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lunedì, luglio 15

Schifo. Tanto schifo.

Quasi quasi avevo voglia di scrivere un post indignato, tremila parole su quanto mi vergogni di essere Italiana in questo momento, in questi giorni; su quanto mi venga da vomitare se solo provo a ricordare che abbiamo persone così nel nostro Parlamento; su quanta rabbia io provi al pensiero che molti Italiani, probabilmente, saranno d'accordo con quell'avanzo di feccia.
Ma no, perché l'indignazione, il vomito e la rabbia mi hanno stremato e sono stufa di vergognarmi di questo paese. Voglio essere orgogliosa di dire di essere Italiana, e non nascondermi. Cosa che al momento non posso fare e bastano tre parole per spiegarne il motivo: Calderoli/orango/Kyenge. Ah già, e una quarta, che voglio gridare: SCHIFO.

Giulia

mercoledì, giugno 19

Le confessioni di una Grammar Nazi

Attenzione: questo post è permeato da una densa ironia; si sconsiglia la lettura ai deboli di cuore e a chi non sa stare al gioco.

Avete presente quelle simpatiche personcine che ad ogni vostro dimenticanza, ad ogni vostro uso errato di una parola, ad ogni scorrettezza grammaticale nel vostro discorso sono prodighe di (non richiesti) consigli per migliorare le vostre colpe? Ecco, io faccio parte di quella schiera. Mi piace pensare di star offrendo al mondo l'opportunità di imparare cosa significa parlare correttamente, mi piace pensare di essere una crocerossina della grammatica, pronta a guarire qualsiasi ferita inflitta dai briganti della lingua, mi piace pensare di star svolgendo la mia missione caritatevolmente, alla maniera di Santa Teresa: come lei, io aiuto i poveri congiuntivi in difficoltà con le mie mani generose d'affetto; come lei, curo le scorrettezze della lingua con pazienza e dedizione; come lei, sopporto le pene dell'Inferno (sì, quello immaginato da Dante!) senza lamentele in luoghi dimenticati dal Dio della Grammatica. E come lei, non mi aspetto nemmeno un grazie dalle persone che ho salvato nel mio percorso. Figurarsi, perché se aspettassi di ricevere un ringraziamento per la nobile causa che sto perorando potrei campare fino a mille anni e non riceverne nemmeno uno. Sono cosciente di ciò, tuttavia non capisco come mai! Svolgo un servizio pubblico gratuitamente e senza chiedere nulla in cambio, acculturando le genti e predicando l'uso del congiuntivo alle masse; ma le masse non sembrano apprezzare e le genti mi guardano con malcelato schifo quasi fossero un sol uomo.
A coloro che dicono "avrei" invece di "avessi", a chi usa latinismi in modo improprio, alle persone che non si curano di quanto sia aberrante un indicativo al posto di un congiuntivo, a chi pensa che "gli" equivalga ad "a lei", agli stolti che utilizzano "paroloni" senza saperne il significato ma solo perché suonano bene io dico: non temete amici miei, ho una buona notizia per voi: l'Ignoranza è notoriamente una "brutta bestia", è una malattia spesso trasmessa per via genetica, ma è curabile con un po' di pazienza, un dizionario e un buon vecchio manuale di grammatica. 

A presto!
Giulia

P.s.: questo post è dedicato a Luna Pizzafichiezighini, sperando che non si offenda se la considero una compagna Grammar Nazi :)

sabato, maggio 18

Cosmesi eco-bio: i miei prodotti quotidiani


Eccoci qui di nuovo a parlare dei cosmetici eco-bio!Per chi si fosse perso il post precedente, nel quale parlo di INCI e altre stregonerie varie, ecco qui il link. Oggi vi parlerò di quali prodotti sto usando al momento e delle mie considerazioni personali:
  1. Per il viso della linea Vivi Verde della Coop uso lo struccante occhi idratante, il gel detergente rinfrescante, il tonico rinfrescante, la crema viso idratante protettiva (ovvero per pelli normali/miste) e il balsamo labbra idratante protettivo e mi trovo benissimo.
  2. Accanto a questi prodotti per la cura del viso uso spesso anche (soprattutto la sera prima di andare a dormire) alcune gocce di olio di Argan sulla pelle del viso umida: successo assicurato. L'olio di Argan ha anche un uso localizzato, ovvero si può utilizzare (sempre con parsimonia, ne basta pochissimo) sulle rughe o sulle cicatrici da acne.
  3. Per detergere, in alternativa al detergente della ViviVerde, uso il viso il sapone di Aleppo, molto indicato per le pelli sensibili e/o acneiche con il quale si può anche fare una maschera purificante: basta strofinare il sapone sulla pelle bagnata in modo che si formi uno strato abbastanza grosso e lasciare asciugare. Una volta risciacquato il viso sentirete che pelle fantastica!
  4. Per i miei capelli utilizzo il Ghassoul, argilla saponifera usata dalle donne marocchine per la pulizia del corpo e dei capelli, che mi dà il mio parrucchiere (sì, il mio parrucchiere è fantastico!). Lui l'ha acquistato direttamente in Marocco ed è miscelato con alcune erbe, tra le quali la salvia e la menta; se lui non riuscisse più a darmi il Ghassoul lo acquisterei online o nei negozi biologici (ho sentito dire che è ottimo quello della Tea Natura). Il Ghassoul lascia i capelli puliti, dona volume e rinforza lo stelo del capello, quasi come l'henné. Sconsigliatissimo, però, a chi ha la chioma colorata chimicamente: trasforma i capelli non naturali in nidi di paglia! Vi ho avvisati ;)
  5. Come "balsamo" uso l'aceto di mele miscelato con un pochina di acqua demineralizzata, quella per stirare insomma. Rende i capelli lucidissimi e morbidi e li districa come nessun balsamo potrebbe, proprio perché l'aceto è acido e il capello ha un ph acido di natura; anche per questo motivo lo metto sui capelli dopo il Ghassoul: l'argilla in teoria è basica, quindi apre il capello, mentre l'aceto lo richiude (non chiedetemi spiegazioni più tecniche di così perché davvero non saprei che dirvi). Se siete preoccupati per la puzza di aceto, non c'è da temere! Una volta risciacquato e una volta asciugata la chioma non sentirete alcun odore, parola di lupetto.
  6. Come impacco pre-lavaggio capelli uso l'olio di Argan: lo distribuisco bene specialmente sulle punte dei capelli, stando attenta a non esagerare e non ungere troppo specialmente il cuoio capelluto, dal momento che il mio è un po' grasso. Una volta lavati avrete dei capelli morbidi e setosi!
  7. Per quanto riguarda il trucco invece sto usando tutto l'ambaradan preso da Jade Minerals: fondotinta, blush, bronzer, correttore verde (per eliminare rossori vari) e giallo (per eliminare discromie viola come le occhiaie) e cipria a 20 spf. Mi sto trovando davvero bene, penso soprattutto perché avendo una pelle mista/grassa il trucco minerale (che notoriamente è in polvere) è perfetto. E per il resto il mascara Occhioni e i rossetti Dessert à Levres, tutto della Neve Cosmetics, sono già tra i prodotti che prenderò prima possibile.

Se avete delle domande sui prodotti che uso o sulla cosmesi eco-bio sarò felice di rispondervi (nei limiti della mia ignoranza in materia ovviamente) e se avete delle storie sull'uso di prodotti naturali per la pelle condividete pure con noi la vostra esperienza! A presto!
Giulia

domenica, maggio 12

Cosmesi eco-bio

Qualche tempo fa avevo girato un video per il mio blog in Inglese nel quale elencavo tutti i prodotti che uso quotidianamente (o quasi) per la cura della pelle, senza dimenticare il make-up. Bene, qualche giorno dopo quel video ho avuto un momento di ciò che chiamo EEE, ovvero epifania estremamente elevata, ho controllato l'inci di tutti i prodotti da me più usati, mi sono dichiarata stufa marcia di tutte le schifezze in essi contenute e ho buttato tutto in un atto liberatorio che ha segnato la mia svolta alla cosmesi eco-bio. 
Ho pensato quindi che la mia esperienza potesse essere d'aiuto a chi come me aveva voglia di cominciare a usare cosmetici naturali ma che non sapeva da come iniziare.

