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giovedì, febbraio 28

Keith Haring Extralarge con la mamma

Altro videino con le mie opinioni sulla mostra Keith Haring Extralarge; sotto vi lascio delle foto della mia visita con la mamma! :)

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sabato, dicembre 29

Giorni festivi di dicembre


 
Salve Ragassuoli!
Buone feste!!!!
Come va? Scartati i regali, digerito il pranzo di Natale e pronti per quello di Capodanno?
Noi decisamente si, infatti questi ultimi tre giorni del 2012 prendo 'ferie' da casa nostra ( il 24 ci ho lavorato fino alle 19 passate dalla mattina presto, e idem il 26...) perchè finalmente il 1 gennaio porto la Scimmietta a vedere i progressi. Il 27 con l'aiuto del parentado e ieri da solo abbiamo pulito a fondo la casa, e ora è li in attesa di stupire. Poi chiaramente metteremo le foto, una volta sciolto il segreto di Stato :)

Per le feste la nostra città, Gorizia, si è vestita magnificamente quest'anno. Un grande albero di Natale nella nuova Piazza Vittoria, bancarelle di dolciumi provenienti da paesi esteri vicini e lontani, bande di suonatori itineranti che allietavano le strade con del buon jazz e postazioni all'aperto per Karaoke nel corso, anch'esso ora magnificamente rimesso a nuovo e finalmente solo pedonale.
E le vostre città? Sono anche loro a festa come voi? ^^
Per scusarci delle prolungate assenze, che spero tra poco finiranno, vi lasciamo con le foto della nostra di città in festa!
non ci sarà vischio, ma ogni scusa è buona ^^
Suonatori di musiche balcaniche vestiti da babbi natale..impagabili!
Calesse natalizio...che romantico!
Delle frittelle olandesi con sciroppo d'acero....mmmmmm
dolciumi, dolciumi e ancora dolciumi lungo il Corso..Adoro Natale!^^

domenica, novembre 18

Castello di Duino-memorie d'estate 2

Quest'estate non abbiamo potuto andare in ferie. Moreno era troppo impegnato con il lavoro e con la casa per poter pensare di andare in vacanza (anche se grazie a dio è stato a casa alcuni giorni), e io ero tutta concentrata sui miei esami, quindi non abbiamo poggiato piede su una roccia montana né affondato le dita nella sabbia marina. L'unico breve "viaggetto" che ci siamo concessi, se viaggetto si può chiamare percorrere una trentina di km, è stato quello che ci ha portato a visitare il Castello di Duino, una perla a strapiombo sul mar Adriatico del quale entrambi eravamo a conoscenza ma che avevamo fino allora sempre "snobbato" (non perché non ci piacesse ma perché non avevamo mai pensato di visitarlo prima d'allora). 
La giornata soleggiata era perfetta per ammirare il mare scintillante dai vari terrazzi del castello e l'esagerata calura portava a rifugiarsi nelle fresche stanze e soprattutto nel bunker sotterraneo. Ovviamente, nonostante il caldo, ci restavano le energie per fare gli scemi nel giardino...
...e anche per scalare la piccola torre per godere del panorama mozzafiato (frase trita, lo so, ma non c'è migliore espressione per descriverlo).
Se siete dalle parti di Trieste vi consigliamo di non perdere l'occasione di visitare questo castello. Nonostante gli interni non siano granché (meglio il castello di Miramare, poco distante, da questo punto di vista), la vista che offre è incomparabile e vale il biglietto e l'eventuale salita di scale nonostante i 40 gradi all'ombra! :)

domenica, novembre 4

Cena al pub-memorie d'estate 1

Questo è il primo di due post in cui sostanzialmente sarò tutta nostalgica per l'estate passata, per la mia lunga chioma (drasticamente tagliata a settembre, se non ricordo male) e di come si stava bene prima, quando c'era aria di vacanze e tutto sembrava (e non era, diciamo la verità) più facile.
Le foto che vedete sono state scattate durante una cena, l'ultima cena fuori possiamo dire, dal momento che preferiamo non andare più a cena in ristorante fino a quando Moreno avrà finito il suo periodo di "astinenza" dai cibi proibiti. Il ristorantino, chiamato Pub Underground, serve sia piatti che panini ed è uno dei nostri locali preferiti. Moreno ci pranza ogni giorno lavorativo (con menù fisso ovviamente), quindi conosce i gestori da anni ed è in rapporti molto amichevoli con loro, e ogni volta che andiamo troviamo sempre questa atmosfera accogliente e calda e la sensazione di essere un po' a casa, che non guasta, unita a piatti davvero ottimi, sia tradizionali goriziani (il Pub è a Gorizia, per inciso) che classici intramontabili italiani. Di solito ci andiamo in occasioni abbastanza "speciali" ma casual, per esempio quella sera Moreno aveva voluto "premiarmi" di un trenta fresco fresco con una deliziosa cenetta fuori. E diciamo che era anche (soprattutto) un pretesto per mangiare bene e fare un paio di foto per mostrarvi il posto, facendo quindi pubblicità al locale ;) 
E voi, cari, avete un ristorante preferito nel quale vi sentite a casa e del quale conoscete per nome i gestori/camerieri? 

