lunedì, luglio 15

Schifo. Tanto schifo.

Quasi quasi avevo voglia di scrivere un post indignato, tremila parole su quanto mi vergogni di essere Italiana in questo momento, in questi giorni; su quanto mi venga da vomitare se solo provo a ricordare che abbiamo persone così nel nostro Parlamento; su quanta rabbia io provi al pensiero che molti Italiani, probabilmente, saranno d'accordo con quell'avanzo di feccia.
Ma no, perché l'indignazione, il vomito e la rabbia mi hanno stremato e sono stufa di vergognarmi di questo paese. Voglio essere orgogliosa di dire di essere Italiana, e non nascondermi. Cosa che al momento non posso fare e bastano tre parole per spiegarne il motivo: Calderoli/orango/Kyenge. Ah già, e una quarta, che voglio gridare: SCHIFO.

Giulia

sabato, luglio 13

Ommioddio un nuovo food post!

Forse non molti se lo ricorderanno ma una volta questo blog straripava di ricette e foto di deliziosi manicaretti. Poi...boh, life happens immagino. Moreno ha sempre meno tempo di cucinare piatti elaborati, quindi oggi vi beccate un piatto fatto da me. Non aspettatevi grandi cose, io sono una che non va per il sottile quando si parla di cibo: basta che sia godurioso, non importa se è un panino o un super piatto da ristorante. Oggi vi propongo la ricetta di un piatto che ho "cucinato" per me e mio fratello (Moreno non può, c'è sia la mozzarella sia il pane...sigh) e devo dire, senza vantarmi, che ne avrei mangiato un altro: panino al salmone con cipolle cotte all'aceto balsamico e salsa alla senape di Vigione, insalatina appena colta e zuppa di cipolla! Here we go!
N.B.: le porzioni sono intese per due.


Per il panino vi serviranno:
filone. 1
salmone affumicato, 100 grammi
mozzarella, 1
insalatina a scelta
miele d'acacia q.b.

Per la salsina:
senape di Vigione (va bene anche quella normale Orco), 3 cucchiaini
olio evo, 3 cucchiai
succo di limone, 3 cucchiai
aceto balsamico, 1 cucchiaio
formaggio spalmabile, due cucchiai
sale q.b.
pepe bianco q.b.

Per le cipolle all'aceto balsamico:
cipolle bianche, 2
cucchiai di aceto balsamico, 2
acqua q.b.
sale grosso q.b.
pepe q.b.
olio evo q.b.

Per la zuppa:
cipolle, 2
patata piccola, 1
acqua q.b. 
prezzemolo q.b.
olio evo q.b.

Per il contorno:
insalatina a scelta, una manciata a testa
un pomodoro

PROCEDIMENTO:
Tagliate il pane a meta "per lungo" e scaldatelo in una padella per un paio di minuti per parte, giusto per renderlo un pochino croccante.
Preparate ora la zuppa, che servirete fredda: sbucciate cipolle e patata e tagliate tutto in quattro grossi pezzi, che metterete in una piccola pentola con circa due bicchieri d'acqua, poco sale grosso, un goccetto d'olio e il pepe. La zuppa dovrà venire fissa fissa, quindi se vi accorgete che c'è troppa acqua potrete toglierla durante la cottura. Fate cuocere fino a quando sia la cipolla che la patata saranno entrambe molto morbide, poi frullate il tutto e fate raffreddare bene.
Tagliate le due cipolle a pezzetti, anche grossi, per cuocerle nell'aceto balsamico; lasciatele stufare a fuoco basso in una padella con coperchio con sale, pepe bianco e acqua quanto basta per coprirle. Quando vedrete che si sono ammorbidite aggiungete i due cucchiai di aceto balsamico e lasciatele andare così, con il coperchio chiuso, per un paio di minuti.
Nel frattempo preparate la salsina: mescolate senape, olio evo, aceto, limone, pepe e sale molto bene fino a che non li avrete completamente amalgamati; solo a questo punto potrete aggiungere pian piano il formaggio, mescolando bene.
Tempo di assemblare il panino!
Spalmate di salsina sia il "coperchio" del panino sia il "fondo". Siate generosi! Poi con un cucchiaio distribuite le cipolle all'aceto balsamico sul fondo del panino; sopra adagerete la mozzarella e sopra di essa il salmone; finite con l'insalatina e con un filo di miele. Tagliate il panino a metà per ricavarne due (sì lo so che lo volevate tutto per voi ma le dosi sono per due persone!) e posatelo in un piatto con un po' d'insalatina, il pomoro e la zuppa in una mason jar con il prezzemolo tagliuzzato sopra, che fa molto figo rustic-chic. 
Et voilà! Il piatto è pronto.


