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sabato, luglio 13

Ommioddio un nuovo food post!

Forse non molti se lo ricorderanno ma una volta questo blog straripava di ricette e foto di deliziosi manicaretti. Poi...boh, life happens immagino. Moreno ha sempre meno tempo di cucinare piatti elaborati, quindi oggi vi beccate un piatto fatto da me. Non aspettatevi grandi cose, io sono una che non va per il sottile quando si parla di cibo: basta che sia godurioso, non importa se è un panino o un super piatto da ristorante. Oggi vi propongo la ricetta di un piatto che ho "cucinato" per me e mio fratello (Moreno non può, c'è sia la mozzarella sia il pane...sigh) e devo dire, senza vantarmi, che ne avrei mangiato un altro: panino al salmone con cipolle cotte all'aceto balsamico e salsa alla senape di Vigione, insalatina appena colta e zuppa di cipolla! Here we go!
N.B.: le porzioni sono intese per due.


Per il panino vi serviranno:
filone. 1
salmone affumicato, 100 grammi
mozzarella, 1
insalatina a scelta
miele d'acacia q.b.

Per la salsina:
senape di Vigione (va bene anche quella normale Orco), 3 cucchiaini
olio evo, 3 cucchiai
succo di limone, 3 cucchiai
aceto balsamico, 1 cucchiaio
formaggio spalmabile, due cucchiai
sale q.b.
pepe bianco q.b.

Per le cipolle all'aceto balsamico:
cipolle bianche, 2
cucchiai di aceto balsamico, 2
acqua q.b.
sale grosso q.b.
pepe q.b.
olio evo q.b.

Per la zuppa:
cipolle, 2
patata piccola, 1
acqua q.b. 
prezzemolo q.b.
olio evo q.b.

Per il contorno:
insalatina a scelta, una manciata a testa
un pomodoro

PROCEDIMENTO:
Tagliate il pane a meta "per lungo" e scaldatelo in una padella per un paio di minuti per parte, giusto per renderlo un pochino croccante.
Preparate ora la zuppa, che servirete fredda: sbucciate cipolle e patata e tagliate tutto in quattro grossi pezzi, che metterete in una piccola pentola con circa due bicchieri d'acqua, poco sale grosso, un goccetto d'olio e il pepe. La zuppa dovrà venire fissa fissa, quindi se vi accorgete che c'è troppa acqua potrete toglierla durante la cottura. Fate cuocere fino a quando sia la cipolla che la patata saranno entrambe molto morbide, poi frullate il tutto e fate raffreddare bene.
Tagliate le due cipolle a pezzetti, anche grossi, per cuocerle nell'aceto balsamico; lasciatele stufare a fuoco basso in una padella con coperchio con sale, pepe bianco e acqua quanto basta per coprirle. Quando vedrete che si sono ammorbidite aggiungete i due cucchiai di aceto balsamico e lasciatele andare così, con il coperchio chiuso, per un paio di minuti.
Nel frattempo preparate la salsina: mescolate senape, olio evo, aceto, limone, pepe e sale molto bene fino a che non li avrete completamente amalgamati; solo a questo punto potrete aggiungere pian piano il formaggio, mescolando bene.
Tempo di assemblare il panino!
Spalmate di salsina sia il "coperchio" del panino sia il "fondo". Siate generosi! Poi con un cucchiaio distribuite le cipolle all'aceto balsamico sul fondo del panino; sopra adagerete la mozzarella e sopra di essa il salmone; finite con l'insalatina e con un filo di miele. Tagliate il panino a metà per ricavarne due (sì lo so che lo volevate tutto per voi ma le dosi sono per due persone!) e posatelo in un piatto con un po' d'insalatina, il pomoro e la zuppa in una mason jar con il prezzemolo tagliuzzato sopra, che fa molto figo rustic-chic. 
Et voilà! Il piatto è pronto.


Devo dire che l'agro delle cipolle all'aceto balsamico si sposa e mescola alla perfezione con il miele d'acacia. Se avete paura che il panino diventi troppo dolce non vi preoccupate, non è così. Il miele aggiunge quel tocco in più che rende questo "piatto" una leccornia da veri gourmet! Goduriosissimo, soprattutto se alternerete un morso di panino con un sorso di zuppa. 
Fatemi sapere se lo provate!