Innanzitutto bisogna sapere cos'è l'INCI: sigla di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients (tradotto: Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici), non è altro che la lista degli ingredienti che compongono i vostri fondotinta/crema viso/gel detergente/qualsiasi altra cosa vi spalmiate. Nell'inci gli ingredienti non sono messi a caso ma ordinati secondo un principio molto semplice, ovvero collocando gli ingredienti che sono presenti in maggiore percentuale all'inzio e quelli con minore percentuale alla fine. Ora, se come me siete curiosi di natura, andrete subito a leggere l'inci dei vostri prodotti preferiti e cadrete nello sconforto più totale: eccerto, perché quella lista degli ingredienti è scritta in un misto di latino e inglese incomprensibile ai più. Meno male che esiste uno strumento molto utile per noi comuni mortali (AKA chi non ha studiato chimica/biologia/materie scientifiche/quelle robe là), ovvero il biodizionario, che, nonostante ci offra una visione un pochino soggettiva (per esempio è vegan-oriented, cosa che non a tutti interessa), può essere la prima bussola per orientarci in un mare vastissimo del quale non riusciamo a vedere la fine. Questo utile sito, creato da Fabrizio Zago, chimico industriale orientato verso l'industria dei detergenti e dei cosmetici, classifica gli ingredienti che potete trovare nei vostri cosmetici con un metodo grafico molto semplice e a prova di allocco:  dopo aver digitato il nome dell'ingrediente preso di pari passo dalla confezione della vostra crema e cliccato invio potete subito capire a colpo d'occhio se l'ingrediente è dannoso per la vostra salute e per l'ambiente (sì perché si parla di biologico ma anche di ecologico) osservando, nel risultato, il colore ad esso associato. Copio qui la legenda dal biodizionario per maggiore chiarezza: 
DUE PUNTI VERDI: vai che vai bene
UN PUNTO VERDE: accettabile
UN PUNTO GIALLO: ci potrebbero essere dei problemi ma, tutto sommato si può chiudere un occhio soprattutto se il componente è alla fine degli ingredienti
UN PUNTO ROSSO: qualche problema, se ne sconsiglia l'uso a meno che sia il solo componente in rosso o che sia presente in misura minore (cioè elencato alla fine della lista INCI)
DUE PUNTI ROSSI: inaccettabile

Rossi all'ennesima potenza sono tutti i siliconi e i petrolati, ingredienti che io evito come la peste anche se sono collocati nelle ultime posizioni dell'inci; chi si vorrebbe spalmare della plastica/della paraffina in faccia? Io non di sicuro: creano comedoni (ovvero i tanto detestati punti neri) e peggiorano la situazione della vostra pelle, dando una sensazione illusoria di idratazione mentre invece stanno solo ricoprendo la pelle con un sottile e alquanto dannoso domo pak. I siliconi sono molto facili da distinguere: quando leggete un ingrediente che finisce con -one, -silanoil o con -ane ci sono delle serie probabilità che sia un silicone (esempio: dimethicone, ciclopentasiloxane ecc.) mentre i petrolati sono la vasellina, il mineral oil, petrolatum, paraffinum liquidum ecc.
Altri siti utili oltre al biodizionario che mi sento di consigliare caldamente sono due forum, ovvero Sai Cosa Ti Spalmi e L'angolo di Lola, dove ragazze esperte dannoopinioni su prodotti, recensiscono inci (la cosa più utile per chi come me all'inizio non conosceva il biodizionario: su Sai Cosa Ti Spalmi basta cercare il nome di un prodotto e, se presente negli archivi, verrà visualizzata la lista degli ingredienti con accanto i "semafori" tipici del biodzionario: grandioso, dato che si può capire a colpo d'occhio cosa contiene la vostra crema, per esempio). Un altro punto di riferimento è il blog Carlitadolce: la proprietaria, una tecnica di laboratorio che pubblica su Youtube i suoi video sulla cosmesi eco-bio e sullo spignattamento (ovvero la creazione a casa fai da te di tutti i cosmetici), posta ricette (e ricette-repliche, ovvero come farsi a casa i prodotti della marca XY) di maschere di capelli, tonici viso, creme e quant'altro per gradi di difficoltà, dal facile (leggi: qualcosa che persino io saprei fare con le quattro cose che ho in cucina) al difficile (per spignattatrici esperte), oltre che inserire numerose informazioni generali sulla cosmesi eco-bio. Interessante, a questo proposito, il suo post sugli ingredienti dannosi nei cosmetici.
Riguardo alla cura dei capelli un forum utile è Capelli di Fata, dove ho scoperto metodi alternativi, ecobio e fantastici per lavarmi i capelli (cosiddetti no-poo, gioco di parole tra shampoo e poo, che significa "cacca" in inglese).

Ora forse vi starete chiedendo: diciamo che voglio "fare la svolta", dire basta alle schifezze e passare alla cosmesi eco-bio, ma quanto costa e soprattutto dove trovo tutto ciò che mi serve?
Sorprendentemente mi sono accorta che non è vero che i prodotti eco-bio costano più dei prodotti cosiddetti normali, anzi. Se dovessi consigliarvi delle linee/dei negozi online, sicuramente al primo posto metterei la linea ViviVerde della Coop: potete trovarla alla Coop (ovviamente), costa meno dei prodotti delle marche più famose da supermercato e tutti i prodotti hanno un inci perfetto. 
Per quanto riguarda gli shop online, invece:
  1. http://www.saicosatispalmi.com/ è il negozio gestito dalle "cape" del forum Sai Cosa Ti Spalmi e, oltre a vendere la propria linea di prodotti (inci fantastico!) come il gel di Aloe J'Aloè vendono anche altre marche eco-bio sia di cura della pelle sia di cosmetici.
  2. http://www.jademinerals.com/ sito irlandese (non preoccupatevi c'è anche la possibilità di selezionare la lingua Italiana) di trucco minerale, il più sano che possa mai esistere per la vostra pelle. Se dovete mettervi qualcosa in faccia è meglio che sia minerale! Offrono molti sconti (yum!) e la spedizione gratuita e veloce in tutt'Europa, datemi un amen! Oltre ai prodotti classici per viso come fondotinta, cipria, bronzer e blush troverete anche un'ampia selezione di ombretti minerali e di pennelli/accessori per il trucco. Senza contare che in ogni pacchetto di prodotti acquistati inseriranno un'indecente quantità di samples, campioncini, che in realtà campioncini non sono perché sono confezioni vere full size di ombretti/fondotinta/bronzer/quant'altro: per esempio con il mio ultimo ordine ho ricevuto un bronzer e un ombretto full size in omaggio. Il servizio clienti è davvero molto veloce nel rispondere e ho trovato la manager, Katja, deliziosa. I prezzi poi sono molto competitivi, 11 euro per un fondotinta non sono praticamente nulla (e io ho pagato il mio 5 euro perché in saldo, yay!), costano meno dei prodotti scadenti da supermercato. La cosa migliore? Essendo puri non andranno mai a male, per cui potete metterli nel cassetto e utilizzarli anche tra dieci anni senza che siano scaduti! Datemi un amen!!
  3. http://www.nevecosmetics.it/it/ sito italiano che offre make up di tutti i tipi, dal fondotinta ai rossetti, cruelty free e dall'inci perfetto, il tutto offerto in un packaging molto accattivante.

Per oggi non voglio seccarvi più di così, ma restate sintonizzati che la prossima settimana pubblicherò la lista di ciò che sto utilizzando al momento con le mie impressioni!
A presto!
Giulia

giovedì, aprile 25

Attualità

La crisi è generale. Ne soffrono la Germania, l’Inghilterra, la Francia. Ne soffrono gli Stati Uniti. Ma mentre in questi paesi, da quando la crisi è cominciata, tutti ne hanno preso coscienza e vi si sono sentiti coinvolti, noi italiani abbiamo considerato la crisi come un problema altrui e abbiamo seguitato a vivere e a consumare come se la crisi non ci fosse. Diceva il grande Einaudi che la “scienza” economica non esiste: esiste solo il buon senso applicato all’economia. E il buon senso ci dice in questo caso due cose. Primo: che nel tunnel della crisi ci siamo cacciati perché da almeno un paio di decenni viviamo tutti al di sopra dei nostri mezzi. Secondo: che per venirne fuori bisogna fare esattamente il contrario, cioè lavorare di più e guadagnare e spendere di meno. Questa corsa pazza dietro il superfluo conduce non soltanto alla rovina, ma anche all’insoddisfazione perpetua.