Devo dire che l'agro delle cipolle all'aceto balsamico si sposa e mescola alla perfezione con il miele d'acacia. Se avete paura che il panino diventi troppo dolce non vi preoccupate, non è così. Il miele aggiunge quel tocco in più che rende questo "piatto" una leccornia da veri gourmet! Goduriosissimo, soprattutto se alternerete un morso di panino con un sorso di zuppa. 
Fatemi sapere se lo provate!

Giulia

mercoledì, luglio 3

Altro che intercettazioni!

A noi le intercettazioni fanno un baffo, noi giochiamo d'anticipo e abbiamo deciso di pubblicare direttamente qui sul blog alcune delle nostre conversazioni. Come questa, avvenuta tramite sms:

Lui: Nuove perle in inglese: key yourself.
Lei: :D chiavati?!
Lui: :) vediamo se capisci questa- we are fathers
Lei: Siamo padri...?
Lui: Semo pari :) (pari=padre/padri in dialetto) 
Lei: Pffffff 
Lui: ;* evening the taxes?
Lei: Chiudi le tazze...? (perché evening=sera e sera=chiudi, in dialetto) 
Lui: Sera le imposte :) (chiudi le imposte)
Lei: Bwahahaha :) 
Lui: Ultimo?
Lei: Sì sì sì sì sì! :)
Lui: Dai- you are a cup souls.
Lei: ???
Lui: Te son un tazza anime :) (sei un tassa anime/un rompipalle)
Lei: Come direbbe mio fratello, lol :) adoro questo inglese farlocco. Ti amo!

...che dire, intercettazione più utile non si è vista! 
Ora a voi! Avete delle perle simili da condividere con noi?
Alla prossima!

mercoledì, giugno 19

Le confessioni di una Grammar Nazi

Attenzione: questo post è permeato da una densa ironia; si sconsiglia la lettura ai deboli di cuore e a chi non sa stare al gioco.

Avete presente quelle simpatiche personcine che ad ogni vostro dimenticanza, ad ogni vostro uso errato di una parola, ad ogni scorrettezza grammaticale nel vostro discorso sono prodighe di (non richiesti) consigli per migliorare le vostre colpe? Ecco, io faccio parte di quella schiera. Mi piace pensare di star offrendo al mondo l'opportunità di imparare cosa significa parlare correttamente, mi piace pensare di essere una crocerossina della grammatica, pronta a guarire qualsiasi ferita inflitta dai briganti della lingua, mi piace pensare di star svolgendo la mia missione caritatevolmente, alla maniera di Santa Teresa: come lei, io aiuto i poveri congiuntivi in difficoltà con le mie mani generose d'affetto; come lei, curo le scorrettezze della lingua con pazienza e dedizione; come lei, sopporto le pene dell'Inferno (sì, quello immaginato da Dante!) senza lamentele in luoghi dimenticati dal Dio della Grammatica. E come lei, non mi aspetto nemmeno un grazie dalle persone che ho salvato nel mio percorso. Figurarsi, perché se aspettassi di ricevere un ringraziamento per la nobile causa che sto perorando potrei campare fino a mille anni e non riceverne nemmeno uno. Sono cosciente di ciò, tuttavia non capisco come mai! Svolgo un servizio pubblico gratuitamente e senza chiedere nulla in cambio, acculturando le genti e predicando l'uso del congiuntivo alle masse; ma le masse non sembrano apprezzare e le genti mi guardano con malcelato schifo quasi fossero un sol uomo.
A coloro che dicono "avrei" invece di "avessi", a chi usa latinismi in modo improprio, alle persone che non si curano di quanto sia aberrante un indicativo al posto di un congiuntivo, a chi pensa che "gli" equivalga ad "a lei", agli stolti che utilizzano "paroloni" senza saperne il significato ma solo perché suonano bene io dico: non temete amici miei, ho una buona notizia per voi: l'Ignoranza è notoriamente una "brutta bestia", è una malattia spesso trasmessa per via genetica, ma è curabile con un po' di pazienza, un dizionario e un buon vecchio manuale di grammatica. 

