Ciao Ragassuoli! Come va? Visto che la macchina nuova ancora latita, in questo periodo tempo per cose creative in cucina non c'è e la nostra casa sembra sempre ferma lì, voglio parlar di libri.
Adoriamo tutti e due leggere e anche se i nostri gusti sono simili per fortuna non sono uguali, il che vuol dire che spesso le scelte dell'uno incuriosiscono l'altro e viceversa, generando uno scambio di letture e opinioni interessante. Cosa farei senza la mia Scimmietta!
Ma oggi in particolare voglio parlarvi di un libro che, tra tutti quelli letti questo mese, ho adorato.
Il libro in questione è
La bambina che salvava i libri, di Marcus Zusak
ISBN 9788888320397
I fatti narrati nel libro si svolgono in Germania, tra il 1939 e il 1943. La protagonista di questa storia dura, emozionante, a tratti dolce e a tratti terribile è Liesel, e il libro inizia con lei che assiste alla morte del fratellino. Al suo funerale, in mezzo alla neve ci saranno solo Liesel e la madre, che presto l'abbandonerà. Il giorno del funerale però, Liesel da inizio a un qualcosa che poi le cambierà la vita: ruberà il suo primo libro. Quel giorno, con quell'atto inizierà la storia della ladra di libri, una storia d'amore tra una ragazzina e le parole.
Può sembrare un libro pesante visto l'argomento trattato e il tempo storico in cui si svolge, e invece non è assolutamente così. Certo, ci sono pezzi duri da digerire, come ad esempio:
"La vita era mutata nel modo più drammatico, ma era indispensabile comportarsi come se nulla fosse accaduto.
Immaginati di sorridere dopo un ceffone; poi pensa di farlo ventiquattr'ore al giorno.
Questo voleva dire nascondere un ebreo"
Duri perchè senza buonismi o giri di parole politically correct raccontano fuori dai denti i punti di vista di uno tra i periodi più cupi per la storia e la dignità umana, e la realtà è sempre dura da mandar giù.
La storia tuttavia non suscita nel lettore solo emozioni negative, perchè anche nei momenti più terribili gli uomini sanno andare avanti, e quindi la vocenda parla dei primi amori di Liesel, racconta dei bombardamenti e di come univano le persone, e il filo conduttore di tutto restano sempre i libri.
I perdonaggi sono incredibili, sono profondi e studiati ineccepibilmente, e va a finire che ci si affeziona a tutti i personaggi principali della storia, persino ai più rudi quando si scopre che a modo loro hanno un gran cuore.
La voce a narrare la storia nel libro poi è quella della Morte, che per l'occasione si scopre essere l'esatto opposto di come uno se l'aspetta, e cioè ciarliera, amabile, compassionevole e irrimediabilmente 'umana'.
Dovendo dare un giudizio, uno dei più bei libri che io abbia mai letto. Tralasciando la sua originalità e la grande sapienza con cui sono stati creati i personaggi, è un romanzo avvincente, poetico, toccante e soprattutto davvero, davvero emozionante. Le pagine scorrono veloci una dopo l'altra mentre ci si lascia prendere dalla storia, avidi di sapere cos'altro capiterà a Liesel, come uscirà da una situazione piuttosto che un'altra, se riuscirà a dare quel tanto richiesto primo bacio...
Ve lo consiglio!!
Buone letture e buon weekend
Moreno