martedì, maggio 15

Trofiette al pesto Friulano

Ciao Ragazzi!!
Oggi altro piatto povero, di tradizione campagnola, e non molto conosciuto: il pesto friulano.
Ogni pesto ha la sua caratteristica, il suo richiamo alla terra d'origine (e la sua squisita unicità secondo me...) e nel nostro caso, la presenza di un'erba spontanea che si trova in abbondanza nel territorio friulano e che si usa per risotti, zuppe ecc: il Silene Vulgaris, detto in friulano 'Sclopìt'.





Questo è lo sclopìt, cioè scoppiettino: chi lo conosce capirà al volo il perchè del nome, derivato dal particolare 'scoppio' che la corolla del fiore, presa nel modo giusto tra le punta delle dita, i bambini si divertono a produrre battendolo contro il dorso della mano.
Lo Sclopìt si raccoglie in primavera, molto prima che la pianta si sviluppi in altezza e le prime foglie, i primi getti sono ancora teneri.
Il pesto friulano è quindi composto in modo semplice e veloce utilizzando un comune mortaio.
Si prendono cinque o sei pugni di sclopìt, lavati e privati dei gambi e delle parti più dure, e li si pesta nel mortaio assieme a del sale grosso, uno spicchio d'aglio e qualche gheriglio di noce, aggiungendo piano a filo dell'olio (mi raccomando un po' alla volta, così da facilitarvi nell'operazione).Il risultato dev'essere una crema non troppo densa. Purtroppo le dosi in queste preparazioni non riesco a darle, facendo sempre ad occhio: il consiglio è quindi di lavorare con dosi più piccoline magari e assaggiare spesso.
Ad occhio, per 6 mazzetti di silene direi due spicchi d'aglio (uno e mezzo se grande) quattro pizzichi di sale grosso e circa sei gherigli di noce. Però vi torno a dire, assaggiate e andate di conseguenza!
Non usate robot da cucina, minipimmer o mezzelune. In questo tipo di preparazioni è quantomai importante non ossidare gli ingredienti per avere l'aroma originale della pianta e goderne appieno. Un po' di fatica in più verrà senza dubbio ripagata!
Passiamo quindi alla ricettina veloce.

Trofie al Pesto friulano

ingredienti per due persone:

-100g di trofie integrali;
-2/3 cucchiai abbondanti di pesto;
-1 patata piccola;
-una spolverata di Parmigiano Reggiano 30 mesi.
-pepe q.b.



Bollire la patata finchè tenera, raffreddarla, spellarla e tagliarla a pezzi.
Mentre le trofie si cucinano, in una padella con un po' d'olio saltare i cubetti di patata, poi versare un po' d'acqua di cottura e i cucchiai di pesto.


Scolare le trofie molto al dente e finire la cottura in padella, impiattare e spolverare con una macinata di pepe e una grattata di parmigiano.
Così si presenta il piatto finito.
Veloce, facile, saporito e insolito!


Ciao Ragassuoli, a presto!!!!

Moreno

giovedì, maggio 10

Il risotto agli asparagi più buono e semplice del mondo

Ciao Ragassuoli!
Come state? Vi state godendo queste belle giornate di sole?
Il titolo del post di oggi potrà pure sembrarvi un po' pretenzioso, ma al diavolo, se lo merita!
Cos'ha di tanto speciale questo risotto? Che è un regalo di Madre Natura!
Quello che più mi piace è cucinare con le cose raccolte da me: frittate con le erbe di campo, minestre e zuppe con i funghi che raccolgo, fare le castagne d'inverno quando le trovo o anche solo fermarmi nei boschi a fare scorpacciate di fragoline selvatiche, lottando poi con la gola per riuscire a portarne a casa per una marmellata. Queste cose le sento come legami, profonde radici che mi ancorano alla mia terra; nel raccogliere le noci selvatiche per fare il nocino  o i fiori di sambuco per lo sciroppo, so di ripetere dei gesti antichi, gli stessi che hanno fatto i miei avi prima di me, ed è una bella sensazione. E' definitivamente una delle poche cose di cui vado orgoglioso.
Quest'anno il tempo ad aprile è stato strano, però questo non ha fermato gli asparagi selvatici, e chi come me ha avuto la pazienza di scarpinare un po' e l'occhio di cercare è stato premiato.
Quindi ho pensato di fare una sorta di reportage, una piccola guida al riconoscere la pianta e al cucinarla arrivando al risotto finito ^^
Nelle foto non vedrete chili di asparagi, per un semplice motivo: se in un punto trovo dieci asparagi, ne raccolgo tre-quattro, in modo da lasciar sempre qualcosa che possa crescere andare in semenza e fare il proprio corso. La cupidigia non paga mai, specie con la Natura, ricordatelo sempre.
Le foto sono fatte in parte con il cellulare, perchè la macchina fotografica me l'aveva rubata una Scimmietta male ammaestrata...^^
Iniziamo!