Questo discorso è stato fatto dal grandissimo Indro Montanelli quasi 30 anni fa.
Prima di scendere in piazza per cambiare la politica - cambio che mi trova d'accordissimo purchè con persone preparate, non è che perchè una persona sia onesta o lavoratrice per forza debba essere brava nell'arte della politica - perchè non darsi da fare per cambiare gli italiani?

Meditiamo gente, meditiamo.


domenica, aprile 21

Lacrime politiche

Oggi e domani (ovvero il 21 e 22 aprile 2013) i friulani sono stati chiamati a fare il loro dovere per eleggere il nuovo presidente della regione e queste sono le prime votazioni dopo il patatrac delle elezioni di febbraio e il casinone venuto fuori dalla scelta del presidente nei giorni scorso (ma che ve lo dico a fare? Non vivete mica sotto una pietra, e da febbraio in poi non si è parlato di altro).
Flashback molesto, ora: guardate la vecchia me (più giovane di sette anni, una freschissima diciottenne, idealista, straripante di fiducia) entrare nella saletta del teatro della mia cittadina, tutta emozionata e senza avere nemmeno ricevuto la tessera elettorale, per votare alle primarie del PD (che all'epoca non si chiamava così, penso che fosse L'Ulivo). Osservate la mia gioia a fior di labbra, la trepidazione impaziente nel fare la fila e il tremore delle mani nell'impugnare la matita dovuto all'eccitazione di partecipare attivamente alla politica del mio Paese per la prima volta. Non ricordo chi ho scelto, non ricordo nemmeno i candidati, ma non scorderò cosa ho sentito in quel momento, perché ho provato quelle emozioni, anche se forse in maniera leggermente ridotta, ogni volta che sono andata a votare; e ogni volta, uscita dalla cabina di legno coperta da un corto telo bruno, non ho potuto trattenere un sorriso per la soddisfazione di aver fatto il mio dovere, di aver partecipato, e per la piena consapevolezza di appartenere ad una nobile democrazia.
Questa volta non è andata così. Questa volta ho avuto quasi voglia di restare a casa, o di lasciare la scheda bianca. Questa volta ero così scoraggiata e delusa dai recenti sconvolgimenti politici che sono andata a votare con la morte nel cuore. Sorriso forzato nell'entrare nel mio seggio, "Buongiorno" d'obbligo, apatia nel prendere la scheda e la matita. Protetta dalla grezza tendina scura mi sono concessa più tempo del solito prima di tracciare finalmente la mia croce. Altro sorriso, altro "Buongiorno" e, uscita dalla scuola elementare che ospita da sempre i seggi, non ho potuto trattenere le lacrime. 
Non erano lacrime di felicità, questo ve lo posso assicurare. Neanche l'ombra della soddisfazione provata in precedenza, nulla di tutto ciò. Solo una grande delusione e la sensazione che la democrazia si stia rompendo. Piangevo per la mia Italia, perché amo il mio paese ed odio vederlo ridotto così.

Giulia




giovedì, marzo 14

I baffi, che belli i baffi!

Ultimamente mi sto lasciando crescere i mustaccioni. Mi sono sempre piaciuti i baffi, e adoro quando sono lunghi abbastanza da poterci giocare.
Probabilmente ho qualcosa che non va, visto che ogni volta che incrocio per strada un anziano con dei baffi alla Franz Joseph tipo questi

mi viene il per fortuna non del tutto irrefrenabile istinto di toccarli.
Ora, il mio obbiettivo sarebbe arrivare ad avere dei baffi bellissimi come questi
 

ma mi sa che dovrò aspettare un bel po'.
E voi? Avete i baffi? LI amate o non vorreste mai baciare uno spazzolone?
Mentre attendo le vostre risposte, vi lascio con questo video, manifesto di noi veri Mustached Men.

Ciao Ragassuoli!!!

mercoledì, febbraio 13

Sanremo 2013: primo giorno (post infinito)

Allora! Avete visto il Festival ieri? Io ho costretto Mor a guardarlo assieme, anche perché non potevo non farvi un resoconto di questo Festival nato sotto una stella rossa :D Mi aspettavo tanta carne al fuoco, vestiti splendidi o improbabili, canzoni mediocri o bellissime (ma soprattutto mediocri) e soprattutto materiale scottante per future polemiche e non sono stata affatto delusa. Partiamo però con ordine (e aspettatevi un post bello lungo):

Luciana Litizzetto e Fabio Fazio, innanzitutto. Sono una coppia ormai collaudata e li ho sempre amati, specialmente la Lucianina: la sua incantevole sgraziatezza, la sua irriverente personalità e i suoi inesistenti peli sulla lingua (quasi fosse affetta da una sindrome che le fa dire tutto ciò che pensa) riescono sempre a strapparmi un sorriso o una risata e ieri sono riusciti nell'ardua impresa di sdrammatizzare momenti che potevano risultare pateticamente solenni. Fabio Fazio ha sempre mantenuto un aplomb invidiabile (anche durante le grida a Crozza dal pubblico, di cui parlerò dopo) e ha dimostrato di non prendersi sul serio con una riuscita  e divertente imitazione di Vespa. Sono davvero rimasta soddisfatta di entrambi, e diciamocelo, dopo il festival del 2012 e lo squallore della farfalla di Belen Rodriguez (più i basso di così davvero non si poteva scendere) è stato refreshing vedere sul palco dell'Ariston una coppia ironica e auto-ironica che potesse risollevare il nome del Festival.