lunedì, agosto 13

The Artist


The Artist è un film che mi ha affascinato da subito: in bianco e nero, quasi totalmente muto, ambientato nei ruggenti anni '20, è naturale che mi attraesse come una calamita. Tuttavia non siamo riusciti a vederlo al cinema per una cosa o per l'altra (troppo impegnati, troppo stanchi, troppi film belli in uscita) e avevo pensato di averlo perso per sempre (o almeno, fino a quando Sky si sarebbe deciso a mandarlo in onda); il Premio Sergio Amidei, che si svolge a Gorizia ogni anno ed è un festival del cinema internazionale, ci è giunto in aiuto proiettando il film gratuitamente nella stupenda cornice del giardino di Villa Coronini. Ovvio che non potevamo farci scappare anche questa occasione!

La "sala" era affollata, l'età media era forse 40 anni, la temperatura era perfetta e il tramonto ha decretato l'inizio del film. E tutti siamo rimasti a bocca aperta.
Il film ha ripreso perfettamente l'atmosfera dell'epoca, quel gioioso mutismo che si può ancora oggi assaporare guardando un vecchio film, dandole nuova vita e nuova energia. Tutto il film è stato accompagnato da musiche originali di film dell'epoca, per supplire ai mancanti dialoghi, e le uniche scene in cui la colonna sonora non era presente erano o momenti di grande tensione o le uniche due scene in cui si potevano effettivamente sentire i rumori e le voci dei personaggi, come siamo stati abituati a fare. 
L'effetto di queste due scene, almeno su di me, è stato sconvolgente. Come uno spettatore dell'epoca, attonito di fronte ai primi "talkies", film parlati, sono rimasta incredula nel sentire gli attori prendere vita nelle loro parole e nei loro rumori naturali. E penso che questo sia stato il vero punto di forza del film, se si esclude naturalmente una trama molto ben strutturata, degli attori fantastici e un'intatta sebbene rarefatta atmosfera declinata in tutti i toni del grigio: il fatto di potersi identificare nel pubblico dell'epoca e capire la portata di una tale rivoluzione.
Ovviamente non possiamo che raccomandarvi caldamente il film: guardatelo, apprezzatelo, e rendetevi conto che è pura arte. Punto.

lunedì, luglio 9

La tolleranza è un amore malato d'alterigia. (Kahalil Gibran)


E si che mi sono sempre considerato un tipo tollerante. Beh, fatto strano è venuto fuori che non è poi proprio così. Sono andato giustappunto oggi a ritirare le risposte sulle intolleranze alimentari, e la notiziola è arrivata come un doccia fredda (che in luglio non sarebbe poi nemmeno così male): togliere latte, yogurt, formaggi, burro, lievitati, uva, cacao e cioccolata, formaldeide (neanche fossi un tarlo), tabacco ( non fumo, è il fumo passivo che mi ammazza), noci, arachidi, soia, fragole, funghi e polvere di casa, che lavorando in cantieri...
All'inizio, devo essere sincero, l'ho presa abbastanza bene, diciamo che ho mantenuto compostezza e italica dignità nella privazione esprimendomi con un "Beh, dai, poteva andare peggio!"
Poi, nel pomeriggio dopo la dentista mi sono detto -dai, passiamo a prender qualcosa per la colazione di domani-, non potendo più mangiare merendine... e li', nella fredda corsia di un supermercato la rivelazione: io vivevo di quelle cose!! Toglietemi tutto, ma non il mio burro! A me, che quando faccio i dolci un cubetto di burro finisce sempre in bocca mia, così, au nature...
E li sono cascati tutti i progetti che mi ero fatto. Non posso mangiare lievitati? Poco male, c'è la frolla, la sfoglia, i bigné...peccato che in tutti serva burro! O almeno, per la frolla combino anche senza, ma gli altri impasti?
Quanti esperimenti alla Frankenstein dovrò tentare prima di poter urlare: SI PUO' FAREE!!!