Giulia

domenica, gennaio 27

Capodanno 2012/2013

Eccoci come al solito invischiati nel tradizionale post di capodanno, il quale scopo è farvi venire l'acquolina in bocca postando le immagini di ciò che abbiamo mangiato (il tutto elaborato da quel santo di Mor).
Quest'anno temo dovrete accontentarvi delle foto, perché tra la casa (come potete vedere qui) e il lavoro, finisce che Mor non ha più tempo libero per inviare nella blogosfera le sue ricette...ma almeno è qualcosa, no?!
Quindi bando alle ciance, che avete già aspettato parecchio con trepidazione (ci scommetto che eravate qui ogni giorno a controllare se era uscito questo post, eh?) :D

capodanno2012 (70)
Foto di coppia di rito.
capodanno2012 (43)
Aperitivo con fettine di mandarino.
capodanno2012 (54)
Stiamo festeggiando l'anno nuovo, mica stiamo a pettinar le bambole!
capodanno2012 (38)
L'elegante menù.
capodanno2012 (32)
Ancora aperitivo.
capodanno2012 (34)
Discorso del presidente, ormai guardarlo (o meglio, sentirlo di sottofondo) è una tradizione da noi.
capodanno2012 (11)
La tavola imbandita.
capodanno2012 (12)
capodanno2012 (13)
Centrotavola luminoso.
capodanno2012 (52)
capodanno2012 (47)
Cibo finalmente! Come antipasto Millefoglie di cotechino Modenese d.o.p. e crema pasticciera salata alle lenticchie.
capodanno2012 (41)
Il vino che ci ha accompagnato tutta la serata, ottimo!
capodanno2012 (44)
La descrizione del vino: giuso che sapeva davvero di banana e pera!!
capodanno2012 (50)
capodanno2012 (57)
Primo piatto: Minestra di ceci e polpo al rosmarino.
capodanno2012 (67)
Intermezzo canino.
capodanno2012 (63)
Per preparare la bocca tra il primo e il secondo, un ottimo Sorbetto al ribes. Cremosissimo!
capodanno2012 (72)
Secondo piatto: Maiale laccato arrosto alla cinese.
capodanno2012 (78)
Ed eccolo in tutto il suo succoso splendore!
capodanno2012 (83)
Per finire in bellezza il dolce, Tortino caldo di pere Williams e cioccolato fondente. Mmmmh!
capodanno2012

giovedì, agosto 23

Finta Torta Paradiso

Ciao a tutti!
Finalmente con i muratori per casa si inizia ad intravedere una fine dei lavori, ma appunto con i muratori per casa tutto è diventato più frenetico, essendo io a seguire tutto devo correre su e giù, portar loro il materiale che serve, andare a prendere decisioni su come risolvere gli inevitabili problemi che si divertono a spuntare come funghi ecc.
Questo però non riesce a togliermi la voglia di sperimentare e trovare nuovi modi di fare ciò che mi piaceva ed ora non posso più.
Un momento che ha risentito della mia nuova dieta è stata la colazione. Certo, biscotti senza lievito e senza burro si trovano, ma spesso sono duri come sassi e dal sapore non proprio eccelso. Quindi volevo una torta bella spugnosa e ricca per accompagnare il mio tè mattutino...E quale torta migliore della Torta Paradiso?
Certo, è anche una tra le torte per cui il burro è l'ingrediente principale e fondamentale ma...mica ci lasceremo condizionare da questo vero? ^^
Quindi ecco come ho fatto la mia


Finta Torta Paradiso

ingredienti

150 g olio di semi di girasole spremitura a freddo
150 g latte di riso
200 + 50 g di zucchero semolato
6 uova medie
120 g fecola
130 g farina 00
vaniglia (qualche goccia di estratto, se di qualità, sennò una bacca)
zucchero a velo per guarnire
marmellata



Preriscaldare il forno a 170°.
Montare i tuorli d'uovo con lo zucchero (i 200 g) fino ad ottenere un composto spumoso, poi sempre mescolando aggiungere poco alla volta l'olio e il latte di riso emulsionati assieme, versandone ancora solo quando il precedente è stato tutto incorporato.
Setacciare assieme la fecola e la farina, e unirli al composto.
Unire agli albumi i 50 g rimanenti di zucchero, far schiumare tenendo su fiamma bassissima fino al raggiungimento di circa 40° poi togliere dal fuoco e montare a neve ferma, quindi unire i due composti con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto.
Versare in una tortiera da 26-28 cm precedentemente oliata e infarinata, e infornare cuocendo per 40' circa, controllare con lo stecchino.
Lasciar raffreddare, tagliare il dolce a metà ricavandone due dischi e farcire.
Io ho utilizzato marmellata, avendo fatto proprio il giorno prima una squisita marmellata di prugne, gustosa e leggermente asprigna, ma ci starebbe bene anche una crema pasticciera fatta con latte di riso e lime.. vedete voi!