Per prima cosa dove trovarli: andate a passeggiare lungo gli argini, vicino a incolti, e sempre lontano dalle strade. Trovarli ma mangiare cose che sanno di tubo di scappamento può rovinare un bel raccolto!
Partendo dal presupposto che non conosciate 'i punti strategici' in cui queste prelibatezze crescono, avete solo una possibilità per scoprirli, cioè trovare una pianta cresciuta.
Quando la pianta è cresciuta, e inizia ad assomigliare ad un arbusto ormai è si tardi per raccoglierla, ma potete innanzi a tutto cercarle attorno dei getti giovani e buoni ( gli asparagi non vengono mai fuori tutti in un colpo solo specie quando selvatici), e se avrete sfortuna ricordarvi il punto per la prossima primavera.

Scusate la pessima qualità, ma qui potete vedere vecchie piante di asparago ormai secche ( il cespuglio  color grigetto) e qualche getto nuovo ormai troppo cresciuto (quelli verdi longilinei)




ecco un getto cresciuto troppo più da vicino... Avete presente le foglioline triangolari aderenti che l'asparago presenta sul gambo? Ecco, crescendo si aprono e da li fuoriescono i 'rametti' che lo fanno diventare un cespuglietto.


Qui invece potete vedere un'asparago perfetto per la raccolta: non è troppo piccolo, e sia le foglie sul gambo sia la punta sono ancora chiuse. Quando tra le foglie o in punta iniziano a vedersi come delle palline, lasciatelo li perchè ormai si sta già aprendo. (Ora, io vi ripeto solo gli insegnamenti contadini che mi sono stati 'tramandati'. Non mi hanno mai spiegato il perchè del non raccoglierli una volta che iniziano ad aprirsi, e io non ho mai chiesto, sapendo che i vecchi parlano sempre per un motivo..)
Qui vedete un altro bellissimo getto che però ho lasciato sul posto perchè troppo piccolo. Meglio che cresca e magari trovarne di più il prossimo anno!! ^^

Qui vedete la mia spesa mentre ero a metà della passeggiata. Non ne ho raccolti molti di più, e sono bastati per un risotto per quattro persone.

Ok, tornati a casa lavateli e lavatevi le mani. Importante questo passaggio sempre quando raccogliete erbe di campo o lungo gli argini, visto che posso essere contaminate da animali ( leggete qui per farvi un'idea).
Essendo già di per se molto teneri non serve spellarli, vi basterà cuocerli in asparagiera.
Non so come fate voi, ma il modo migliore consiste nel riempire l'asparagiera d'acqua in modo che essa arrivi qualche centimetro sotto alle punte. Io per precauzione dopo averli legati avvolgo un cordone fatto con carta argento poco sotto le punte, in modo che 'galleggino' sull'acqua mentre bolle.
Questo farà si che mentre i gambi vengono bolliti le punte cuociano al vapore.
Quando l'acqua bolle mettete gli asparagi e coprite, cuocendo il tutto per circa 10'.
Una volta cotti metteteli subito in acqua fredda per fermarne la cottura, poi mettete da parte le punte
e frullate i gambi tagliati a pezzi con del brodo vegetale.
Mettete in una padella un filo d'olio e tostate il riso, poi sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco e qualche filamento di zafferano. Evaporato l'alcool, aggiungete i gambi frullati e qualche pizzico di scalogno in polvere. Cuocete aggiungendo a mano a mano del brodo tenendo il riso sempre all'onda, fino a che non sarà al dente.