Festival Rosso? 
Non contiamoci balle, ragazzi. Dal momento in cui è stato annunciato che Luciana e Fabio avrebbero condotto Sanremo l'opinione generale si è spezzata in due: chi (come me) ha tirato un sospiro di sollievo e ha gridato al miracolo e chi ha puntato il dito sbraitando che così sarebbe diventato un Festival "di sinistra". E...non so quanto non avessero ragione. La puntata di ieri è stata sicuramente alternativa rispetto ai Festival precedenti, in un'inversione di tendenza che (secondo me) ci voleva. 
Elenchiamo ora i punti salienti che daranno un'occasione d'oro ai contestatori per dire "l'avevo detto, io!":
     1. Fazio e la Litizzetto alla conduzione, ovviamente: da sempre attivi su Rai Tre (rinomato covo di comunisthi!) e portatori sani di ideologie sinistroidi e -orrore!- progressiste.
       2. La presenza di Maurizio Crozza; Crozza, da che mondo è mondo, sa fare due cose: cantare canzoni e fare satira politica (aspettate, forse si riducono ad una, dato che le sue canzoni sono sempre di satira; ma vabbè). E ovviamente sul palco dell'Ariston ha fatto ciò che sapeva fare. Nessuna sorpresa, giusto? Eppure, eppure...nonostante a me piaccia Crozza di base, non appena è sceso dalla famosa gradinata "travestito" da Berlusconi cantando ho storto il naso. E un bel po'. Perché diciamocelo, non avevo davvero voglia di sentire parlare di politica. Sarà che sto facendo il pieno in questi giorni per via delle elezioni, sarà che ho sempre considerato il Festival un po' leggero e spensierato, ma davvero non mi è piaciuto. E non è piaciuto nemmeno al pubblico, perché quando ha finito di cantare ha ricevuto una mitragliata di grida tipo "vai a casa" (e anche più pesanti), tanto che per alcuni secondi, forse minuti, è stato visibilmente ferito e incerto se continuare o no il suo intervento. E questo, carissimi, mi ha mandato in bestia. Perché il pubblico non può comportarsi così in una situazione del genere. Ragazzi, state assistendo al Festival di Sanremo, probabilmente l'evento televisivo più importante della tivù italiana, e vi comportate come se foste allo spettacolino del circo di quartiere? Che figura infame e degradante. E non solo per le singole persone che hanno gridato (che sopportino l'onta pubblica per gli anni a venire) ma per l'Italia tutta! Ricordiamoci che è trasmesso in Eurovisione. Non c'è altro da dire. Secondo me comunque è stato l'ordine che hanno sbagliato; se iniziava con il discorso parlato (che cominciava con un parallelismo tra Sanremo e le elezioni, dato che entrambi "bloccano tutto") e poi continuava con le sue canzoni satiriche sarebbe stato meglio in my humble opinion, perché l'impatto sarebbe stato meno duro e quindi meglio assimilabile dal pubblico.
       3. L'intermezzo di Stefano e Federico, la coppia di innamorati che domani si sposerà a New York. Avevano pubblicato un video su youtube (ecco il link per chi volesse dare un'occhiata, è più lungo rispetto al loro intervento al Festival, per il quale sono stati fatti dei tagli...e non casuali purtroppo; se volete fare il confronto, ecco lo spezzone tratto dalla puntata di ieri sera) raccontando la loro storia d'amore, come si sono incontrati fino al desiderio di sposarsi, ma non in Italia, perché le leggi del loro paese non glielo permettono. Senza pronunciare parola, quasi accennando alla difficoltà di far sentire e valere la propria voce dai politici e uomini di potere, hanno affidato le loro parole a dei cartelli che man mano alzavano e che disegnavano la loro storia semplicemente, senza fronzoli. E semplice e commovente sono i due aggettivi che mi vengono in mente per descriverli: vestiti con abiti normali, non abbigliati da gran sera, perché l'amore non ha bisogno di apparire più bello con degli orpelli. Commovente perché è una storia dolce e tenera durata undici anni. Aggiungerei anche "ingiusto" ai due aggettivi sopra elencati. Perché è ingiusto che due persone che si amano non possano suggellare il loro amore nella loro terra.
       4. La questione dell'iter che gli immigrati devono fare per ottenere la cittadinanza italiana, introdotta da Angelo Ogbonna (che sembra faccia parte della Nazionale di calcio Italiana).
       5. Il coro dell'Armata Russa che canta con Toto Cotugno L'Italiano. Quando ascoltavo la canzone e cercavo di capire che coro fosse (esercito? guardia di finanza? carabinieri?) non mi sarebbe mai venuto in mente che avrebbero usato il coro dell'Armata Russa. Russa, capite? Per cantare L'Italiano! Solo io ci vedo un accenno (solo un poco eh!) di rosso qui? Non ho nulla contro il coro dell'Armata Russa, sono stati estremamente bravi, ma come on. Non potevate prendere un coro Italiano? Non so se sono io maliziosa, se penso troppo a ciò che i detrattori e i polemici potrebbero dire, ma davvero, il coro dell'Armata Russa. Che canta quello che ha cantato.  Vi prego confermatemi che non sono pazza, che non solo io ci ho visto un'inondazione comunistha. Perché se non sono pazza/maliziosa/entrambe allora davvero gli autori hanno messo 'sta cosa sul piatto d'argento ai criticoni, aspettando che qualcuno gridi ai comunisthi e alla cospirazione rossa.

Detto questo, passiamo a qualcosa di più frivolo, ovvero i vestiti e le canzoni.
Prima di cominciare, mi faccio una domanda: chi sono io per giudicare gli abiti? Nessuno, infatti mi baso su opinioni puramente personali: i vestiti della Litizzetto per esempio a me sono piaciuti, abbastanza castigati se non fosse stato per la lunghezza mini (che comunque non perdeva di chicness dato che ha sempre portato delle calze nere ultra coprenti). Se parliamo delle cantanti invece ci sono stati due casi in cui avrei voluto gridare all'ORRORE: Maria Nazionale peggiore di tutte (sia come stile che come canzoni: orribili entrambe secondo me). Cosa fai con quel rigurgito degli anni '80 appicicato addosso? Orrore la manica lunga a mo' di puffed sleeve con i bottoni foderati e orrore la lunghezza: né lungo né corto, perfetto per sembrare super impacciata e per tagliarle le gambe. La seconda che mi ha colpito negativamente per l'abito scelto è stata Simona Molinari: canzone bellina (adoro la sua voce un po' retrò) ma per favore, scegliti meglio i vestiti; è entrata in scena con abito inguinale interamente incrostato di gemme e paillettes rosso e bianco, e ha coronato il tutto con delle scarpe da mozzare il fiato, che se non fossero state abbinate a quell'obbrobrio sarebbero state pure carucce, perché diciamocelo, siamo a Sanremo e le statement shoes ci stanno secondo me. 
E ora che ho fatto (male) la Carlà de noartri passiamo alle canzoni. Tra mediocri canzonette d'amore e scontati pezzi al pianoforte i migliori del primo giorno secondo me sono stati i Marta Sui Tubi, gruppo indie che ha letteralmente lasciato il segno, non solo per il commento da gentleman del chitarrista a Lucianina ("sei una gran gnocca" :D) e, ancora prima, le graffianti e divertenti note della Litizzetto stessa sul look della band ("è carnevale!") e del maestro d'orchestra in giacca bianca ("poi dopo fa anche i gelati"), ma soprattutto per le canzoni che hanno portato. Migliore delle due, per me, Dispari, che purtroppo non è stata votata dal pubblico: potrebbe sembrare "strana" all'inizio all'orecchio abituato a canzoni "tipiche" del Festival al ma dopo il primo minuto di canzone, vi assicuro, vorreste risentirla tutta ancora e ancora e ancora, soprattutto il travolgente e velocissimo ritornello. Se vincesse l'altra canzone che hanno presentato, Vorrei, nonostante fosse migliore Dispari, sarebbe l'ideale ciliegina sulla torta di questo festival "alternativo" che finalmente esce dagli schemi e lo fa guardando alla modernità.

Pssst! Dato che ero tutta "impizzata" ho pensato bene di fare un video dove faccio sostanzialmente una sintesi di quanto detto sopra. Quindi ve lo beccate :D

Voi avete guardato la prima puntata ieri? Opinioni? :)

giovedì, gennaio 31

Stelle

Fonte dell'immagine.

Se state usando Google Chrome come browser, fatevi un favore e andate a dare un'occhiata a questo sito. In Inglese si dice overwhelming la sensazione che ho provato guardandolo. Sarà una frase fatta, ma siamo davvero piccoli, e non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Qui sotto delle anteprime di ciò che vedrete...


Attenzione: la visione di questo sito può portare a un'incontrollata voglia di viaggiare nello spazio. E poi non dite che non vi ho avvisati, eh.

giovedì, novembre 1

Ho sempre confidato nella gentilezza degli sconosciuti

...beh, in realtà no. Vedete, facendo la promoter/hostess all'Ikea da più di un anno ne incontro di gente e purtroppo devo dire che molti di loro non sono per nulla gentili. A volte però capita di trovare quei clienti dei quali ti ricorderai almeno per un pochino, che lasciano una piccola impronta nel tuo cuore. Oggi, per esempio, una cliente che ho aiutato a fare la carta Ikea Family mi ha regalato un Bacetto prima di andarsene per la sua strada. Ho mangiato il cioccolatino con il suo viso ancora fresco nella mia mente e prima di gettare la carta ho dato un'occhiata al bigliettino che c'era dentro. Diceva: "Avrai un minuto di fortuna per ogni sorriso che regalerai". E ho sorriso nel leggerlo, e non era sicuramente la prima volta che lo facevo durante la giornata. 
A volte un piccolo gesto può rallegrare la giornata di qualcuno; a volte è bene mettere da parte tutti i pensieri negativi e confidare nella gentilezza degli sconosciuti.

venerdì, settembre 14

Fretta, fretta fretta, e cena arabeggiante.