Ciao Ragazzuoli!


ecco qui la torta intera...o quasi: non ho fatto in tempo a prendere la macchina fotografica che era già sparita per un quarto!


Ed ecco la mia fettina in tutta la sua spugnosa dolcezza. Morbida e leggera, solo a riguardarla in foto mi manca!

sabato, agosto 4

La cena del 22-vegan!

Come forse sapete noi ci teniamo alle date. Festeggiamo sempre anniversari e altre date importanti (come, per esempio, quella del nostro primo bacio) e spesso, quando riusciamo, cerchiamo di festeggiare anche i mesiversari! Ogni 22 del mese, quindi, si fa un pochino di festa: una serata assieme, un bacio, ma anche un regalino o una cenetta, in ogni caso facciamo quanto possibile per auto-celebrarci :)
Il 22 di luglio Moreno mi ha stupito con una cenetta deliziosa...tutta vegana!
Forse vi ricordate infatti delle intolleranze di Moreno...beh, da quel momento cucinare non è stato più lo stesso, ovviamente, e abbiamo dovuto ripiegare su cucine "alternative" come, appunto, quella vegana.
I vegani, per chi non lo sapesse, sono degli "estremisti" vegetariani: non mangiano nulla derivato dagli animali, e ciò include ovviamente (a parte la carne) le uova e i latticini. Perfetto per Moreno che, sebbene possa mangiare uova o carne, non può toccare il latte e i suoi derivati!
(P.s: L'idea di fondo è stata: se imparo a cucinare togliendo così tanti ingredienti, poi non sentirò nemmeno la mancanza dei pochi che non posso usare!! N.d.M)
D'obbligo è stato l'acquisto di un libricino che finora non ha mai deluso: Simone Salvini, Cucina vegana, edizioni Mondadori. I piatti che vedrete in questo post (e probabilmente anche in molti prossimi) sono proprio tratti da lì.
Voi che ne pensate della cucina vegana e della scelta di vita che essa comporta? Io sono stata vegetariana per diversi anni, ma non sono mai giunta a una scelta così estrema (togliere uova e formaggio per me è estremo, esatto). Nonostante ciò adoro la cucina vegetariana e vegana e ogni tanto mi piace "tornare alle origini", anche se negli anni ho cambiato "idea" e sono diventata onnivora. Moreno, invece, non ha mai rinunciato alla carne...lui è un onnivoro convinto da sempre ;)

Come primo, verdure risottate mantecate con crema di sesamo e yogurt di soia al naturale (lo yogurt di soia solo per la sottoscritta, purtroppo, dato che Moreno è intollerante anche a questo legume). Un primo delizioso, dove il gusto di ogni verdura era esaltato dalla crema di sesamo. Ottimo!
Il secondo: il cuore croccante dell'avocado. Se devo dire la verità, la pietanza che mi è piaciuta di più in tutta la serata è questa. Non solo adoro il sapore e la consistenza dell'avocado, così pastoso e morbido, ma il "cuore", ovvero l'altra metà dell'avocado mescolata a olive, pomodorini secchi, sedano, carota e ricoperto di mandorle tostate, era davvero gustoso. Avrei voluto il bis!
Per finire in bellezza, quindi, il dolce, finta banana di cocco con salsa di vera banana allo zafferano. Quando Moreno mi ha posto il piatto davanti al naso non capivo. Come, tutto qui? Una banana con un po' di salsina gialla? Devo dire che ho avuto una bella sorpresa quando ho tagliato la banana e scoperto che in realtà si trattava di budino al latte di cocco! :) Ingannando i sensi questo dolce ha chiuso la cena in modo perfetto.