(guardate che bel colore verde!)
Spegnete e aggiustate di sale, mantecate con del burro di malga ( puntate sempre su prodotti buoni e genuini, non lasciate che un piatto si rovini per risparmiare pochi centesimi!) e per ultimo aggiungete le punte che avevate tenuto da parte.
Servite e lasciate che in caso sia l'ospite a mettere sopra del formaggio grattuggiato (a mio avviso non ci va per nulla, bisogna sentire il sapore dell'asparago selvatico non del formaggio!)
Ecco come si presenta impiattato: saporito e con delle invitanti e succose punte ancora intere, e avendo frullato i gambi non c'è il rischio di trovare pezzi tenaci o fibrosi.

Beh, ragassuoli, spero che vi sia piaciuto questo post. Non era mia intenzione insegnare nulla ( avrò commesso miriadi di errori nel cuocere il risotto!) e il titolo del post, il risotto più buono del mondo, beh...sono sicuro che i lettori fedeli avranno capito che, a farlo così buono, è il fatto di aver fatto tutto da soli, dalla ricerca e raccolta alla mangiata.
Ciao a tutti, e buona settimana!!!

Moreno

venerdì, maggio 4

25 anni

Compiere 25 anni di matrimonio il 25 aprile è un evento non da poco! Soprattutto perché a volte ci si chiede come i miei (foto sopra) siano riusciti ad arrivare alle nozze d'argento, hehe (scherzo, scherzo!). Per l'occasione, comunque, hanno deciso di dare una festa invitando tutti i parenti, ma proprio tutti! Considerate che mia mamma ha cinque tra fratelli e sorelle e fate un po' il conto voi. 
Inizialmente il progetto era di "affittare" un posto all'aperto dove i bambini avrebbero potuto giocare e gli adulti avrebbero potuto sentirsi più liberi, ma quel giorno il tempo ha deciso di non essere clemente (ha persino grandinato...!), quindi siamo dovuti stare chiusi in casa, stretti come sardine. Devo ammettere che il momento più bello per me è stato quando la maggior parte della gente se n'era già andata ed erano rimasti solo i genitori di Moreno e i miei cugini da parte di papà, anche perché è stato allora che abbiamo dato ai festeggiati la macchina fotografica che avevamo deciso di regalare loro :) è stato molto bello vedere quanto ne erano felici.


La festa è stata anche il "battesimo" della ragazza di mio fratello, Carolina (potete vedere i due piccioncini nella foto sotto), che non era mai stata vista dalla famiglia. Poverina...trovarsi tutti i parenti assieme dev'essere stato un po' uno shock. Chiacchierando è venuto fuori che anche Moreno ha ricevuto lo stesso trattamento quando stavamo assieme da pochi mesi, in occasione della cresima di mio fratello Andrea, e ci è venuto il sospetto che i miei lo facciano apposta, per traumatizzare il nuovo arrivato :) ma nessuno dei due è scappato a gambe levate quindi le possibilità sono due: o la prova non è tanto difficile o ci amano davvero!

E ora le foto di gruppo di rito: con i suoceri...
...e con la mia famiglia.

Voi invece amate le grandi riunioni di famiglia? Avete famiglie allargate?
Bacioni!

Giulia

giovedì, aprile 26

La fiera! La fiera!


Lo ammettiamo, siamo un po' indietro con i post...pensate che queste foto risalgono a più di un mese fa! Ma come non dare spazio a uno dei nostri giri?! Specie se si risolvono in...mangiate di frittelle!

Quel sabato, poco dopo aver ritirato la nostra adorabile nuova auto, siamo saliti e ci siamo lasciati trasportare da lei. Abbiamo iniziato a guidare senza una meta precisa e ci siamo ritrovati a Udine, dove in centro c'era una fiera con tanto di autoscontri e giostre e stand mangerecci che aspettava solo noi! Fantastico, eh? Le "gite" così sono le più belle, spontanee e divertenti e hanno ricordato ad entrambi i nostri primi appuntamenti: salivamo in macchina e via. Bastava stare assieme, non importava il luogo né il tempo, e non è cambiato nulla dopo più di sei anni. 


A presto con un nuovo post sul 25° anniversario di matrimonio dei miei!