Ciao Ragassuoli!
Ecco che ritorno, dopo un bel po' di tempo lontano dalle tastiere. I motivi sono molti, e si sono coalizzati per tenermi lontano dal salottino.
Innanzi a tutto, il sottoscritto ha venduto il suo computer, quindi si trova sprovvisto, da agosto, di idoneo mezzo informatico di trasmissione del proprio pensiero. Ma questo è un problemuccio facilmente aggirabile, una quisquilia ( che bella questa parola! Quisquilia...ah, come suona bene!)
La casa è la scusa solita, e mi tiene occupato come sempre dopo lavoro, anche se ormai i passi avanti fatti sono stati tanti; non dico che siamo in dirittura d'arrivo, anche perché per ogni problema risolto ne salta fuori un'altro, però almeno si prosegue. Il portone di ingesso nuovo per esempio è stato montato, le piastrelle dell'ingresso, del bagno e della cucina aspettano solo di essere montate, ho grattato tutti i muri del piano sopra e ora basta gessarli... Pian piano si prosegue, anche se questo contribuisce ad annichilire il tempo libero rimastomi.
Quello che di nuovo si è aggiunto sono le cento ore circa di corsi di formazione che sto facendo, che oggi per esempio mi hanno visto partire di casa alle 6:30 del mattino e ritornare alle 18 passate, e mi vede macinare circa 120 km di strada ogni giorno solo per andare e tornare.
Ma passerà, ancora questo mese e poi ottobre e sarò a posto ;)

Quindi, le domeniche tempo permettendo mi sfogo cucinando e improvvisando, non avendo più internet come alleato ( mai ho rimpianto tanto come ora l'aver già portato il 90% dei miei libri di cucina nella soffitta della casa nuova!!) mi trovo a improvvisare, intolleranze permettendo.

Per la Scimmietta per esempio l'altro giorno ho preparato una buona cenetta in stile arabo :)



L'aspetto forse non invita molto, ma all'assaggio si è rivelato alquanto godurioso!
E ha avuto il pregio non sottovalutabile di essere facile e veloce da realizzare!

Carote saltate al timo fresco

Ingredienti:
2 carote bio
2 cucchiai colmi di mandorle
timo fresco, olio evo e sale q.b.

Niente di più semplice: mentre tostiamo leggermente le mandorle, con il pelapatate ricaviamo dei filetti di carota, e mettiamoli a marinare in qualche cucchiaio di olio e.v.o., del sale e abbondante timo fresco.
Dopo un'oretta almeno saltiamole velocemente in padella a fiamma alta assieme alle mandorle affettate,
poi serviamo. Semplice velocissimo e saporito!



                                     
Spiedini di pollo glassati
ingredienti:
petto di pollo;
miele di castagno;
aceto di mele;
olio e.v.o.;
mezzo cucchiaino scarso di ras el hanout
sale e pepe
peperoncino fresco

Tagliamo a dadini il pollo, mettimolo in una ciotola e versiamoci 5 cucchiai di olio, 2 di miele, uno di aceto, le spezie e il peperoncino. Mescoliamo bene, versiamo il tutto in un sacchetto da freezer e chiudiamolo cercando di togliere tutta l'aria, poi lasciamolo riposare in frigo qualche ora: più riposa meglio prenderà i sapori.
Scaldiamo la piastra, o la griglia per i fortunati, tiriamo fuori il pollo e creiamo degli spiedini.
Per un'idea in più, usate come spiedini dei rametti spessi di rosmarino cui avete fatto la punta e tolto tutti gli aghi tranne ad un'estremità. Mi raccomando però, siano grossi sennò si piegheranno poi e sarà difficile girarli in cottura!
Mettete sulla griglia calda gli spiedini, e cuoceteli girando spesso e bagnando spesso con la marinata.
Non preoccupatevi della crosticina nera che faranno! E' il miele che caramella, mmmhhh...




Zucchine al vapore di lime e roobois

ingredienti:
zucchine scure
1 lime
the rosso (rooibois)

Nella vaporiera, o nella pentola che di solito usate per il vapore (io uso la cuociriso)
versate, oltre all'acqua un cucchiaino di roobois, il succo di mezzo lime e le zeste.
Cuocete verificando ogni tanto la cottura, non devono sfaldarsi ma restare sode,
poi conditele con un filo d'olio ( meglio non aggressivo) e poco sale.
Sembrano leggere e insapori, ma hanno una gran sfumatura di gusti.


Per il pane ho usato un'impasto di pane classico tenuto morbido, solo che invece del lievito ho aggiunto del cremor tartaro e del bicarbonato. Dopo un riposo di un'oretta in frigo ho tirato la pasta allo spessore di un cm, con un coppapasta ho tagliato dei dischi di 10 cm di diametro e li ho spennellati in cima con un composto di olio d'oliva e zatar.
Forno già caldo al massimo, con al suo interno la teglia in modo che sia anche lei bella rovente, ho fatto scivolare sulla teglia con una paletta le focaccine, fino a leggera doratura .
Non lieviteranno molto in realtà, ma resteranno morbide.


Che dire Ragassuoli? Spero che questo periodo di clausura finisca presto, in modo da poter tornare anche a commentare i vostri post invece di leggerli soltanto dal cellulare usando riesco. (tra l'altro, ma quanto è scomodo!!!)

Buon weekend, un abbraccione
Moreno

domenica, settembre 2

The Help, il libro

Vi avevamo già parlato del film qui, ora vorrei parlarvi del libro, che sto leggendo in questo momento.
La storia è la stessa- una ragazza bianca e un paio di cameriere di colore scrivono assieme un libro per denunciare il razzismo nello stato del Mississippi-, ma ovviamente ci sono delle differenze tra il romanzo e la trasposizione cinematografica. La versione su grande schermo evidenziava certo tutta la bruttezza della discriminazione della gente di colore, ma secondo me non è riuscita a rendere come questa discriminazione fosse profondamente radicata nel tessuto sociale e culturale di quel tempo in quel luogo. Sto parlando di azioni e modi di pensare ritenuti "normalissimi" all'epoca e che ora fanno impallidire/rabbrividire (me, almeno).
In particolare vorrei citare un estratto da pagina 111 (edizione italiana edita da Mondadori, traduzione di Adriana Colombo e Paola Frezza Pavese), contenuto in un capitolo la cui voce narrante è quella di Aibileen, donna di servizio:

Mi diverto sempre a vedere come i piccolini credono a tutto quello che gli dici. Tate Forrest, un bambino che guardavo tanto tempo fa, la settimana scorsa mi ha fermato vicino al Jitney e mi ha abbracciato forte, tutto felice di vedermi. Ora è grande. Io avevo premura di tornare da Miss Leefolt, ma lui si è messo a ridere e ricordare. Quando era piccolo (...) gli ho detto di non bere il caffè altrimenti sarebbe diventato nero. Dice che non ha mai bevuto una tazza di caffè in vita sua, e adesso ha ventun anni. Fa sempre piacere vedere i ragazzi che sono venuti su bene.

Questo fa davvero riflettere, no? E devo dire che sono contenta di non vivere in un mondo così (per quanto, diciamocelo, i vestiti in quell'epoca erano davvero i migliori!!). Ce n'è ancora di strada da fare, ma almeno non siamo più a quei livelli, nella maggior parte dei casi.

Giulia


lunedì, agosto 20

Fisime, parte due

Forse vi ricordate il post di Moreno in cui spiattellava tutte le sue piccole fissazioni...beh è venuto il momento di farvi sapere anche le mie! In realtà non sono solo delle fisime e delle fissazioni ma anche delle cose particolari, delle stranezze che appartengono solo a me. 
Devo dire che all'inizio non sapevo cosa scrivere. "Non ho fisime io!", ho risposto a Moreno quando mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere che scrivessi un post simile al suo. Al che lui mi ha guardato di storto come per esclamare, ma dici sul serio o stai facendo dell'ironia?! Dicevo sul serio. Per molto tempo ci ho pensato e sono arrivata alla conclusione che non ho fisime. Poi però, dopo aver passato altro tempo a non pensarci, ho capito che ce le ho, eccome! E' solo che per me non erano fisime ma cose assolutamente normali.
Senza ulteriori indugi, quindi, ecco la mia top ten (che potrebbe anche essere una top twenty, ma voglio risparmiarvelo) di cose strane e fissazioni:

10. Mi dà assolutamente fastidio che i testi che si scrivono al computer non siano giustificati, cioè che non siano "dritti" a destra e a sinistra. A Moreno questo non importa e mi sono trovata spesso e volentieri a rivedere i suoi post selezionando tutto e cliccando il tasto "giustifica" come un'invasata.