A presto!
Giulia

P.s.: questo post è dedicato a Luna Pizzafichiezighini, sperando che non si offenda se la considero una compagna Grammar Nazi :)

martedì, giugno 4

Momenti di terrore

Ho appena scoperto che nella mia edizione della Commedia (Oscar Mondadori, 2005) al verso 122 del XXVII canto del Purgatorio, pagina 814, c'è un obbrobrioso "sù" (dio anche solo scriverlo mi fa male). Voglio andare a casa della Chiavacci Leonardi, suonare alla porta, dirle "Ciao, Anna Maria!" e schiaffeggiarla. Queste cose non si fanno, eddai!

sabato, maggio 18

Cosmesi eco-bio: i miei prodotti quotidiani


Eccoci qui di nuovo a parlare dei cosmetici eco-bio!Per chi si fosse perso il post precedente, nel quale parlo di INCI e altre stregonerie varie, ecco qui il link. Oggi vi parlerò di quali prodotti sto usando al momento e delle mie considerazioni personali:
  1. Per il viso della linea Vivi Verde della Coop uso lo struccante occhi idratante, il gel detergente rinfrescante, il tonico rinfrescante, la crema viso idratante protettiva (ovvero per pelli normali/miste) e il balsamo labbra idratante protettivo e mi trovo benissimo.
  2. Accanto a questi prodotti per la cura del viso uso spesso anche (soprattutto la sera prima di andare a dormire) alcune gocce di olio di Argan sulla pelle del viso umida: successo assicurato. L'olio di Argan ha anche un uso localizzato, ovvero si può utilizzare (sempre con parsimonia, ne basta pochissimo) sulle rughe o sulle cicatrici da acne.
  3. Per detergere, in alternativa al detergente della ViviVerde, uso il viso il sapone di Aleppo, molto indicato per le pelli sensibili e/o acneiche con il quale si può anche fare una maschera purificante: basta strofinare il sapone sulla pelle bagnata in modo che si formi uno strato abbastanza grosso e lasciare asciugare. Una volta risciacquato il viso sentirete che pelle fantastica!
  4. Per i miei capelli utilizzo il Ghassoul, argilla saponifera usata dalle donne marocchine per la pulizia del corpo e dei capelli, che mi dà il mio parrucchiere (sì, il mio parrucchiere è fantastico!). Lui l'ha acquistato direttamente in Marocco ed è miscelato con alcune erbe, tra le quali la salvia e la menta; se lui non riuscisse più a darmi il Ghassoul lo acquisterei online o nei negozi biologici (ho sentito dire che è ottimo quello della Tea Natura). Il Ghassoul lascia i capelli puliti, dona volume e rinforza lo stelo del capello, quasi come l'henné. Sconsigliatissimo, però, a chi ha la chioma colorata chimicamente: trasforma i capelli non naturali in nidi di paglia! Vi ho avvisati ;)
  5. Come "balsamo" uso l'aceto di mele miscelato con un pochina di acqua demineralizzata, quella per stirare insomma. Rende i capelli lucidissimi e morbidi e li districa come nessun balsamo potrebbe, proprio perché l'aceto è acido e il capello ha un ph acido di natura; anche per questo motivo lo metto sui capelli dopo il Ghassoul: l'argilla in teoria è basica, quindi apre il capello, mentre l'aceto lo richiude (non chiedetemi spiegazioni più tecniche di così perché davvero non saprei che dirvi). Se siete preoccupati per la puzza di aceto, non c'è da temere! Una volta risciacquato e una volta asciugata la chioma non sentirete alcun odore, parola di lupetto.
  6. Come impacco pre-lavaggio capelli uso l'olio di Argan: lo distribuisco bene specialmente sulle punte dei capelli, stando attenta a non esagerare e non ungere troppo specialmente il cuoio capelluto, dal momento che il mio è un po' grasso. Una volta lavati avrete dei capelli morbidi e setosi!
  7. Per quanto riguarda il trucco invece sto usando tutto l'ambaradan preso da Jade Minerals: fondotinta, blush, bronzer, correttore verde (per eliminare rossori vari) e giallo (per eliminare discromie viola come le occhiaie) e cipria a 20 spf. Mi sto trovando davvero bene, penso soprattutto perché avendo una pelle mista/grassa il trucco minerale (che notoriamente è in polvere) è perfetto. E per il resto il mascara Occhioni e i rossetti Dessert à Levres, tutto della Neve Cosmetics, sono già tra i prodotti che prenderò prima possibile.