Prima di lasciarvi volevo anche inserire qui altre foto della giornata, e in particolare di una camminata che abbiamo fatto con Giulio, il cagnone di Moreno, nella campagna che circonda il nostro paesetto. Il sole bruciava e il caldo si faceva sentire ma è stata una camminata deliziosa e ci siamo divertiti un mondo a vedere Giulio che si tuffava nei campi coltivati (ahi ahi se ci scoprivano i contadini...!!).
A presto!
Giulia

martedì, luglio 24

"Ultima cena" è troppo estremo come titolo?

...beh, forse dopotutto non lo è, considerando che questa è stata l'ultima cena che Moreno ha preparato e che abbiamo assieme gustato che contenesse prodotti a cui Moreno ha scoperto recentemente di essere intollerante.
La cena in questione ci ha lasciati molto sazi e altrettanto soddisfatti, mentre i nostri stomaci dichiaravano la resa incondizionata di fronte a tale quantità e bontà :)
Abbiamo iniziato con un antipasto composto da una burrata ripiena di tonno, olive nere e melanzane su un letto di pomodoro tritato e insalatina verde. Appena l'ho assaggiato solo un pensiero mi è venuto in mente: questo piatto sa di estate. Nulla potrebbe descriverlo meglio che queste tre parole.
  
Il primo è stato, a mio parere, il piatto più riuscito e gustoso della serata: si trattava di una zuppa di basilico con formaggio morbido di capra e bruschette con del pomodoro a dadini per completare il tutto. La zuppa, una delizia freschissima e profumata, stava da dio con le bruschette e ogni volta che si intingeva anche solo un angolo di pane era da leccarsi i baffi. Il formaggio di capra completava il piatto con il suo sapore deciso.

Il contorno/secondo è stata un'insalata con trota salmonata e patate che Moreno ha ripreso da Donna Hay. Devo dire che l'avevamo già provata non molto tempo fa, ma senza l'insalatina, e ho apprezzato entrambe le versioni. Immaginate il gusto pieno della trota salmonata con le patate al forno, un'insalatina leggera e un condimento a base di panna acida che lega il tutto ed esalta ogni sapore...mmmh. Ci credete che ho già l'acquolina in bocca solo a parlarne?
  
Ultimo ma non ultimo, il dessert: un gelato di mela verde e cardamomo ornato da cubetti scintillanti di gelatina di limoncello, una creazione dello Scimmione himself! Temevo di non riuscire a mandare giù anche il dolce dopo un pasto ricco e gustoso come questo, ma ho fatto un piccolo sforzo e oh se ne valeva la pena! Il gelato era davvero leggero e perfetto per concludere in bellezza la nostra cena, soprattutto grazie al gusto aromatico e profumatissimo del cardamomo che si armonizzava perfettamente con la mela verde, esaltandone le qualità. L'aggiunta dei cubetti di gelatina di limoncello, fatti con l'agar agar, aggiungeva quel non so che in più (dato sicuramente dall'alcool ma anche dal gusto del limoncello) che rendeva speciale un gelato già di per sé ottimo.

A presto ragazzi! Abbiamo già le foto della prima cena "importante" senza latte e altro che potesse far male a Moreno quindi restate sintonizzati ;)
Giulia

domenica, giugno 10

Frollini senza uova al miele

Ciao a tutti! Oggi ricettina dell'ultimo minuto...Come sempre le Scimmietta studia, e io avevo voglia di esperimenti culinari.
Volevo fare una pasta frolla, ma non avevo le uova e non volevo usare l'olio, quindi ho provato a metter insieme un pò di ingredienti per fare una frolla con quello che avevo in casa. Il risultato è stato molto meglio di quanto mi aspettassi!

Frollini al miele senza uova


ingredienti:

275g di farina 00 ( so che è un peso strano, ma era tutta la farina che avevo! ^^)
125 g di burro;
70 g zucchero di canna;
45 g miele di acacia;
una bacca di vaniglia;
un cucchiaio di panna fresca;