Giulia

P.s.: scusate il post non esattamente loquace ma penso che le immagini possano parlare molto più di me. Bacioni!

martedì, aprile 17

Patate al forno ripiene di gorgonzola e rucola

Ciao Ragassuoli, quanto tempo!
Dovete perdonare la nostra lunga assenza, ma sono state settimane veramente intense.
Oltre a ciò Firefox mi ha piantato in asso e mi sono dovuto convertire a Google Chrome, quindi dovrò appena imparare il suo utilizzo...
Ma veniamo a noi! Queste ultime due settimane i miei erano via, per i loro 30 anni di matrimonio si sono fatti 15 giorni in Mexico (fortunelli!) e io ho dovuto badare alla casa. Spesso la sera, dopo una dura giornata di lavoro la voglia di mettermi a far cose complicate era pressoché zero, quindi ho dato il meglio di me in inventiva, cercando meno lavoro possibile.
Una sera in particolare, aperto il frigo ho trovato due patate lesse che mi guardavano, mogie mogie, e mi han fatto una tristezza tale che ho detto: Poverine, devo trasformarvi in qualche modo.
Dato una rapida occhiata a quello che c'era in frigo, ecco il risultato:

Patate al forno con gorgonzola e rucola.

ingredienti per 4 persone:

-2 patate lesse con la buccia;
-una manciata di foglie di rucola;
-80g di gorgonzola dolce;
-panna fresca q.b.;
-salsa worcestershire q.b.;
-sale e pepe bianco;
-scalogno disidratato (si trova tra le spezie) q.b;

Noterete che molti ingredienti non hanno dosi precise: questo perché dipende dalla grandezza delle patate.
Prendete le patate e tagliatele a metà nel senso della lunghezza, poi vuotatele con uno scavino o un cucchiaio stando attenti a non rompere il guscio così creato.
Schiacciate bene in una ciotola l'interno tolto dalle patate, aggiungetevi poi il gorgonzola e la rucola tritata grossolanamente, una manciata di scalogno disidratato (prima di aggiungerlo riducetelo in polvere schiacciandolo tra i polpastrelli o premendo con la lama di un coltello su un tagliere) e mescolate bene.
Ora aggiungete un po' alla volta la panna fresca, fino a ottenere una consistenza cremosa molto morbida.
Salate pepate e insaporite con la salsa worcestershire a gusto.
Vi resta solo da farcire con questa gustosa squisitezza i gusci di patate che avete lasciato da parte, e il vostro piatto molto british è quasi pronto.

Disponetele poi in una teglia, e mettetele in forno statico già caldo a 180° per circa 10', poi ruotate la manopolina sul grill e lasciatecele ancora tre o quattro minuti.
Servitele calde!



Sono davvero un comfort food in queste serate in cui sembra sparita la primavera!!
Buon appetito!

sabato, aprile 14

Doggie language!

Adorabile!
Trovate l'originale su questo sito.
Ciao Ragassuoli!!!

domenica, aprile 1

E ora via, andiamo di Corsa!

E così dopo una lunga settimana di andar per concessionari, vedere macchine, confrontare prezzi, caratteristiche e consumi abbiamo finalmente trovato l'auto che fa per noi, una bella Opel Corsa che ci ha colpito da subito per il colore (no, non è bianco, è guacamole, una sorta di verdolino beige molto chic a mio avviso), per gli optional compresi nel prezzo (tra i tanti sono da citare i vetri oscurati e i sedili e il volante in pelle) e per le sue linee slanciate ed eleganti. Naturalmente la volevamo più spaziosa della C2, così finalmente abbiamo cinque porte e un bagagliaio come si deve!
Dopo il primo impatto un po' così così (io non sono riuscita ad ingranare la terza grattando un bel po' e a Moreno si è spenta la macchina mettendo la prima) abbiamo preso confidenza rapidamente e non possiamo non pensare che sia un piacere guidarla. Abbiamo infatti percorso più di 200 km in meno di una settimana, il che per noi è tanto, credeteci, e la destinazione era solamente un pretesto per il viaggio. Abbiamo persino preparato due nuove compilation ad hoc per inaugurare l'auto: una con canzoni nuove e di artisti indie mentre l'altra tutta composta da canzoni sulle macchine (o che parlano di guidare, o di cose successe in macchina).
A presto ragazzi!
Giulia
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