9. Correlato al numero dieci, mi dà fastidio quando la gente sbaglia congiuntivi o sbaglia la pronuncia di una parola, sia in Italiano che nelle altre lingue che conosco. Non ci posso fare nulla, sono una incorreggibile perfettina/maestrina, e mi capita spesso di correggere le altre persone nel bel mezzo di un discorso. Solo ora sto cercando di trattenermi, dal momento che la precisazione non è (quasi mai) ben accetta.

8. Quando lavo i piatti non mi piace avere il lavello riempito d'acqua. Ho un metodo preciso per lavare i piatti, ovvero bagno la spugna, ci metto sopra il detersivo, strofino i piatti con la stessa e, quando ho finito di strofinare tutto con la spugnetta, risciacquo tutto in una volta. Per cui, quando qualcun altro mette mano a questo schema ben definito, mi arrabbio da morire. Per esempio, mio padre di solito mette tutto a mollo e poi lava. Quando lo fa e devo lavare io i piatti mi rifiuto perché davvero mi fa senso tutta quell'acqua unta e schifosa.

7. Sempre parlando di piatti, io voglio che siano ben ordinati nello scolapiatti. Prima i piattini da dessert, poi i piatti fondi, infine quelli lisci e quelli da pizza (un po' più grandi del normale). Non riesco proprio a capire chi, come mia madre, li lascia tutti sparpagliati.

6. Quando dormo devo avere sempre qualcosa che mi copre. Per assurdo, anche se fa caldo da strapparsi la pelle di dosso, non riesco a dormire senza una piccola coperta o un lenzuolo.

5. Restando in tema letto, il mio rituale prima di andare a dormire è: accendo la luce "grande" per entrare in camera; accendo la lucetta del comodino; spengo il lampadario; mi corico; spengo la lampada del comodino. 

4. Non riesco a dormire con braccia o gambe che pendono dal letto. Forse è una fissazione che mi è restata da quando ero piccola e avevo paura che sotto il mio letto ci fosse un mostro (come quello di Nightmare Before Christmas).

3. Quando sono a casa mia vado in bagno con la porta spalancata e mi cambio con la porta aperta tranquillamente.

2. Posso passare dei mesi con vestiti accatastati sulla sedia come se vivessi in un campo nomadi, ma ogni tanto mi prende il tic e metto tutto a posto, faccio l'aspirapolvere e guai a lasciare qualcosa in disordine.

1. Non presto praticamente nulla al di fuori della mia famiglia (che include naturalmente anche Moreno), dato che sono molto gelosa dei miei possedimenti. E quando occasionalmente presto qualcosa tutto deve ritornare a me nello stato in cui era prima. Niente orecchie ai libri o minime pieghe, niente copertine maltrattate dei fumetti, assolutamente niente righe sui CD/DVD, altrimenti divento una bestia.

lunedì, agosto 13

The Artist


The Artist è un film che mi ha affascinato da subito: in bianco e nero, quasi totalmente muto, ambientato nei ruggenti anni '20, è naturale che mi attraesse come una calamita. Tuttavia non siamo riusciti a vederlo al cinema per una cosa o per l'altra (troppo impegnati, troppo stanchi, troppi film belli in uscita) e avevo pensato di averlo perso per sempre (o almeno, fino a quando Sky si sarebbe deciso a mandarlo in onda); il Premio Sergio Amidei, che si svolge a Gorizia ogni anno ed è un festival del cinema internazionale, ci è giunto in aiuto proiettando il film gratuitamente nella stupenda cornice del giardino di Villa Coronini. Ovvio che non potevamo farci scappare anche questa occasione!

La "sala" era affollata, l'età media era forse 40 anni, la temperatura era perfetta e il tramonto ha decretato l'inizio del film. E tutti siamo rimasti a bocca aperta.
Il film ha ripreso perfettamente l'atmosfera dell'epoca, quel gioioso mutismo che si può ancora oggi assaporare guardando un vecchio film, dandole nuova vita e nuova energia. Tutto il film è stato accompagnato da musiche originali di film dell'epoca, per supplire ai mancanti dialoghi, e le uniche scene in cui la colonna sonora non era presente erano o momenti di grande tensione o le uniche due scene in cui si potevano effettivamente sentire i rumori e le voci dei personaggi, come siamo stati abituati a fare. 
L'effetto di queste due scene, almeno su di me, è stato sconvolgente. Come uno spettatore dell'epoca, attonito di fronte ai primi "talkies", film parlati, sono rimasta incredula nel sentire gli attori prendere vita nelle loro parole e nei loro rumori naturali. E penso che questo sia stato il vero punto di forza del film, se si esclude naturalmente una trama molto ben strutturata, degli attori fantastici e un'intatta sebbene rarefatta atmosfera declinata in tutti i toni del grigio: il fatto di potersi identificare nel pubblico dell'epoca e capire la portata di una tale rivoluzione.
Ovviamente non possiamo che raccomandarvi caldamente il film: guardatelo, apprezzatelo, e rendetevi conto che è pura arte. Punto.

sabato, agosto 4

La cena del 22-vegan!

Come forse sapete noi ci teniamo alle date. Festeggiamo sempre anniversari e altre date importanti (come, per esempio, quella del nostro primo bacio) e spesso, quando riusciamo, cerchiamo di festeggiare anche i mesiversari! Ogni 22 del mese, quindi, si fa un pochino di festa: una serata assieme, un bacio, ma anche un regalino o una cenetta, in ogni caso facciamo quanto possibile per auto-celebrarci :)
Il 22 di luglio Moreno mi ha stupito con una cenetta deliziosa...tutta vegana!
Forse vi ricordate infatti delle intolleranze di Moreno...beh, da quel momento cucinare non è stato più lo stesso, ovviamente, e abbiamo dovuto ripiegare su cucine "alternative" come, appunto, quella vegana.
I vegani, per chi non lo sapesse, sono degli "estremisti" vegetariani: non mangiano nulla derivato dagli animali, e ciò include ovviamente (a parte la carne) le uova e i latticini. Perfetto per Moreno che, sebbene possa mangiare uova o carne, non può toccare il latte e i suoi derivati!
(P.s: L'idea di fondo è stata: se imparo a cucinare togliendo così tanti ingredienti, poi non sentirò nemmeno la mancanza dei pochi che non posso usare!! N.d.M)
D'obbligo è stato l'acquisto di un libricino che finora non ha mai deluso: Simone Salvini, Cucina vegana, edizioni Mondadori. I piatti che vedrete in questo post (e probabilmente anche in molti prossimi) sono proprio tratti da lì.
Voi che ne pensate della cucina vegana e della scelta di vita che essa comporta? Io sono stata vegetariana per diversi anni, ma non sono mai giunta a una scelta così estrema (togliere uova e formaggio per me è estremo, esatto). Nonostante ciò adoro la cucina vegetariana e vegana e ogni tanto mi piace "tornare alle origini", anche se negli anni ho cambiato "idea" e sono diventata onnivora. Moreno, invece, non ha mai rinunciato alla carne...lui è un onnivoro convinto da sempre ;)

Come primo, verdure risottate mantecate con crema di sesamo e yogurt di soia al naturale (lo yogurt di soia solo per la sottoscritta, purtroppo, dato che Moreno è intollerante anche a questo legume). Un primo delizioso, dove il gusto di ogni verdura era esaltato dalla crema di sesamo. Ottimo!
Il secondo: il cuore croccante dell'avocado. Se devo dire la verità, la pietanza che mi è piaciuta di più in tutta la serata è questa. Non solo adoro il sapore e la consistenza dell'avocado, così pastoso e morbido, ma il "cuore", ovvero l'altra metà dell'avocado mescolata a olive, pomodorini secchi, sedano, carota e ricoperto di mandorle tostate, era davvero gustoso. Avrei voluto il bis!
Per finire in bellezza, quindi, il dolce, finta banana di cocco con salsa di vera banana allo zafferano. Quando Moreno mi ha posto il piatto davanti al naso non capivo. Come, tutto qui? Una banana con un po' di salsina gialla? Devo dire che ho avuto una bella sorpresa quando ho tagliato la banana e scoperto che in realtà si trattava di budino al latte di cocco! :) Ingannando i sensi questo dolce ha chiuso la cena in modo perfetto.