Se avete delle domande sui prodotti che uso o sulla cosmesi eco-bio sarò felice di rispondervi (nei limiti della mia ignoranza in materia ovviamente) e se avete delle storie sull'uso di prodotti naturali per la pelle condividete pure con noi la vostra esperienza! A presto!
Giulia

domenica, maggio 12

Cosmesi eco-bio

Qualche tempo fa avevo girato un video per il mio blog in Inglese nel quale elencavo tutti i prodotti che uso quotidianamente (o quasi) per la cura della pelle, senza dimenticare il make-up. Bene, qualche giorno dopo quel video ho avuto un momento di ciò che chiamo EEE, ovvero epifania estremamente elevata, ho controllato l'inci di tutti i prodotti da me più usati, mi sono dichiarata stufa marcia di tutte le schifezze in essi contenute e ho buttato tutto in un atto liberatorio che ha segnato la mia svolta alla cosmesi eco-bio. 
Ho pensato quindi che la mia esperienza potesse essere d'aiuto a chi come me aveva voglia di cominciare a usare cosmetici naturali ma che non sapeva da come iniziare.

Innanzitutto bisogna sapere cos'è l'INCI: sigla di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients (tradotto: Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici), non è altro che la lista degli ingredienti che compongono i vostri fondotinta/crema viso/gel detergente/qualsiasi altra cosa vi spalmiate. Nell'inci gli ingredienti non sono messi a caso ma ordinati secondo un principio molto semplice, ovvero collocando gli ingredienti che sono presenti in maggiore percentuale all'inzio e quelli con minore percentuale alla fine. Ora, se come me siete curiosi di natura, andrete subito a leggere l'inci dei vostri prodotti preferiti e cadrete nello sconforto più totale: eccerto, perché quella lista degli ingredienti è scritta in un misto di latino e inglese incomprensibile ai più. Meno male che esiste uno strumento molto utile per noi comuni mortali (AKA chi non ha studiato chimica/biologia/materie scientifiche/quelle robe là), ovvero il biodizionario, che, nonostante ci offra una visione un pochino soggettiva (per esempio è vegan-oriented, cosa che non a tutti interessa), può essere la prima bussola per orientarci in un mare vastissimo del quale non riusciamo a vedere la fine. Questo utile sito, creato da Fabrizio Zago, chimico industriale orientato verso l'industria dei detergenti e dei cosmetici, classifica gli ingredienti che potete trovare nei vostri cosmetici con un metodo grafico molto semplice e a prova di allocco:  dopo aver digitato il nome dell'ingrediente preso di pari passo dalla confezione della vostra crema e cliccato invio potete subito capire a colpo d'occhio se l'ingrediente è dannoso per la vostra salute e per l'ambiente (sì perché si parla di biologico ma anche di ecologico) osservando, nel risultato, il colore ad esso associato. Copio qui la legenda dal biodizionario per maggiore chiarezza: 
DUE PUNTI VERDI: vai che vai bene
UN PUNTO VERDE: accettabile
UN PUNTO GIALLO: ci potrebbero essere dei problemi ma, tutto sommato si può chiudere un occhio soprattutto se il componente è alla fine degli ingredienti
UN PUNTO ROSSO: qualche problema, se ne sconsiglia l'uso a meno che sia il solo componente in rosso o che sia presente in misura minore (cioè elencato alla fine della lista INCI)
DUE PUNTI ROSSI: inaccettabile