Per prima cosa fare una fontana con farina, semi di vaniglia e zucchero di canna, poi aggiungere al centro il burro tagliato a cubetti e impastare con cura con le mani facendo attenzione a sabbiare bene il tutto.  Aggiungere il miele, impastare ancora e per ultimo un cucchiaio di panna fresca, che aiuterà la formazione di un panetto. Noterete che rispetto all'uso dello zucchero semolato, con quello di canna l'impasto resterà molto grezzo...tuttavia tra quello e il miele in forno caramellerà da favola!
Fatto questo date al panetto una forma schiacciata, rivestitelo con pellicola e mettetelo in frigorifero a raffreddare. Accendete il forno a 180° e, dopo che l'impasto avrà riposato una mezz'ora almeno, stendetelo su un ripiano leggermente infarinato allo spessore di circa mezzo centimetro e tagliatelo. Io per pigrizia questa volta l'ho tagliato a strisce, larghe circa 4 cm, e poi ogni stricia a formare dei 'mattoncini':  non sono bellissimi a vedersi o eleganti, però sono facilmente stivabili (per quanto non ce ne sia stato alcun bisogno) in una scatola di latta in caso durassero più di qualche ora :)
Infornateli quindi su una teglia rivestita con carta da forno per circa 8-10 minuti a seconda del forno, o comunque fino a colorazione.
Sentirete, sono come le ciliegie, uno tira l'altro!


 A vedersi sono molto rustici, ma una volta assaggiati ^^
 Questo è l'interno, fragrante e profumato di caramello

Beh, ora vi saluto che andrò a far un giro a cercar funghi.
Buona domenica a tutti!!!!

domenica, giugno 3

Crostata meringata al Lemon Curd...particolare

Ciao a tutti! L'altro giorno ho intravisto su Sky il grandissimo Santin che preparava una crostata meringata con Lemon Curd. Purtroppo non sono riuscito a seguire la trasmissione, quindi non mi sono scritto né ricetta né ingredienti...però la voglia è rimasta!
Già tempo fa avevo adorato il matrimonio tra meringa italiana e limone, in cui l'acidità e freschezza dell'uno mitiga la dolcezza dell'altro e viceversa, e il pensiero di riutilizzare la crema curd mi solleticava non poco.
Quindi, sull'idea di Santin ho fatto questa crostata, con una leggera modifica che all'inizio è stata forse un'azzardo, ma alla prova dell'assaggio è risultata ottima!

Crostata meringata al Lemon Curd... particolare

Ingredienti:

Per la frolla:

250g farina 00
150g burro;
100g zucchero a velo;
una bacca di vaniglia;
40 g di tuorli;

Per la meringa italiana;

125g albumi;
50g zucchero semolato;

50g acqua;
200g zucchero semolato;

Per il Lemon Curd;

2 limoni bio;
100 g burro;
un ramo di rosmarino;
2 uova intere (medie);
2 tuorli;
un cucchiaino abbondante di maizena;
150g di zucchero semolato;


Procedimento:

Per prima cosa prepariamo la frolla, che dovrà riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Con la farina e lo zucchero fare una fontana, al centro versare i tuorli, mettere il burro a temperatura ambiente cubettato e i semi di vaniglia, poi impastare con le mani fino ad avere un impasto liscio che non attacca più. Di solito uso un'altro metodo, cioè mescolare prima farina e zucchero con il burro e poi legarli con i tuorli, e devo dire che continuo a trovarlo più pratico.
Comunque sia, diamo una forma a panetto leggermente schiacciato (raffredderà prima se è meno spessa) e mettiamo la pasta avvolta nella pellicola trasparente a raffreddare.
Accendiamo il forno a 180°.
Dedichiamoci quindi alla preparazione del Curd.
Lavare bene i limoni, e grattuggiarne la scorza in una pentola, dove poi verseremo il succo una volta spremuti. Nello stesso pentolino mettere anche il burro e il ramo di rosmarino, quindi far andare a fuoco basso in modo da fondere il burro, poi lasciare in infusione mentre prepariamo il composto di uova. In una ciotola mescolare i tuorli e le uova intere con lo zucchero, poi aggiungere la maizena setacciata in modo che non faccia grumi, e mescolare il tutto fino a schiarire le uova.
A questo punto portare il succo di limone con il burro a bollore, versarvi dentro il composto di uova e mescolare continuamente portando la crema ad addensarsi su fuoco basso. Quando cotta versarla in una pirofila stendendola per farla raffreddare. Ricordatevi di togliere il ramoscello di rosmarino!
Ora tiriamo fuori la pasta frolla dal frigo, impastiamola nuovamente un attimo con le mani per ridonarle plasticità e poi stendiamola su un foglio di carta da forno leggermente infarinato allo spessore di circa mezzo centimetro.
Rivestiamo quindi lo stampo da crostata leggermente imburrato (ricordo che il burro non è per non far attaccare la base ma per trasmettere meglio il calore e cuocere meglio il fondo), bucherelliamo il fondo e versiamoci una manciata di fagioli secchi, di modo che non alzi in cottura, poi mettiamola nel forno già caldo a 180° per circa 18' ( o comunque fino a colorazione).
Ricordate solo che usando lo zucchero a velo colorerà un po' meno che usandolo semolato.
Cotta la frolla mettiamola a raffreddare e passiamo alla meringa italiana.
Mescolate in un recipiente pulito e ben sgrassato i tuorli con i 50g di zucchero, e in un pentolino i 50g di acqua con i 200 di zucchero, e mettete quest'ultimo a cuocere a fiamma viva.
Nel frattempo iniziate a montare lentamente gli albumi. Quando lo sciroppo arriva a 121°, aumentate la velocità della frusta e versate a filo lo sciroppo, poi proseguite a montare fino al raffreddamento.
Che consistenza fantastica!!^^
Ora è arrivato il momento di assamblare il tutto.
Con delicatezza trasferite il guscio di frolla sul piatto di servizio, e stendete al suo interno un velo di Curd di circa un centimetro.
Fatto questo, con la Sac a Poche iniziate a decorare la superficie con la meringa italiana.