Ora, chiedo aiuto a voi amici del salotto: non è che per caso avreste qualche consiglio?
Magari conoscete qualche buon libro di ricette per intolleranti, di idee o spunti?
E soprattutto, cosa della vostra usuale alimentazione non vorreste mai che vi togliessero?

Ciao Ragassuoli, alla prossima!!

Moreno

domenica, giugno 17

Marcia dei borghi

Poco tempo fa abbiamo avuto il piacere di partecipare alla Marcia dei Borghi che ogni anno viene organizzata nella nostra cittadina, un piacevole modo di scoprire luoghi a noi ancora sconosciuti (nonostante crediamo di conoscere il luogo in cui viviamo come le nostre tasche c'è sempre qualche angolo da scovare) e per passare una domenica mattina all'insegna di una piacevole passeggiata e del benessere.
Tra i due percorsi proposti, uno da 13 km e l'altro da 6 km, abbiamo scelto il secondo, volendo fare il percorso con calma e tranquillità. Più che correre e arrivare primi al traguardo, infatti, ci interessava più che altro stare assieme e goderci una bella mattinata passeggiando.
 
 E così, ridendo e scherzando, siamo arrivati alla fine mano nella mano e abbiamo approfittato del rinfresco offerto ai partecipanti, he he :)
Abbiamo già intenzione di iscriverci anche il prossimo anno e, se saremo in forma, impegnarci e fare i 6 km tutti di corsa! Yay!
A presto e buona domenica!

Giulia

giovedì, maggio 10

Il risotto agli asparagi più buono e semplice del mondo

Ciao Ragassuoli!
Come state? Vi state godendo queste belle giornate di sole?
Il titolo del post di oggi potrà pure sembrarvi un po' pretenzioso, ma al diavolo, se lo merita!
Cos'ha di tanto speciale questo risotto? Che è un regalo di Madre Natura!
Quello che più mi piace è cucinare con le cose raccolte da me: frittate con le erbe di campo, minestre e zuppe con i funghi che raccolgo, fare le castagne d'inverno quando le trovo o anche solo fermarmi nei boschi a fare scorpacciate di fragoline selvatiche, lottando poi con la gola per riuscire a portarne a casa per una marmellata. Queste cose le sento come legami, profonde radici che mi ancorano alla mia terra; nel raccogliere le noci selvatiche per fare il nocino  o i fiori di sambuco per lo sciroppo, so di ripetere dei gesti antichi, gli stessi che hanno fatto i miei avi prima di me, ed è una bella sensazione. E' definitivamente una delle poche cose di cui vado orgoglioso.
Quest'anno il tempo ad aprile è stato strano, però questo non ha fermato gli asparagi selvatici, e chi come me ha avuto la pazienza di scarpinare un po' e l'occhio di cercare è stato premiato.
Quindi ho pensato di fare una sorta di reportage, una piccola guida al riconoscere la pianta e al cucinarla arrivando al risotto finito ^^
Nelle foto non vedrete chili di asparagi, per un semplice motivo: se in un punto trovo dieci asparagi, ne raccolgo tre-quattro, in modo da lasciar sempre qualcosa che possa crescere andare in semenza e fare il proprio corso. La cupidigia non paga mai, specie con la Natura, ricordatelo sempre.
Le foto sono fatte in parte con il cellulare, perchè la macchina fotografica me l'aveva rubata una Scimmietta male ammaestrata...^^
Iniziamo!

Per prima cosa dove trovarli: andate a passeggiare lungo gli argini, vicino a incolti, e sempre lontano dalle strade. Trovarli ma mangiare cose che sanno di tubo di scappamento può rovinare un bel raccolto!
Partendo dal presupposto che non conosciate 'i punti strategici' in cui queste prelibatezze crescono, avete solo una possibilità per scoprirli, cioè trovare una pianta cresciuta.
Quando la pianta è cresciuta, e inizia ad assomigliare ad un arbusto ormai è si tardi per raccoglierla, ma potete innanzi a tutto cercarle attorno dei getti giovani e buoni ( gli asparagi non vengono mai fuori tutti in un colpo solo specie quando selvatici), e se avrete sfortuna ricordarvi il punto per la prossima primavera.

Scusate la pessima qualità, ma qui potete vedere vecchie piante di asparago ormai secche ( il cespuglio  color grigetto) e qualche getto nuovo ormai troppo cresciuto (quelli verdi longilinei)




ecco un getto cresciuto troppo più da vicino... Avete presente le foglioline triangolari aderenti che l'asparago presenta sul gambo? Ecco, crescendo si aprono e da li fuoriescono i 'rametti' che lo fanno diventare un cespuglietto.