Rossi all'ennesima potenza sono tutti i siliconi e i petrolati, ingredienti che io evito come la peste anche se sono collocati nelle ultime posizioni dell'inci; chi si vorrebbe spalmare della plastica/della paraffina in faccia? Io non di sicuro: creano comedoni (ovvero i tanto detestati punti neri) e peggiorano la situazione della vostra pelle, dando una sensazione illusoria di idratazione mentre invece stanno solo ricoprendo la pelle con un sottile e alquanto dannoso domo pak. I siliconi sono molto facili da distinguere: quando leggete un ingrediente che finisce con -one, -silanoil o con -ane ci sono delle serie probabilità che sia un silicone (esempio: dimethicone, ciclopentasiloxane ecc.) mentre i petrolati sono la vasellina, il mineral oil, petrolatum, paraffinum liquidum ecc.
Altri siti utili oltre al biodizionario che mi sento di consigliare caldamente sono due forum, ovvero Sai Cosa Ti Spalmi e L'angolo di Lola, dove ragazze esperte dannoopinioni su prodotti, recensiscono inci (la cosa più utile per chi come me all'inizio non conosceva il biodizionario: su Sai Cosa Ti Spalmi basta cercare il nome di un prodotto e, se presente negli archivi, verrà visualizzata la lista degli ingredienti con accanto i "semafori" tipici del biodzionario: grandioso, dato che si può capire a colpo d'occhio cosa contiene la vostra crema, per esempio). Un altro punto di riferimento è il blog Carlitadolce: la proprietaria, una tecnica di laboratorio che pubblica su Youtube i suoi video sulla cosmesi eco-bio e sullo spignattamento (ovvero la creazione a casa fai da te di tutti i cosmetici), posta ricette (e ricette-repliche, ovvero come farsi a casa i prodotti della marca XY) di maschere di capelli, tonici viso, creme e quant'altro per gradi di difficoltà, dal facile (leggi: qualcosa che persino io saprei fare con le quattro cose che ho in cucina) al difficile (per spignattatrici esperte), oltre che inserire numerose informazioni generali sulla cosmesi eco-bio. Interessante, a questo proposito, il suo post sugli ingredienti dannosi nei cosmetici.
Riguardo alla cura dei capelli un forum utile è Capelli di Fata, dove ho scoperto metodi alternativi, ecobio e fantastici per lavarmi i capelli (cosiddetti no-poo, gioco di parole tra shampoo e poo, che significa "cacca" in inglese).

Ora forse vi starete chiedendo: diciamo che voglio "fare la svolta", dire basta alle schifezze e passare alla cosmesi eco-bio, ma quanto costa e soprattutto dove trovo tutto ciò che mi serve?
Sorprendentemente mi sono accorta che non è vero che i prodotti eco-bio costano più dei prodotti cosiddetti normali, anzi. Se dovessi consigliarvi delle linee/dei negozi online, sicuramente al primo posto metterei la linea ViviVerde della Coop: potete trovarla alla Coop (ovviamente), costa meno dei prodotti delle marche più famose da supermercato e tutti i prodotti hanno un inci perfetto
Per quanto riguarda gli shop online, invece:
  1. http://www.saicosatispalmi.com/ è il negozio gestito dalle "cape" del forum Sai Cosa Ti Spalmi e, oltre a vendere la propria linea di prodotti (inci fantastico!) come il gel di Aloe J'Aloè vendono anche altre marche eco-bio sia di cura della pelle sia di cosmetici.
  2. http://www.jademinerals.com/ sito irlandese (non preoccupatevi c'è anche la possibilità di selezionare la lingua Italiana) di trucco minerale, il più sano che possa mai esistere per la vostra pelle. Se dovete mettervi qualcosa in faccia è meglio che sia minerale! Offrono molti sconti (yum!) e la spedizione gratuita e veloce in tutt'Europa, datemi un amen! Oltre ai prodotti classici per viso come fondotinta, cipria, bronzer e blush troverete anche un'ampia selezione di ombretti minerali e di pennelli/accessori per il trucco. Senza contare che in ogni pacchetto di prodotti acquistati inseriranno un'indecente quantità di samples, campioncini, che in realtà campioncini non sono perché sono confezioni vere full size di ombretti/fondotinta/bronzer/quant'altro: per esempio con il mio ultimo ordine ho ricevuto un bronzer e un ombretto full size in omaggio. Il servizio clienti è davvero molto veloce nel rispondere e ho trovato la manager, Katja, deliziosa. I prezzi poi sono molto competitivi, 11 euro per un fondotinta non sono praticamente nulla (e io ho pagato il mio 5 euro perché in saldo, yay!), costano meno dei prodotti scadenti da supermercato. La cosa migliore? Essendo puri non andranno mai a male, per cui potete metterli nel cassetto e utilizzarli anche tra dieci anni senza che siano scaduti! Datemi un amen!!
  3. http://www.nevecosmetics.it/it/ sito italiano che offre make up di tutti i tipi, dal fondotinta ai rossetti, cruelty free e dall'inci perfetto, il tutto offerto in un packaging molto accattivante.

Per oggi non voglio seccarvi più di così, ma restate sintonizzati che la prossima settimana pubblicherò la lista di ciò che sto utilizzando al momento con le mie impressioni!
A presto!
Giulia
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