Prima di lasciarvi volevo anche inserire qui altre foto della giornata, e in particolare di una camminata che abbiamo fatto con Giulio, il cagnone di Moreno, nella campagna che circonda il nostro paesetto. Il sole bruciava e il caldo si faceva sentire ma è stata una camminata deliziosa e ci siamo divertiti un mondo a vedere Giulio che si tuffava nei campi coltivati (ahi ahi se ci scoprivano i contadini...!!).
A presto!
Giulia

martedì, luglio 24

"Ultima cena" è troppo estremo come titolo?

...beh, forse dopotutto non lo è, considerando che questa è stata l'ultima cena che Moreno ha preparato e che abbiamo assieme gustato che contenesse prodotti a cui Moreno ha scoperto recentemente di essere intollerante.
La cena in questione ci ha lasciati molto sazi e altrettanto soddisfatti, mentre i nostri stomaci dichiaravano la resa incondizionata di fronte a tale quantità e bontà :)
Abbiamo iniziato con un antipasto composto da una burrata ripiena di tonno, olive nere e melanzane su un letto di pomodoro tritato e insalatina verde. Appena l'ho assaggiato solo un pensiero mi è venuto in mente: questo piatto sa di estate. Nulla potrebbe descriverlo meglio che queste tre parole.
  
Il primo è stato, a mio parere, il piatto più riuscito e gustoso della serata: si trattava di una zuppa di basilico con formaggio morbido di capra e bruschette con del pomodoro a dadini per completare il tutto. La zuppa, una delizia freschissima e profumata, stava da dio con le bruschette e ogni volta che si intingeva anche solo un angolo di pane era da leccarsi i baffi. Il formaggio di capra completava il piatto con il suo sapore deciso.

Il contorno/secondo è stata un'insalata con trota salmonata e patate che Moreno ha ripreso da Donna Hay. Devo dire che l'avevamo già provata non molto tempo fa, ma senza l'insalatina, e ho apprezzato entrambe le versioni. Immaginate il gusto pieno della trota salmonata con le patate al forno, un'insalatina leggera e un condimento a base di panna acida che lega il tutto ed esalta ogni sapore...mmmh. Ci credete che ho già l'acquolina in bocca solo a parlarne?
  
Ultimo ma non ultimo, il dessert: un gelato di mela verde e cardamomo ornato da cubetti scintillanti di gelatina di limoncello, una creazione dello Scimmione himself! Temevo di non riuscire a mandare giù anche il dolce dopo un pasto ricco e gustoso come questo, ma ho fatto un piccolo sforzo e oh se ne valeva la pena! Il gelato era davvero leggero e perfetto per concludere in bellezza la nostra cena, soprattutto grazie al gusto aromatico e profumatissimo del cardamomo che si armonizzava perfettamente con la mela verde, esaltandone le qualità. L'aggiunta dei cubetti di gelatina di limoncello, fatti con l'agar agar, aggiungeva quel non so che in più (dato sicuramente dall'alcool ma anche dal gusto del limoncello) che rendeva speciale un gelato già di per sé ottimo.

A presto ragazzi! Abbiamo già le foto della prima cena "importante" senza latte e altro che potesse far male a Moreno quindi restate sintonizzati ;)
Giulia

lunedì, luglio 9

La tolleranza è un amore malato d'alterigia. (Kahalil Gibran)


E si che mi sono sempre considerato un tipo tollerante. Beh, fatto strano è venuto fuori che non è poi proprio così. Sono andato giustappunto oggi a ritirare le risposte sulle intolleranze alimentari, e la notiziola è arrivata come un doccia fredda (che in luglio non sarebbe poi nemmeno così male): togliere latte, yogurt, formaggi, burro, lievitati, uva, cacao e cioccolata, formaldeide (neanche fossi un tarlo), tabacco ( non fumo, è il fumo passivo che mi ammazza), noci, arachidi, soia, fragole, funghi e polvere di casa, che lavorando in cantieri...
All'inizio, devo essere sincero, l'ho presa abbastanza bene, diciamo che ho mantenuto compostezza e italica dignità nella privazione esprimendomi con un "Beh, dai, poteva andare peggio!"
Poi, nel pomeriggio dopo la dentista mi sono detto -dai, passiamo a prender qualcosa per la colazione di domani-, non potendo più mangiare merendine... e li', nella fredda corsia di un supermercato la rivelazione: io vivevo di quelle cose!! Toglietemi tutto, ma non il mio burro! A me, che quando faccio i dolci un cubetto di burro finisce sempre in bocca mia, così, au nature...
E li sono cascati tutti i progetti che mi ero fatto. Non posso mangiare lievitati? Poco male, c'è la frolla, la sfoglia, i bigné...peccato che in tutti serva burro! O almeno, per la frolla combino anche senza, ma gli altri impasti?
Quanti esperimenti alla Frankenstein dovrò tentare prima di poter urlare: SI PUO' FAREE!!!


Ora, chiedo aiuto a voi amici del salotto: non è che per caso avreste qualche consiglio?
Magari conoscete qualche buon libro di ricette per intolleranti, di idee o spunti?
E soprattutto, cosa della vostra usuale alimentazione non vorreste mai che vi togliessero?

Ciao Ragassuoli, alla prossima!!

Moreno

mercoledì, giugno 27

Delle fisime.

fisima
[fì-ʃi-ma]

s.f.

Idea illogica, stravagante: gli è venuta la f. di diventare attore; ha la testa piena di fisime
‖ SIN. capriccio, fissazione



Il mondo, da quel che si dice, è un posto bello poichè variegato. Ogni singola persona, per quanto possa essere simile ad un'altra, si distingue sempre da piccole cose, che poi tanto piccola, qualcosa che decreta un'unicità, non può esserlo.  E le differenze migliori, le sfumature più belle che consentono di colorare il mondo usando le persone come colori su una tavolozza, non sono date dal colore di pelle occhi ecc, ma dalle differenze interiori.
I corpi possono pure assomigliarsi, ma le menti, oh, quelle si che sono galassie a se stanti, piccoli sistemi in cui ognuno ha le proprie costellazioni, i propri satelliti e i propri soli.
E, certamente, le proprie manie. 
Chiamatela mania, sghiribizzo, stranezza, fissazione, stravaganza, è sempre la stessa cosa: è quel chiodo fisso che ci condiziona, che a volte facciamo finta di non riconoscere come tale ma dentro di noi lo sappiamo, eccome se lo sappiamo, è una fisima bella e buona.
Certo, in questo momento storico in cui l'omologazione è d'obbligo, tanto che persino i caratteri distintivi di chi desidera essere ribelle sono bell'e catalogati, le fisime possono essere viste come un peso; fastidiose per il proprietario, che cerca di nasconderle agli altri e a se stesso per non ammettere di sentirsi una pecora un po' meno bianca delle altre.
Sinceramente io sono esattamente per l'opposto: fisserei subito una data per la Fisima Pride.
Chi è così fortunato da avere queste piccole preziose unicità dovrebbe andarne fiero, gongolarsi e gonfiare il petto quando cammina per strada o siede all'ufficio.
Ma si sa, è facile magnificare, pontificare, ciarlare e tessere le lodi di qualcosa senza tuttavia mettersi in gioco...
Quindi oggi voglio prendere una posizione, voglio fare Outing e dire: Si! Ho anch'io le mie Fisime!


E per dimostrare che faccio sul serio, che non sono fonts al vento, eccovene alcune!

- Una delle più curiose, per esempio, è la mia mania di girare il cuscino prima di andare a dormire.