Qui invece potete vedere un'asparago perfetto per la raccolta: non è troppo piccolo, e sia le foglie sul gambo sia la punta sono ancora chiuse. Quando tra le foglie o in punta iniziano a vedersi come delle palline, lasciatelo li perchè ormai si sta già aprendo. (Ora, io vi ripeto solo gli insegnamenti contadini che mi sono stati 'tramandati'. Non mi hanno mai spiegato il perchè del non raccoglierli una volta che iniziano ad aprirsi, e io non ho mai chiesto, sapendo che i vecchi parlano sempre per un motivo..)
Qui vedete un altro bellissimo getto che però ho lasciato sul posto perchè troppo piccolo. Meglio che cresca e magari trovarne di più il prossimo anno!! ^^

Qui vedete la mia spesa mentre ero a metà della passeggiata. Non ne ho raccolti molti di più, e sono bastati per un risotto per quattro persone.

Ok, tornati a casa lavateli e lavatevi le mani. Importante questo passaggio sempre quando raccogliete erbe di campo o lungo gli argini, visto che posso essere contaminate da animali ( leggete qui per farvi un'idea).
Essendo già di per se molto teneri non serve spellarli, vi basterà cuocerli in asparagiera.
Non so come fate voi, ma il modo migliore consiste nel riempire l'asparagiera d'acqua in modo che essa arrivi qualche centimetro sotto alle punte. Io per precauzione dopo averli legati avvolgo un cordone fatto con carta argento poco sotto le punte, in modo che 'galleggino' sull'acqua mentre bolle.
Questo farà si che mentre i gambi vengono bolliti le punte cuociano al vapore.
Quando l'acqua bolle mettete gli asparagi e coprite, cuocendo il tutto per circa 10'.
Una volta cotti metteteli subito in acqua fredda per fermarne la cottura, poi mettete da parte le punte
e frullate i gambi tagliati a pezzi con del brodo vegetale.
Mettete in una padella un filo d'olio e tostate il riso, poi sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco e qualche filamento di zafferano. Evaporato l'alcool, aggiungete i gambi frullati e qualche pizzico di scalogno in polvere. Cuocete aggiungendo a mano a mano del brodo tenendo il riso sempre all'onda, fino a che non sarà al dente.



(guardate che bel colore verde!)
Spegnete e aggiustate di sale, mantecate con del burro di malga ( puntate sempre su prodotti buoni e genuini, non lasciate che un piatto si rovini per risparmiare pochi centesimi!) e per ultimo aggiungete le punte che avevate tenuto da parte.
Servite e lasciate che in caso sia l'ospite a mettere sopra del formaggio grattuggiato (a mio avviso non ci va per nulla, bisogna sentire il sapore dell'asparago selvatico non del formaggio!)
Ecco come si presenta impiattato: saporito e con delle invitanti e succose punte ancora intere, e avendo frullato i gambi non c'è il rischio di trovare pezzi tenaci o fibrosi.

Beh, ragassuoli, spero che vi sia piaciuto questo post. Non era mia intenzione insegnare nulla ( avrò commesso miriadi di errori nel cuocere il risotto!) e il titolo del post, il risotto più buono del mondo, beh...sono sicuro che i lettori fedeli avranno capito che, a farlo così buono, è il fatto di aver fatto tutto da soli, dalla ricerca e raccolta alla mangiata.
Ciao a tutti, e buona settimana!!!

Moreno

giovedì, aprile 26

La fiera! La fiera!


Lo ammettiamo, siamo un po' indietro con i post...pensate che queste foto risalgono a più di un mese fa! Ma come non dare spazio a uno dei nostri giri?! Specie se si risolvono in...mangiate di frittelle!

Quel sabato, poco dopo aver ritirato la nostra adorabile nuova auto, siamo saliti e ci siamo lasciati trasportare da lei. Abbiamo iniziato a guidare senza una meta precisa e ci siamo ritrovati a Udine, dove in centro c'era una fiera con tanto di autoscontri e giostre e stand mangerecci che aspettava solo noi! Fantastico, eh? Le "gite" così sono le più belle, spontanee e divertenti e hanno ricordato ad entrambi i nostri primi appuntamenti: salivamo in macchina e via. Bastava stare assieme, non importava il luogo né il tempo, e non è cambiato nulla dopo più di sei anni. 


A presto con un nuovo post sul 25° anniversario di matrimonio dei miei!

Giulia

P.s.: scusate il post non esattamente loquace ma penso che le immagini possano parlare molto più di me. Bacioni!
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