Una volta finita la decorazione. è ora di divertirsi! Prendete il cannello, o in alternativa usate il grill del forno (mi raccomando, usando il grill state attenti ci vorrà molto poco!!!!) e bruciacchiamola per bene! ^^


Il risultato finale sarà questo:
Devo dire il vero, per una volta farmi i complimenti perchè è davvero buona!! ^^
Il rosmarino, se riuscite a bilanciarlo bene sta davvero da Dio con il limone, ne sottolinea il sapore.
Chiaramente non serve che vi dica che il poter usare limoni provenienti dal nostro bellissimo Sud Italia, farà davvero la differenza. In quel caso, essendo i limoni di giù grossi come palle da rugby :) logicamente se ne userà uno al posto dei due indicati. Ciao Ragassuoli, e buona domenica!!!

giovedì, maggio 10

Il risotto agli asparagi più buono e semplice del mondo

Ciao Ragassuoli!
Come state? Vi state godendo queste belle giornate di sole?
Il titolo del post di oggi potrà pure sembrarvi un po' pretenzioso, ma al diavolo, se lo merita!
Cos'ha di tanto speciale questo risotto? Che è un regalo di Madre Natura!
Quello che più mi piace è cucinare con le cose raccolte da me: frittate con le erbe di campo, minestre e zuppe con i funghi che raccolgo, fare le castagne d'inverno quando le trovo o anche solo fermarmi nei boschi a fare scorpacciate di fragoline selvatiche, lottando poi con la gola per riuscire a portarne a casa per una marmellata. Queste cose le sento come legami, profonde radici che mi ancorano alla mia terra; nel raccogliere le noci selvatiche per fare il nocino  o i fiori di sambuco per lo sciroppo, so di ripetere dei gesti antichi, gli stessi che hanno fatto i miei avi prima di me, ed è una bella sensazione. E' definitivamente una delle poche cose di cui vado orgoglioso.
Quest'anno il tempo ad aprile è stato strano, però questo non ha fermato gli asparagi selvatici, e chi come me ha avuto la pazienza di scarpinare un po' e l'occhio di cercare è stato premiato.
Quindi ho pensato di fare una sorta di reportage, una piccola guida al riconoscere la pianta e al cucinarla arrivando al risotto finito ^^
Nelle foto non vedrete chili di asparagi, per un semplice motivo: se in un punto trovo dieci asparagi, ne raccolgo tre-quattro, in modo da lasciar sempre qualcosa che possa crescere andare in semenza e fare il proprio corso. La cupidigia non paga mai, specie con la Natura, ricordatelo sempre.
Le foto sono fatte in parte con il cellulare, perchè la macchina fotografica me l'aveva rubata una Scimmietta male ammaestrata...^^
Iniziamo!

