente queste parole. Ma anche se non l'aveste visto in diretta, questa frase l'avrete sicuramente sentita rimbalzare da telegiornale a talk show. Non sarebbe possibile altrimenti! Quello di Celentano è stato un intervento provocatorio e scomodo per molti; questa sentenza in particolare (perché di sentenza si tratta, non illudiamoci del contrario) ha provocato reazioni immediate. 
Forse sapete già che sia Moreno che io non siamo cristiani; ciononostante in questa discussione mi sento  di esprimermi (e penso di parlare bene a nome di entrambi) contro questa sentenza. Nessun giornale, periodico o qualsivoglia pubblicazione dovrebbe essere soppresso, semplicemente per il fatto che viviamo in una democrazia, e uno dei fondamenti della democrazia è (ripetetelo con me, a volte fa bene ricordarselo) la libertà d'espressione.
Quindi, siete contro quello che ha detto Celentano, penserete voi. 
UN ATTIMO! Ho detto di essere contro questa frase in particolare, non contro ciò che ha detto il cantante (a prescindere che, essendo appunto cantante, non è poi così scontato che ci venga a fare la predica sulla società e su Dio). Dopo la ormai famigerata sentenza, e dopo l'immediato scroscio di applausi e grida di giubilo del pubblico pecorone, Celentano ha però così continuato:

"Si occupano di politica e delle beghe del mondo anziché parlare di Dio e dei suoi progetti. E non hanno la più pallida idea di quanto sia confortante per i malati leggere di ciò che Dio ci ha promesso."

AH! MA ALLORA...! Ma allora, carissimi, come sempre i vari telegiornali e talk show e chi più ne ha più ne metta non perdono l'occasione per fare della polemica gratuita, senza pensare a ciò che il soggetto di tale polemica volesse veramente dire. Così quello che credo fosse il vero messaggio di Celentano passa inosservato, mentre tutti sono impegnati a dire e pensare cattivo Celentano, ma cosa fa lì al Festival a fare da profeta e filosofo quando lui profeta e filosofo non è. 
La "sentenza" iniziale, ammettiamolo, è volutamente e stupidamente provocatoria. Perché stupidamente? Ma perché è ovvio che i media si sarebbero concentrati solo su quella, tralasciando il resto. Hanno isolato una frase tirandola fuori dal contesto e ci hanno ricamato sopra a loro piacere. E questo, ragazzi, mi fa andare in bestia.
Il punto è che secondo me Celentano ha ragione: la Chiesa non deve occuparsi di politica, cioè del mondo terreno, ma della spiritualità, ovvero della salvezza delle anime che lo popolano (le anime dei cristiani che popolano il mondo, beninteso). Questo almeno è il messaggio che deriva dalla visione dell'intervento su Youtube, che sono andata a cercare prima di scrivere questo post, perché, no, non voglio essere un'altra pecorona nella massa dei già troppi Italiani pecoroni che scrivono e parlano di cose che non conoscono. 
Se volete anche voi guardarvi (o RI-guardarvi) l'intervento di Celentano, trovate il video qui (prima parte), qui (seconda parte), qui (terza parte) e qui (quarta parte). 
Per essere totalmente chiara, Celentano non ha parlato solo di questo. Io ho preso in considerazione questa parte solo perché è quella che mi ha fatto riflettere di più. 

E voi avete un'opinione a riguardo? Avete guardato il Festival? 

Giulia
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