Sposto immancabilmente il lato che era a contatto con il materasso verso l'alto, in una sola, unica rotazione. Se per caso poi non ricordo se l'ho già girato vado nel panico per un'attimo, perchè girarlo una seconda volta significherebbe dormire senza praticamente averlo girato, quindi sono capacissimo di accendere la luce e rimuginare calcolando quante volte l'ho girato...


- Un'altra, che mi provoca un fastidio interiore tremendo, è il verso in cui è messo il rotolo della carta igienica. Per una questione estetico-pratica, deve essere sempre messo sul porta rotolo in modo che si svolga con gli strappi che escano dall'alto e non da sotto, e non riesco a lasciarlo al contrario nemmeno a casa d'altri!


- Questa è colpa di mia madre si potrebbe dire, e prima ancora della tradizione scaramantica della nostra zona. Guai a mettere le posate incrociate!! A furia di sentirmi dire che porta male, sembro un funambolico cameriere francese a volte, quando fulmineo mi sporgo oltre le tavolate a sistemare le posate della Scimmia, la quale se ne straciccia tranquillamente della loro disposizione.

-Credo fermamente che non dovrebbe essere consentito a nessuna forma di vita di zuccherare il tè...se ne perde tutto il sapore e il profumo!! Ma siamo matti?? 

  
E voi? Quali sono le vostre piccole manie? E i vostri familiari vi sopportano come fa la Scimmietta con me? Raccontate gente, sono curioso!!





martedì, maggio 29

Tremori

Personalmente ho avuto poche esperienze di terremoti, nonostante la nostra zona sia considerata altamente sismica e nonostante il terribile terremoto del 1976, che ha messo in ginocchio il nostro Friuli (Carnia in particolare). Lo conosco tramite i racconti dei miei genitori e dei miei parenti, oltre che per un episodio che risale alla mia infanzia: ricordo chiaramente che ero alle elementari e mentre eravamo in classe abbiamo sentito l'armadio in ferro tremare. Nulla di preoccupante, eh! Aanzi, la maestra non voleva credere che fosse una scossa di terremoto. 
Stamattina però, verso le nove e un minuto, come ho appreso in seguito dai telegiornali, ero a letto (sì, sì, ancora a letto, e allora?!) e ho sentito alcuni tremori, come se mio fratello o chi per lui si fosse intrufolato sotto al mio letto e avesse iniziato a scuotere il mio letto, quasi delicatamente, per farmi uno scherzo. Devo dire che questo pensiero è stato il mio primo, infatti quando ho appoggiato i piedi a terra e non ho sentito nulla ho avuto pure la tentazione di guardare sotto il letto...ma in realtà la strizza ha prevalso. Ero ancora nel dormiveglia quando ho sentito il mio letto dondolare e subito sono stata sicura di una cosa: questo è il terremoto. Con questa consapevolezza, dettata più dall'istinto che dall'esperienza, è arrivata subito un'ondata di paura. Posso solo immaginare cosa ha provato chi davvero si è trovato all'epicentro della scossa. A loro, abitanti di Medolla, vanno i miei pensieri.

Giulia

venerdì, maggio 18

C25k: l'inizio

Ciao Ragazzi!
Oggi il titolo sarà magari sconosciuto ai più, quindi parto subito a spiegarlo.
C25k, tradotto sarebbe Couch to 5 kilometers: cioè un programma di nove settimane di corsa per passare dal divano (couch) al risultato tutt'altro che irrisorio ai miei occhi di riuscire a correre per 5 km di filato (circa 30 minuti senza fermarsi).
Ultimamente mi sentivo proprio fuori forma, e soprattutto per quanto con il mio lavoro sia abituato agli sforzi, beh, quando si parla di resistenza, di fiato ecc...sono proprio messo maluccio.
Da quando ho lasciato il Kung fu ho sempre trovato scuse per non riprendere a far moto:
la stanchezza finito lavoro, i lavori da fare a casa nostra, il brutto tempo, la giornata in cui non si sta molto bene, quella in cui non si ha il tempo...
Ora però, con un grosso progetto che si profila all'orizzonte per settembre (e del quale per scaramanzia non vi dico ancora nulla), ho deciso che basta scuse. Voglio tornare in forma, e non voglio più lasciare che la pigrizia, il poco tempo libero o altro mi rubino il piacere di fare fatica di quella buona, quella che ci lascia sfogare e che fa bene al fisico.
Quindi ho deciso di buttarmi in questo allenamento tre giorni a settimana.
La Scimmietta appena l'ha saputo si è voluta aggregare, e non posso che essere entusiasta del poter fare qualcosa di così bello e salutare assieme a lei, di avere una cosa in più che ci lega. E poi del moto fa bene a tutti e due!
Il programma per chi fosse interessato lo trovate QUI.
Ora vi lascio con le nostre impressioni a freddo sul primo giorno:

Moreno
Primo giorno odioso, visto che il meteo ha fatto di tutto per farmi desistere prima ancora di cominciare questa nuova 'avventura'. Dopo giornate stupende e decisamente estive, il giorno prescelto la temperatura è scesa terribilmente, sui monti attorno a noi è ritornata la neve, e ha piovuto tutta la notte e gran parte del giorno. Premesso questo, è stato bello fregarsene e partire, iniziare a camminare e correre. Direi che è stato quasi come ritrovare un vecchio amico con il quale non si passava una serata da anni: riappropriarsi della corsa, ritornare a sentire i muscoli induriti che scattano e che cigolando un po' magari iniziano a sciogliersi nuovamente, il fiatone che si stabilizza..
E poi il correre in sé, quasi come se il corpo ritrovasse l'energia che credevi persa o rubata, e sentire come sensazione fisica il distacco momentaneo dalle preoccupazioni, dagli impegni, dallo stress, come se loro non riuscissero a correre veloci.
Certo, i muscoli si fanno sentire, la milza continuo a chiedermi perchè diavolo me l'hanno montata se il suo unico scopo sembra quello di far male quando corro, e da bravo furbo cercando di correre facendo entrare meno acqua possibile nelle scarpe devo aver sforzato l'anca..però..però..
Però semplicemente non mi importa, perchè invece di pensare a cosa mi farà male il prossimo allenamento penso a che tragitto faremo, dove faremo volare assieme i nostri piedi e i nostri pensieri.


Giulia
Devo dire che era da un bel po' che non mi allenavo. Certo, sporadicamente andavo in palestra oppure usavo la cyclette qui a casa...ma tra lo studio e il tirocinio non riuscivo a dedicare abbastanza tempo all'attività fisica. Quando Moreno mi ha parlato di questo programma sono stata felice di aggiungermi non solo perché così mi sarei "data un po' una mossa" ma anche perché, diciamocelo, mi mancava fare dello sport con il mio Amore. Quando andavamo a kung-fu era bello perché era un'occasione in più per stare assieme, ma soprattutto perché assieme ci sforzavamo e oltrepassavamo i nostri limiti, facendoci coraggio a vicenda.
Il primo giorno del programma non è stato tremendo per me, devo dire la verità. Certo, ho fatto fatica, e mi sono dovuta sforzare parecchio per non fermarmi (l'acqua gelata che entrava nelle scarpe e mi inzuppava i calzini e i pantaloni in effetti non ha aiutato), ma ce l'ho fatta, e mi sono sentita davvero soddisfatta di me stessa e orgogliosa di Moreno e di me stessa alla fine. La parte terribile per me, in effetti, è stata quando mi sono dovuta fermare :) oggi i miei muscoli mi fanno male solo a camminare e mi vien male ad affrontare un'altra seduta di corsa! Ma ho deciso (abbiamo deciso) che ora non ci sono più scuse. Mi fa male la testa, mi fanno male le gambe, ho sonno, devo fare altro...al diavolo. Se vuoi veramente fare una cosa la fai e basta, e se cerchi scuse vuol dire che non la vuoi fare, giusto? E io voglio completare questo programma. Per me stessa ma anche per noi, perché è bello e stimolante fare qualcos'altro assieme che non siano le solite cose di ogni giorno. E perché alla fine potremmo pensare ai primi giorni e dire, cavolo, ne abbiamo fatta di strada. E l'abbiamo percorsa un passo alla volta, mano nella mano.
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