martedì, ottobre 18

I dolori di una hostess

Forse non ve l'ho ancora raccontato, ma da agosto a questa parte, con cadenza quasi bisettimanale, lavoro come hostess in Ikea; il lavoro è molto semplice e ben remunerato: si tratta solamente di accogliere i clienti, "reclutare" nuovi soci Ikea e in caso aiutarli con la registrazione. 
Capirete quindi che capita di imbattersi in persone di tutti i tipi, dal ragazzo con il viso costellato di piercing alla signora tutta firmata Burberry (sì, anche le signore firmate dalla testa ai piedi vengono in Ikea!), e capita anche, dopo la sesta o settima ora di lavoro, di essere sfiniti. Mi spiego: non è un lavoro faticoso come lavorare in fabbrica, capirai, però, dopo un po', diventa dura ripetere sempre le stesse cose tutta la giornata, e farlo con il sorriso per di più! Quindi potete immaginare che, da brava scimmia, dopo la sesta ora di lavoro soprattutto mi capita di incartarmi con i clienti e di dire cavolate. Questo weekend mi è capitata una cosa brutta brutta brutta, diversa dai soliti incartamenti! Stavo infatti spiegando al cliente che cosa comportava il trattamento dei personali, e terminando il discorso sono uscita con un bellissimo: "Quindi, se acconsentisce..."
Un'espressione di orrore mi si è dipinta in volto e mi sono scusata con il cliente per l'errore (meglio: Orrore!), mentre lui rideva e io, itanto che gli stampavo la carta Ikea Family, sorridevo e dicevo che mi vergognavo moltissimo.
Cioè, rendo l'idea se dico che mi sto per laureare in Italianistica?? Italianistica, cavolo!! Non storia o lingue straniere o economia!! Italianistica!! Al momento avrei voluto sprofondare...poi semplicemente ci ho riso sopra con una collega, dando la colpa alla stanchezza e alla troppa, troppa gente che c'era quel giorno.
Ora a voi! Vi è mai capitato qualcosa del genere al lavoro? Qualcosa di cui vi siete vergognati come ladri ma che poi è stato spunto per una risata di gusto? Mi piacerebbe sapere ;)
Bacioni!
Giulia

2 commenti:

SELENA ha detto...

se ti raccontassi le mie performance orrorose linguistiche, vedi ben che la tua sembrerebbe niente! naturalmente il tutto é successo in spagna, il primo anno che ci vivevo, e dovendo lavorare come animatrice, sola, unica italiana tra spagnoli e portoghesi, ne ho sparate certe che la gente rideva, ma intanto imparavo anche a parlar bene la lingua. ho poi usato per un anno, dico un anno, una parola che secondo me era perfetta ma che invece era pura invenzione finché il mio ex m'ha fatto notare che tale parola non esisteva e non me l'aveva detto prima per non offendermi..giá, lui e tutti quelli con cui lavoravo!! in inglese invece ne ho sparata una bella alla tesi di laurea, ma si capiva che ormai, ed ero verso la fine, era un errore di stress e stanchezza. e in italiano? beh, che dire, dopo 8 anni fuori ora direttamente traduco dallo spagnolo all'italiano certi termini che non ricordo e la gente mi guarda strano, ma siccome sanno i miei problemi linguistici (!!!) ridono. e vabbé, a me comunque ora certe parole italiane suonano male, nel senso che me le vedo anche nel dizionario e penso che non ha senso. son messa bene... ;)

myrò ha detto...

ne sparo talmente tanti di obbrobri linguistici....:D
nel mio caso però non si tratta di stanchezza, ma di avanzato e precoce rimbambimento :D
forse è anche tipico di chi studia o ha studiato lingue: hai talmente tanti termini in testa che alla fine fai un bel minestrone di parole. Anch'io al liceo linguistico coniavo dei termini nuovi, frutto dell'accoppiamento insano tra italiano, inglese, francese e tedesco. Alcuni avrei dovuto anche brevettarli, ma non ci ho pensato per tempo.
Comunque di sicuro è uno spasso :)))

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