Per prima cosa dove trovarli: andate a passeggiare lungo gli argini, vicino a incolti, e sempre lontano dalle strade. Trovarli ma mangiare cose che sanno di tubo di scappamento può rovinare un bel raccolto!
Partendo dal presupposto che non conosciate 'i punti strategici' in cui queste prelibatezze crescono, avete solo una possibilità per scoprirli, cioè trovare una pianta cresciuta.
Quando la pianta è cresciuta, e inizia ad assomigliare ad un arbusto ormai è si tardi per raccoglierla, ma potete innanzi a tutto cercarle attorno dei getti giovani e buoni ( gli asparagi non vengono mai fuori tutti in un colpo solo specie quando selvatici), e se avrete sfortuna ricordarvi il punto per la prossima primavera.

Scusate la pessima qualità, ma qui potete vedere vecchie piante di asparago ormai secche ( il cespuglio  color grigetto) e qualche getto nuovo ormai troppo cresciuto (quelli verdi longilinei)




ecco un getto cresciuto troppo più da vicino... Avete presente le foglioline triangolari aderenti che l'asparago presenta sul gambo? Ecco, crescendo si aprono e da li fuoriescono i 'rametti' che lo fanno diventare un cespuglietto.


Qui invece potete vedere un'asparago perfetto per la raccolta: non è troppo piccolo, e sia le foglie sul gambo sia la punta sono ancora chiuse. Quando tra le foglie o in punta iniziano a vedersi come delle palline, lasciatelo li perchè ormai si sta già aprendo. (Ora, io vi ripeto solo gli insegnamenti contadini che mi sono stati 'tramandati'. Non mi hanno mai spiegato il perchè del non raccoglierli una volta che iniziano ad aprirsi, e io non ho mai chiesto, sapendo che i vecchi parlano sempre per un motivo..)
Qui vedete un altro bellissimo getto che però ho lasciato sul posto perchè troppo piccolo. Meglio che cresca e magari trovarne di più il prossimo anno!! ^^

Qui vedete la mia spesa mentre ero a metà della passeggiata. Non ne ho raccolti molti di più, e sono bastati per un risotto per quattro persone.

Ok, tornati a casa lavateli e lavatevi le mani. Importante questo passaggio sempre quando raccogliete erbe di campo o lungo gli argini, visto che posso essere contaminate da animali ( leggete qui per farvi un'idea).
Essendo già di per se molto teneri non serve spellarli, vi basterà cuocerli in asparagiera.
Non so come fate voi, ma il modo migliore consiste nel riempire l'asparagiera d'acqua in modo che essa arrivi qualche centimetro sotto alle punte. Io per precauzione dopo averli legati avvolgo un cordone fatto con carta argento poco sotto le punte, in modo che 'galleggino' sull'acqua mentre bolle.
Questo farà si che mentre i gambi vengono bolliti le punte cuociano al vapore.
Quando l'acqua bolle mettete gli asparagi e coprite, cuocendo il tutto per circa 10'.
Una volta cotti metteteli subito in acqua fredda per fermarne la cottura, poi mettete da parte le punte
e frullate i gambi tagliati a pezzi con del brodo vegetale.
Mettete in una padella un filo d'olio e tostate il riso, poi sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco e qualche filamento di zafferano. Evaporato l'alcool, aggiungete i gambi frullati e qualche pizzico di scalogno in polvere. Cuocete aggiungendo a mano a mano del brodo tenendo il riso sempre all'onda, fino a che non sarà al dente.



(guardate che bel colore verde!)
Spegnete e aggiustate di sale, mantecate con del burro di malga ( puntate sempre su prodotti buoni e genuini, non lasciate che un piatto si rovini per risparmiare pochi centesimi!) e per ultimo aggiungete le punte che avevate tenuto da parte.
Servite e lasciate che in caso sia l'ospite a mettere sopra del formaggio grattuggiato (a mio avviso non ci va per nulla, bisogna sentire il sapore dell'asparago selvatico non del formaggio!)
Ecco come si presenta impiattato: saporito e con delle invitanti e succose punte ancora intere, e avendo frullato i gambi non c'è il rischio di trovare pezzi tenaci o fibrosi.

Beh, ragassuoli, spero che vi sia piaciuto questo post. Non era mia intenzione insegnare nulla ( avrò commesso miriadi di errori nel cuocere il risotto!) e il titolo del post, il risotto più buono del mondo, beh...sono sicuro che i lettori fedeli avranno capito che, a farlo così buono, è il fatto di aver fatto tutto da soli, dalla ricerca e raccolta alla mangiata.
Ciao a tutti, e buona settimana!!!

Moreno
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